domenica 25 maggio 2014

Di là dal fiume e tra gli alberi a mangiare con Ernest Hemingway

Credo che Di là dal fiume e tra gli alberi sia il romanzo più intimo di Ernest Hemingway. Credo sia uno dei suoi libri meno apprezzati dal pubblico e dalla critica, a quando mi è parso di constatare, per me però non è così. 

È un altro di quei romanzi di cui conosco parecchi passi a memoria e che mi ricorda certe esperienze d’amore che pure io ho vissuto a Venezia. Un ambiente raffinato, l’Hotel Gritti e l’Harry’s Bar. Un libro romantico, nostalgico e tragico. 

Del libro - non a memoria, state tranquilli - ricordavo anche i passi dove si può trovare del buon cibo. Non ho faticato a trovarne cinque per la mia solita rubrica domenicale per mangiare

Momenti da veri gourmet, con la firma di un grande Ernest Hemingway


L’aragosta era imponente. Aveva dimensioni doppie di quelle che avrebbe dovuto avere un’aragosta e il suo spirito ribelle era scomparso nella cottura, per cui adesso pareva il monumento del proprio io defunto; con gli occhi sporgenti e tutto, e delicate antenne lunghissime destinate a farle sapere ciò che gli occhi piuttosto stupidi non potevano dirle. 




Il Gran Maestro arrivò in quel momento con la bistecca e le scaloppine e la verdura. Vennero portate da un ragazzo dalla testa lucida che non credeva in niente; ma si sforzava molto di essere un buon secondo cameriere. 




Al colonnello piaceva esaminare i formaggi esposti in alte pile e i grossi salami. Da noi la gente crede che la mortadella sia un salame, pensò. 




“Possiamo prepararle dei rognoni alla griglia con funghi colti da gente che conosco. Oppure coltivati in cantine umide. Posso darle una frittata con tartufi trovati da porci molto distinti. Posso darle autentica pancetta canadese che forse arriva perfino dal Canada.” 




“Per cominciare un po’ di gamberi all’enchillada come si usa in questa città, ma freddi. Serviti nel guscio. Poi sogliola per lei e per la signora un misto alla griglia. Che verdura?”
 


Buon appetito!

13 commenti:

  1. Ho appena finito di cucinare per il picnic di stamattina... quindi stavolta le foto non mi hanno fatto effettissimo (tranne la prima **), tornerò a gustarmele XD

    Moz-

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  2. marcella sicca25 maggio 2014 10:28

    Momenti da veri gourmet veramente piatti molto invitanti

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  3. Grazie mille... mi hai fatto venire una gran fame

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  4. Confesso che non ho mai letto questo libro di Hemingway; questi passi che hai citato sono davvero da veri gourmet!!

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  5. Una straordinaria avventura gastronomica, scandita in più di cento gustosissime ricette!
    Complimenti per il post molto invitante!
    Bacione
    La Fra

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  6. Interesante analisi dal punto di vista gastronomico di uno dei romanzi meno conosciuti di Hemingway. Riesci sempre a sorprendermi con i tuoi spunti originali!

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    1. è una buona idea questi dei piatti presenti nei romanzi

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  7. Interessante lettura gastronomica,l'aragosta sarà deliziosa!

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