martedì 24 giugno 2014

Gli scrittori sono davvero grandi?

Sul blog Penna Blu, Daniele Imperi, nel post Il potere psicologico della scrittura di qualche giorno fa, raccontava del potente effetto che lo scrivere esercita sulle persone: un articolo notevole e molto interessante che vi invito a leggere e naturalmente a trarne le vostre conclusioni. 

Nel mio caso specifico la lettura di questo articolo, in un secondo tempo, mi ha portato da tutt’altra parte e a redigere un post che pone delle domande ben diverse

Non so in che modo mi sia stato ispirato - forse da un momentaneo fraintendimento iniziale - ma ho pensato se considererei dello stesso valore, scrittori verso cui ho un’ammirazione quasi maniacale, nel caso avessi avuto la possibilità di averli conosciuti come coetanei o se li avessi potuto frequentare, come si frequenta un vicino o un conoscente qualsiasi. 

Mi spiego meglio se fossi cresciuto sul Michigan e avessi avuto a che fare con un Ernest Hemingway bambino, magari trovandolo del tutto insignificante perché su madre lo vestiva da femminuccia, lo esalterei ancora per aver scritto Fiesta o Per chi suona la campana o sorriderei tutte le volte che sento parlarne come un autore straordinario? 

Se fossi stato davvero un compagno di sbronze di Bukowski o fossi stato soltanto uno di quelle persone che lo hanno commiserato trovandolo ubriaco fradicio e volgarotto dentro un bar lo considererei un autore di culto o penserei a lui solo come un personaggio patetico? 

Cosa penserei di McCarthy se invece di conoscerlo per via della Trilogia della frontiera e di altri capolavori lo ricorderei principalmente  per averlo conosciuto in uno dei suoi viaggi in nave mentre vomitava per il mal di mare e imprecava contro tutto e tutti? 

E Goethe ne uscirebbe con le ossa rotte se avessimo avuto modo di vederlo per strada tutte le mattine sopra un calessino prima di leggere le sue opere? 

Daremmo ancora lo stesso peso e lo stesso valore ai nostri eroi, li considereremmo grandi scrittori o seguiremmo il suggerimento che LiveALive ha dato in risposta  a un mio commento sullo stesso post:   

In genere, gli artisti è meglio non conoscerli. Pensaci. Tu non ami Hemingway quanto l’idea mitica di Hemingway. Ma immagina se dovessi incontrarlo di persona, tu che gli dici “signor Hemingway, sono un suo grande fan”, e lui “vai al diavolo, idiota, non ho tempo da perdere” XD.
Non è solo il carattere però, ma l’umanità stessa. Se non conosci una persona, ti pare senza debolezze, e così ci pare impossibile che Michelangelo potesse soffiarsi il naso. Ma quando conosciamo una persona, come notiamo la sua umanità, notiamo anche la sua infinita debolezza. 

Ora per stilare un articolo del genere ho preso come parametro gli scrittori che più adoro, ma è ovvio che se lo desiderate una simile confutazione potete farla ampliando il discorso ad altre forme artistiche o prendendo in considerazione delle personalità di qualsiasi campo.  

Insomma, dite la vostra coraggio, avrete qualcuno che idolatriate.

12 commenti:

  1. Non credo che gli scrittori tout court siano grandi.
    Credo che esistano delle Grandi Persone, ed alcune di Loro scrivano.

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    1. Già questa potrebbe essere una bella risposta a ciò che chiedevo!

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  2. Io amo gli scrittori russi e tutta la letteratura che caratterizzava questi tempi. Sarei stata un'ottima amica di Fedor (magari) a te piace questa letteratura?

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    1. Grazia un altro suggerimento per un post mi hai dato

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  3. Anche Leopardi passò una vita infernale pensando a quello che dicevano di lui i suoi coetanei (Gobbus esto / fammi un canestro / fammelo cupo / gobbo fottuto). Io sarei voluto essere quello che è stato Bukowski per John Fante: un amico vero e innamorato dei suoi scritti. In questo caso, però, rischio di uscire fuori tema.

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    1. La conosco bene questa storia
      http://www.ferrucciogianola.com/2010/07/io-sono-bandini-arturo-bandini.html

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  4. Sono persone, quindi potresti trovarli amabili come anche insopportabili. A dirti la verità, non so quanto mi piacerebbe conoscerli.

    Qualche anno fa ho conosciuto Lansdale, quando venne a Roma, e è davvero simpatico. Poi conobbi Björn Larsson - a una conferenza - e anche lui è simpatico e sociale.

    Ma di quanti altri scrittori potremmo dire lo stesso?

    Grazie della citazione :)

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    1. Merito del tuo post, la citazione, figurati... Lansdale è veramente un gentiluomo, l'ho sperimentato via WEB

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  5. I "grandi" condottieri militari che hanno fatto la Storia. Ecco, sono questi i personaggi che più di tutti hanno sempre catturato la mia "devozione". Tra tutti, colui il quale "NON" vorrei mai avessi avuto il piacere di conoscere di persona, è certamente Napoleone Bonaparte... sai che delusione sarebbe per me, mettergli una mano sul capo, dall'alto della mia statura (seppure nella norma) e fargli ancor più pesare la "sindrome del nano"... :)

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  6. Il fatto è che sono uomini anche loro, e come gli altri hanno un mestiere: scrivere.
    Che poi, ha un valore aggiunto, perché è arte.
    Di Poe cosa potremmo dire? Le stesse cose... :)

    Moz-

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  7. Sainte-Beuve, il più noto biografo francese, diceva che la grandezza dei letterati risiede nelle loro opere, e citava il caso di Racine: tanto sinceri e sublimi erano i suoi personaggi, di teatro, tanto meschino e rancoroso era lui nella vita privata.

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