mercoledì 8 gennaio 2014

Mai letto William Shakespeare?

Søren Kierkegaard, scrittore, filosofo e teologo danese, sosteneva che la sua anima si rifugiava sempre nella letteratura di Shakespeare. 

Kierkegaard diceva che in Shakespeare si sentiva qualche cosa ed erano gli uomini che parlavano… in Shakespeare si amava o si odiava o si uccideva il nemico e si malediceva ai posteri per tutte le generazioni. Per Kierkegaard in Shakespeare si peccava. 

Chapeau! 

Ernest Hemingway non era da meno. Lo scrittore statunitense aveva una venerazione per il drammaturgo di Stratford-upon-Avon ed era solito dire che per scrivere non avrebbe mai usato un termine che non fosse stato usato anche da Shakespeare. 

Chapeau anche lui! 

Ora, suppongo che tutte le persone, legate all’ambiente letterario, anzi diciamo tutte le persone che hanno a che fare con il mondo culturale, nati dopo Shakespeare non possano non prenderlo in considerazione. Shakespeare per un motivo o per l’altro è nell’immaginario collettivo e prima o poi capita di avere a che fare con la sua opera. I motivi sono tanti. 

A volte è una rappresentazione teatrale, un’altra volta si tratta di un film. Qualcosa si è letto a scuola. Magari da ragazzini si ha fatto pure del teatro. D’altra parte chi è che non consoce il monologo dell’Amleto

Già, l’Amleto è il primo libro che ho comprato di Shakespeare. Edizione Mondadori con testo originale a fronte. Mi serviva anche per migliorare l’inglese pensavo. 

Dopo l’Amleto è stata la volta de La tempesta: lo avevo scelto solo perché mi piaceva il titolo. E poi in questo caso mi piaceva. Poi l’Otello per cercare di capire anche la mia gelosia. Mi sono fermato a tre. Non sono andato oltre e trovo che mi sia difficile fare un’analisi critica. Shakespeare è Shakespeare e basta.

Naturalmente spero nei vostri contributi: con tutte  i drammi, con tutte le tragedie e le commedie che a scritto, ritengo che deve esserci qualcosa che va letto oltre ai titoli che ho citato!

10 commenti:

  1. Tutte le commedie, e io sono uno che non legge quella roba...
    Ora vorrei scrivere un aggettivo per descriverlo, ma non riesco a trovarne uno: troppo bravo...

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  2. Ti segnaliamo il link di un nostro post pubblicato alcuni giorni fa che cita una tragedia di Shakespeare. Non c'è un'analisi critica vera e propria ma potrebbe rappresentare uno spunto:
    http://rodeia.cucinare.meglio.it/favolose-e-teatrali-dispute-familiari/#more-1288

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  3. Per me il prossimo titolo da aggiungere è Sogno di una notte di mezza estate.

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  4. Ho letto parecchio di suo, ovviamente per motivi di studio ai tempi dell'università, ma continuo a leggerlo ogni tanto ancora oggi.
    Però "leggerlo" è difficile perché i suoi testi sono costruiti per essere rappresentati in scena, non per essere letti.

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  5. In effetti ho incontrato per primo Amleto, che ho proprio affrontato come da te ipotizzato, a teatro. Molto potente, un concentrato di essenza umana e di senso in ogni singola parola, non solo nel monologo più famoso...
    Poi, curioso, frequentai uno stage intitolato "Se Shakespeare avesse avuto una sorella" con Laura Curino, una grande nostra contemporanea.

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  6. Anch'io ho iniziato con l'Amleto e da quella ho continuato. Bellissime le commedie ma lo scritto che ho maggiormente apprezzato è stato il Machbeth.

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