venerdì 7 febbraio 2014

Bret Easton Ellis, Patrick Bateman, American Psycho e la questione Genesis

Mi impressionò la lettura di American Psycho di Brett Easton Ellis e lo ritengo uno dei romanzi più scioccanti del secolo scorso. 

Un romanzo che rispecchia in pieno il periodo in cui è ambientata la storia: periodo pieno di eccessi, vizi e schizofrenie. Nel romanzo ci sono periodi che inteneriscono e capitoli che ti fanno inorridire, tuttavia in ogni situazione la penna di Ellis sembra avere sempre la piena padronanza di ciò che vuole trasmettere e comunicare. 

Ma su una cosa non tergiverso. Non mi sento di condividere i gusti musicali del protagonista. Specialmente quando tratta dei Genesis

Non sopporto la disquisizione che Patrick Bateman fa con due prostitute parlando dei Genesis. Si capisce che Bateman è un grande fan di Phil Collins, ma l’analisi critica che cerca di fare è del tutto fuori luogo e dozzinale. 

Dopo l’uscita di Peter Gabriel la creatività dei Genesis ha avuto come un crollo in borsa. Composizioni commerciale molto più banali, lontane anni luce dalla opere che hanno caratterizzato la loro storia dagli inizi. 

L’apoteosi del gruppo c’è stato con The Lamb Lies Down on Broadway, l’album più completo e innovativo del rock anni settanta, l’ultimo con la presenza nel gruppo di Gabriel. 

Ma anche i precedenti album contengono delle pietre miliari della musica pop. Per questo ho stilato questa top five, con i brani che davvero preferisco dei Genesis, in netta contrapposizione con quella che potete ricavare leggendo il brano originale, che ha dato luogo a questa disquisizione, presente nel romanzo: 


Do you like Phil Collins? I've been a big Genesis fan ever since the release of their 1980 album, Duke. Before that, I really didn't understand any of their work. Too artsy, too intellectual. It was on Dukewhere, uh, Phil Collins' presence became more apparent. I think Invisible Touch was the group's undisputed masterpiece. It's an epic meditation on intangibility. 
At the same time, it deepens and enriches the meaning of the preceding three albums. Christy, take off your robe. Listen to the brilliant ensemble playing of Banks, Collins and Rutherford. You can practically hear every nuance of every instrument. Sabrina, remove your dress. In terms of lyrical craftsmanship, the sheer songwriting, this album hits a new peak of professionalism. 
Sabrina, why don't you, uh, dance a little. Take the lyrics to "Land of Confusion". In this song, Phil Collins addresses the problems of abusive political authority. "In Too Deep" is the most moving pop song of the 1980s, about monogamy and commitment. The song is extremely uplifting. Their lyrics are as positive and affirmative as, uh, anything I've heard in rock. 
Christy, get down on your knees so Sabrina can see your asshole. Phil Collins' solo career seems to be more commercial and therefore more satisfying, in a narrower way. Especially songs like "In the Air Tonight" and, uh, "Against All Odds". Sabrina, don't just stare at it, eat it. But I also think Phil Collins works best within the confines of the group, than as a solo artist, and I stress the word artist. 
This is "Sussudio", a great, great song, a personal favorite. 

Ecco i miei cinque brani preferiti dei Genesis:





5 commenti:

  1. Stavolta sono d'accordo con la tua lista Ferruccio, anche se in questo momento non riesco a collegare nella mia memoria il titolo Back in N.Y.C. a un brano specifico. Foxtrot, Selling England by the Pound, The Lamb lies down... Sono queste le vette della loro produzione.

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  2. Back in N.Y.C per me è il brano migliore di The Lamb lies down, ma credo sia anche l'album che mediamente amo di più

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    1. Sì, credo di aver capito qual è... quando ho un pò di tempo la ricerco. Poi mi sono accorto di aver citato per sbaglio Foxtrot mentre avevo in mente Nursery Crime.

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    2. Clicca sul link ti porta direttamente al video

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    3. Davvero bella Back in N.Y.C. Ma mi è piaciuto anche riascoltare, dopo decenni, Supper's Ready. C'era poi Seconds Out, il doppio dal vivo, che ricordo come un disco notevole.

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