venerdì 28 marzo 2014

In fondo avrei voluto suonare con i Clash

Suonicchio, l’ho già scritto da qualche parte. Sassofono soprano, contralto e tenore (in ordine di apparizione), strimpello la chitarra e ho provato anche a suonare il basso (so fare il giro di John Taylor dei Duran Duran in Rio, tanto per dirne uno). 

Niente di speciale insomma, impensabile la sola idea di poter intraprendere una carriera da musicista con quello che vedo in casa tutti i giorni. Mi sono dovuto accontentare delle Bande Musicali (anche quella dell’esercito) e di qualche presenza come sparring partner in teatro. 

Ma forse è meglio così, ho sempre preferito scrivere e per me la musica è sempre stato più un fatto di moda e atteggiamento che una possibilità per ricavarci la michetta. Però la musica continua a esserci sempre, quotidianamente. 

In auto non posso viaggiare senza una bella colonna sonora (quando sono da solo) e per ogni momento, come già avuto modo di scrivere nello status della mia pagina facebook, ce n’è una: 

La musica rispetto ad altre forme d’arte è così vicina alle emozioni che si provano che non si può avere solo un genere preferito. 

Sì, da Glass a Wagner. Dai Control Machete ai Genesis, dai Massive Attack agli Oasis. Poi Vangelis, Paco de Lucia, Hans Zimmer e gli Ultravox, Miles Davis e John Barry. Senza dimenticare Yiruma e le bande di cornamuse scozzesi. 

Non posso escludere nessuno. A volte mi basta anche solo il rumore. Naturalmente non posso parlare di un discorso di qualità. Non ha nulla a che fare la qualità. Ci sono momenti dove in testa hai la canzoncina jodel o il walzer fino da sagra e non ci puoi fare niente. 

Ma una cosa la devo confessare. In fondo avrei voluto suonare con i Clash. Mi sarebbe piaciuto fare un concerto con Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Nick Headon. Mi sarebbe piaciuto stare sul palco e suonare i loro brani. 

Mi esalto tutte le volte che sento London Calling e mi sveglio tutte le mattine alla sette con The Magnificent Seven. Spesso mi ritrovo a cantare This In England e a fingere di suonare la chitarra in I Fought The Law. Senza dimenticare il basso di Guns of Brixton. Cinque brani ma potrebbero essere benissimo cinquanta. 

Manca la possibilità di suonare il sassofono nelle loro canzoni ma le contaminazioni musicali che esaltano lo spirito  sono lo stesso di ogni genere. 

Mi sembra però chiaro che se volete salire sul palco con qualcun altro non dovete che dirlo.

6 commenti:

  1. Caro Ferruccio, scusa il mio ardire, ma è come se ti avessi conosciuto da sempre..
    Come ti capisco ....io che vivo nella musica e per la musica tutto il santo giorno, notte compresa...
    Ti capisco ..
    La musica mi ha salvato da momenti laceranti della mia vita, il mio lavoro mi porta a pensare staccata dai miei dolori e come non vederti in mezzo ai Clash...?
    In bocca al lupo amico mio, hai ancora tanto da dare ..
    Mi sono iscritta, come potevo fare diversamente , felice in un tuo ricambio , se lo desideri!!!
    Abbraccio
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    1. Grazie per il tanto da dare Nella. Sono appena nato!

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  2. Lamadonna, ti sei scelto un gruppetto giusto così, eh?
    I Clash!! Punti in alto :)

    Io mi accontento dei miei Litfiba (che già loro stessi incarnano tipologie di musica diversa: in 30 anni di carriera hanno esplorato molti generi)

    Moz-

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  3. ah ah ah mica male però, i Clash.
    Io sognavo di suonare con Jarrè, poi con i LZ, però ero ragazzino e con il tempo ho capito che non avrei mai suonato come professionista. Devo dire che esibirmi però mi piace, l'ultima esibizione in pubblico? Ho cantato, era il 2010 "Acqua e sale" un bel duo venuto molto bene

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    1. Sai che Jarré volevo citarlo nel post?

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