venerdì 27 giugno 2014

Omero e la questione omerica

Omero
Conosco benissimo la storia narrata nell’Odissea: Ulisse, Polifemo, Telemaco, Eolo il Re dei Venti, Nausica, il cane Argo, la strage finale dei proci, Penelope e la sua tela. 

Vale lo stesso discorso per quanto riguarda l’Iliade: Achille, Elena e Paride, Ettore, Agamennone, Priamo, Sparta, Troia, il cavallo di legno. Briseide

Dopotutto immagino che ben poca gente non sia al corrente delle trame e degli sviluppi delle due storie. Naturalmente non le ho apprese sui testi originali e neppure nelle versioni tradotte in italiano, benché abbia qualche ricordo di alcuni versi letti su un paio di antologie scolastica. 

Scuole medie? Scuole superiori? Non lo ricordo (intanto riporto in fondo ai post i versi iniziali delle due opere per risvegliare anche la vostra memoria). 

Con me ha avuto effetto solo l’inizio dell’Iliade, ma non ha importanza, come ho già scritto all’inizio conosco le due storie in tutte le salse, perché le ho viste attraverso sceneggiati televisivi, attraverso schermi cinematografici. 

Ho letto le storie in versioni romanzate su fumetti… 

Insomma difficile non conoscerle. 

Nei giorni scorsi però è venuta o tornata alla luce una questione di cui mi vergogno. Magari ne ero a conoscenza e qualcosa nella mia mente lo aveva rimosso. In ogni caso mi sembra impossibile scoprire solo adesso che ci sono dei dubbi sull’identità di Omero, tale da sollevare addirittura una questione. 

Mi vergogno e spero proprio sia qualcosa che ho rimosso. 

Meglio chiudere qui per non peggiorare manifestare ulteriormente la mia ignoranza. Vi lascio con due domande: avete mai letto Omero? E soprattutto sapevate nulla della questione omerica


Iliade 

Cantami, o Diva, del Pelíde Achille 
L’ira funesta che infiniti addusse 
Lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco 
Generose travolse alme d’eroi, 


Odissea 

Musa, quell’uom di moltiforme ingegno 
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra 
Gittate d’Iliòn le sacre torri; 
Che città vide molte, e delle genti

16 commenti:

  1. E' una delle poche cose che conosco.
    Per quel che mi riguarda, credo che sì, Omero sia esistito, ma abbia scritto SOLO UNA delle 2 opere a lui attribuitagli.
    D'altronde da quel che se ne sa sono opere distanti l'una dall'altra, senza andare a scomodare analisi grammaticali e letterali, basta farsi 2 conti.
    Omero era un poeta cieco, che narrava le sue storie a memoria, ma se andiamo a vedere, difficilmente queste storie sono state scritte dalla stessa persona, in quanto il loro 'filo logico' non é proprio chiarissimo e lineare.
    Io ho sempre avuto l'impressione che fossero state scritte ( o meglio, inventate e narrate visto che all'epoca non c'era il vizio di scrivere) da 2 persone diverse.

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    1. Grazie Massy, ne parli da intenditore, bravo!

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  2. La figura di Omero è sempre stata presa di mira dalle fantasticherie degli studiosi di ogni tempo. Io non sono uno studioso, però nemmeno la fantasia mi fa difetto, per cui, dico, affermo e confermo che Omero era lo pseudonimo di "copertura" dei vati poeti di allora, che preferivano rimanere in incognito, diciamo per scaramanzia, viste le tante "disgrazie" occorse agli eroi di quelle narrative. :-)

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    1. si potrebbe scrivere un romanzo su un personaggio che torna indietro nel tempo a indagare

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    2. Guarda, ferru, se avessi la possibilità di tornare indietro al tempo di Omero, la prima cosa che farei cercherei di cambiare il corso della storia del Cavallo di Troia... che tante vittime ancora oggi sta mietendo :-)

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    3. Se l'avessi io, sai quante cose farei

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  3. Buongiorno Ferruccio e buongiorno a tutti!
    Io, avendo fatto studi classici, ero a conoscenza della questione omerica, ma ammetto che ho realmente apprezzato e, per certi versi capito, la storia di queste due opere (come di altre tipo La Divina Commedia e I Promessi Sposi ) soltanto rileggendole un po' di anni fa, lontano dal contesto scolastico. Non vergognarti della tua "ignoranza", piuttosto sii orgoglioso di aver avuto la curiosità di farti delle domande in merito a queste opere e al suo "pseudo" autore. Purtroppo, i ritmi scolastici sempre più frenetici e l'introduzione di nuovi argomenti nei programmi (che è comunque un segnale positivo del fatto che la cultura non si ferma mai), portano i Prof. a dover fare delle scelte che, a volte, ci fanno perdere dei "pezzi" importanti della nostra storia, letteraria e non. Sta a noi decidere se colmare questi vuoti, consapevoli che il sentirsi in qualche modo "ignorante" non è un limite, ma la prova concreta che possiamo imparare ancora molto!
    Buona giornata e buon weekend ; )
    Ivy

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    1. Buongiorno Ivy,
      Un gran bel consiglio, lo quoto in pieno
      grazie

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  4. So della questione omerica, ma non conosco le "teorie alternative" a un SOLO uomo e cieco.
    Magari si tratta di storie nemmeno coeve a Omero o a chi per lui.
    Che l'Iliade e l'Odissea sembrino scritte da mani diversi me ne accorsi già alle medie :)) Ci sarebbe poi da considerare, nell'ambito della questione omerica, il problema della geografia. Omero è molto preciso, maniacale in alcuni dettagli eppure... eppure la sua geografia del mediterraneo è GROTTESCAMENTE ERRATA, al punto che ci son diversi libri che parlano di guerre avvenute altrove, tipo il mare del Nord o l'Atlantico, e poi raccontate da Omero (o chi per lui). Posta la guerra di Troia in altri luoghi, avrebbero un senso il fisico dei protagonisti, la botanica e l'alimentazione raccontata nei due poemi.
    Se vuoi, non mi sembra questo il luogo, posso consigliarti un paio di ottimi libri sui luoghi alternativi della "Guerra di Troia".

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    1. Interessante la tu disquisizione Massimo, grazie

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    2. Uno dei testi a cui fa riferimento Massimo, credo, è "Omero nel Baltico" di Felice Vinci

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  5. Avendo fatto il Classico... Omero m'è uscito dai buchi delle orecchie.
    Ma ricordo che anche alle medie facemmo Antologia, con molti brani tratti dalle sue opere^^

    Moz-

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  6. Posso aggiungere che la discesa di Odisseo agli Inferi è un racconto a sé stante rispetto al resto dell'Odissea.

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    1. accidenti, mi vine voglia di sprofondare

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