mercoledì 16 aprile 2014

La letteratura è morta, viva la letteratura

Donne in lettura
Mia nonna mi raccontava che quando era bambina, le sere d’estate, sugli alpeggi, dopo aver terminato di svolgere tutte le mansioni che erano di sua competenza, prima che fosse buio del tutto, lei e le ragazzine della sua età erano solite trovarsi e leggere un libro -  di solito preso in prestito in Parrocchia o all'Oratorio - sedute in un prato. 

Allora non c’era la televisione, non c’era il cinematografo, la radio (intesa come apparecchio) era posseduta soltanto da qualche autorità del tempo. Non c’era una festa due volte la settimana e non c’era la possibilità di studiare. 

La vita era così, diceva lei. 

Una ragazzina a turno leggeva a voce alta le pagine del libro e le altre ascoltavano… estasiate. 

Insomma mia nonna mi raccontava come allora trovarsi a leggere un libro fosse l’unico modo per immaginare o sognare la vita in un’ottica diversa da quella a cui sembravano destinate. 

Più o meno le stesse cose facevano le ragazzine di qualche generazione dopo. La generazione della mia mamma per essere precisi. 

La mia mamma mi ha ancora raccontato che sì c’erano i libri da leggere insieme, ma incominciava a esserci la possibilità di vedere qualche film al cinema e ogni tanto anche alla radio, che cominciava a diffondersi nelle case, c’era la possibilità di sentire qualche storia affascinante. 

Anche per lei, comunque, leggere un romanzo o un racconto era un sistema di evasione oltre a essere una delle fonti di apprendimento e conoscenza

Anche per me la letteratura, leggere i libri e i fumetti, da bambino - prima ancora che uno stimolo a crearne una professione utile a campare da grande - era una semplice forma di evasione

Leggere e studiare mi appassionava già da piccolino e non è mai stata una fatica servirmi dei libri, benché io in più di mia nonna e della mia mamma ho avuto la fortuna di avere a disposizione anche altre forme di sostentamento culturale. 

A cinque anni, malgrado viaggiare in auto e in treno mi facesse star male all’inverosimile, avevo viaggiato più di loro in tutta la loro vita messa insieme con tutte le possibilità di conoscenza insite nel viaggiare. 

Mio papà, quando avevo otto anni, regalò a me a i miei fratelli un’enciclopedia che era un investimento e di libri di narrativa ne ho sempre avuti sotto mano. 

Ma cosa voglio dire con tutto questo

Voglio dire che la generazione in cui sono nato mi ha favorito nel servirmi di certi strumenti per farmi una cultura, leggere i romanzi e i fumetti era naturale, come giocare e mangiare, ma spesso mi domando se mi comporterei allo stesso modo se avessi dieci o dodici anni adesso. 

Con gli stimoli che la società offre al giorno d’oggi avrei davvero voglia di investire il mio tempo leggendo la storia de Le avventure di Pinocchio o di Zanna bianca quando tutto mi spinge a servirmi di altre cose? 

Tra dieci anni sarei un ventenne frequentatore di librerie e un assiduo lettore di eBook o avrei un milione di altri interessi da cui attingere il mio nutrimento culturale e umano? 

So che non è semplice rispondere  a simile domande senza cadere nella retorica e nei luoghi comuni, ma non è neppure giusto condannare le nuove generazioni perché non leggono come facevamo noi. Un film di avventura a dieci anni coinvolge i sensi più di un libro di avventura e non ditemi che non è vero? 

Sinceramente l’unica cosa che mi sento di dire è che: 

La letteratura è morta e allora viva la letteratura.

12 commenti:

  1. E' chiaro che, il "verbo", e, il cosiddetto "nero su bianco", sono da sempre stati i più importanti mezzi di comunicazione tra le persone. Non credo di dire un'eresia se affermo che ancora oggi un infinito numero di opere e romanzi vengono scritti, sicuramente, più velocemente di quanto io e te riusciamo a leggere. Ciò mi porta a pensare che la letteratura non sia affatto morta, così come la Radio e la Tv non hanno ucciso la parola, gli e-Reader non hanno ammazzato lo scritto e "l'auto-editoria" non ha soppresso la narrativa. Quindi, non vedo alcun motivo per "mettere in galera" i blogger, senza il "corpo del reato".
    Ah, le nonne, che bei ricordi! Credo che sarebbero contente di vivere nella nostra epoca... te le vedi d'avanti al Pc? :-)

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    1. Imprecherebbe e direbbe che all'interno c'è il diavolo

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  2. Non so se le cose siano davvero cambiate così tanto come sembra a prima vista. E' vero che quando ero bambino io non c'erano i computer e i programmi televisivi iniziavano alla 17 con la tv dei ragazzi. Però in compenso avevamo la vita di strada, che offriva altrettante opportunità a chi non aveva voglia di leggere. Però c'era chi come me leggeva lo stesso, come spinto da una specie di urgenza interiore. E tra simili ci riconoscevamo.

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    1. Non parlo di voglia di leggere, su quello concordo, cerco di mettermi nei panni di un ragazzino del giorno d'oggi. Allora c'era chi non leggeva ovvio, ma si sapeva che "esisteva" il libro. Le offerte oggi molto molto più ampliate

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  3. A casa dei miei nonni, invece, libri non giravano, un po' perché, da contadini, non avevano l'istruzione né la forma mentis per apprezzarli, un po' per i soldi, che non hanno mai avuto.

    Però anche a me e mie sorelle mio padre regalò un'enciclopedia, quella della Utet che ancora abbiamo, e anche i Quindici. Quelle furono le mie prime letture e il mio primo avvicinamento al Fantastico.

    Mia madre invece ci comprava ogni settimana Topolino.

    Adesso ci sono troppi stimoli per poter apprezzare la lettura. Soprattutto c'è troppa tecnologia inutile che mettono in mano ai bambini.

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    1. Il Giornalino, mi hai ricordato che dovrò parlare de Il Giornalino

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  4. Leggere un libro provoca nell'essere umano sensazioni che nessun film potrà mai donare,un libro ti fa' immedesimare nei personaggi,ti fà sognare,viaggiare con la fantasia,ti fa' pensare,ragionare,un libro è pura magia...mi è capitato spesso di vedere film tratti da romanzi che avevo già letto,ebbene,nel guardare il film non ho mai provato le emozioni che invece il libro mi aveva trasmesso !!!La nonna e la mamma hanno quindi vissuto in un periodo meraviglioso da quel punto di vista,il loro cervello è stato abituato ad elaborare in maniera molto più profonda rispetto al cervello della maggior parte dei giovani d'oggi che,nonostante abbiano la pappa pronta sotto tutti i punti di vista,non raggiungeranno mai il livello intellettuale dei giovani di ieri,peccato...nessuno me ne voglia ,ma io la penso proprio cosi !!! In pochi si salvano...basta vedere come scrivono per capire che per loro la letterattura è morta e sepolta :(

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  5. Dalle nonne c'è sempre da imparare..

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