giovedì 27 marzo 2014

I libri di Oscar Wilde

Questa volta non sono partito con il tipico titolo scelto per questo tipo di inchieste, Mai letto  i libri di Oscar Wilde? 
Credo non li userò più. 

Intanto, per rispondere alla domanda del paragrafo precedente ricordavo di avere un solo libro di Oscar Wilde in casa e nel momento in cui ho pensato di scrivere questo post ho dovuto interrompere, alzarmi dalla scrivania, recarmi in salotto e cercare di trovare il titolo al volo nella libreria. 

Non mi sbagliavo. 

L’ho trovato sistemato tra un saggio di Raymond Williams su Orwell e una copia de L’autunno del patriarca di Garcia Marquez. 

Il libro è una raccolta di Aforismi scelti e tradotti da Alex R. Falzon: cose sulla bellezza, sul matrimonio, sull’America, sull’amore e sulla morale, sulla stampa, sulla donna, sull’educazione e dulcis in fundo sulla vita. 

Non so da quanto tempo ho in casa questo libro e non so neppure in che periodo della vita lo abbia acquistato. 

Vi confesso che non ho mai legato molto con Oscar Wilde anche se per un motivo o l’altro ne ho sempre sentito parlare molto. 

È probabile che questo acquisto sia frutto di qualche aforisma letto sui diari o sulle agende che usavo fino a un po’ di tempo fa. Inoltre so bene di cosa parla il suo libro più famoso Il ritratto di Dorian Gray e credo di aver assistito anche a delle rappresentazioni teatrali delle sue commedie. 

Ma a parte il libro di aforismi che ho citato dubito di aver preso in mano dei libri del poeta e scrittore di Dublino. 

Be’ dimenticavo di scivere che ho letto l’incipit de Il ritratto di Dorian Gray, sono andato a cercarlo su Wikipedia

Lo studio era intriso d'uno splendido odore di rose, e quando la lieve brezza estiva frusciava tra gli alberi del giardino, dalla porta aperta penetrava il pesante profumo delle serenelle, o quello più delicato dei rosaspini. Sdraiato nell'angolo di un divano coperto di stoffe persiane, e fumando, secondo la sua abitudine, un numero indefinito di sigarette, Lord Henry Wotton poteva vedere i fiori di un'acacia, colorati e dolci come il miele, quei rami fragili che pareva potessero appena sopportare una bellezza tanto splendida; e di quando in quando l'ombra fantastica di un uccello volante si proiettava e scorreva sulle pesanti tende di seta, con una specie di fuggitivo effetto giapponese, facendogli ricordare quei pittori di Tokio, dal viso di giada pallida, che pur servendosi d'un'arte necessariamente statica, cercano di rendere il senso della velocità e del moto. 

Naturalmente apprezzerei molto il vostro contributo sulla questione.

9 commenti:

  1. http://www.criticaletteraria.org/2012/03/criticalibera-lestetismo-di-oscar-wilde.html

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  2. Ho anche io un libro sugli aforismi di Wilde ;)

    Moz-

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  3. Oscar Wilde???? Autore di talento incredibile. Dotato di verve, ironia, sarcasmo.... guardava il mondo con occhio malizioso ma con un grande fondo di onestà. Descriveva i difetti e i vizi della sua epoca in maniera insuperabile...
    Si capisce che lo adoro?
    Ciao

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  4. il ritratto di dorian gray per me è stata una lettura fondamentale.
    il libro sugli aforismi non ce l'ho, però immagino contenga varie perle di saggezza...

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  5. Confesso ( non senza vergogna) mai letto Wilde, a parte qualche brano

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