lunedì 6 gennaio 2014

La prima volta della Befana

Sono particolarmente fortunato con questo record letterario, sempre chi possa considerare tale: record giunto per sostituire il mancante Libro più venduto del 2013

Ma andiamo con ordine: da un paio di settimane a questa parte sto davvero cercando di trovare quale sia stato il libro più venduto (al mondo) del 2013, giusto per dedicargli un articolo nella rubrica, purtroppo non riesco a cavarne un ragno dal buco. 

Lo troverò, naturale, magari già nei prossimi gironi, anzi nel caso aveste qualche indicazione o suggerimento ve ne sarei grato. 

Nel frattempo però siamo giunti al giorno alla vigilia dell’Epifania (il post è stato scritto ieri) e guarda caso mi salta in mente di cercare su internet quale sia stato il primo autore a citare la Befana nel mondo letterario

Mica convinto di trovare un risultato è invece… 

Invece risulta che la Befana, la vecchia signora abituata a chiudere ogni anno le feste natalizie con la sua gerla di regali abbia fatto la sua apparizione nella letteratura italiana nel lontano 1535 a opera di Francesco Berni. 

In realtà, il termine "befana". inteso come "fantoccio esposto la notte dell'epifania" fu già usato nel XIV secolo, ma il primo nome che si associa è quello di Francesco Berni che precedette di sei anni Agnolo Firenzuola

Francesco Berni è stato uno scrittore e poeta italiano, da lui è derivato un genere letterario chiamato capitolo bernesco, morì avvelenato lo stesso anno in cui si parla della sua citazione letteraria della Befana, a soli 38 anni, forse invischiato in un intrigo di corte. 

Che sia passabile di record questa voce? A voi l’ardua sentenza. 

Io mi limito a farvi gli auguri per l’ultima giornata festiva di queste vacanze invernali.

13 commenti:

  1. nella mia ignoranza non conoscevo il Berni, ora vado a leggere qualcosa sulla sua vita

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    1. Alla Mia Donna

      Chiome d'argento fine, irte, ed attorte
      senz'arte intorno ad un bel viso d'oro;
      fronte crespa, u' mirando, io mi scoloro,
      dove spunta i suoi strali Amore e Morte;
      occhi di perle vaghi, luci torte
      da ogni obbietto disuguale a loro;
      ciglie di neve; e quelle, ond'io m'accoro,
      dita e man dolcemente grosse e corte;
      labra di latte; bocca ampia celeste;
      denti d'ebeno, rari e pellegrini;
      inaudita, ineffabile armonia;
      costumi alteri e gravi; a voi, divini
      servi d'Amor, palese fo che queste
      son le bellezze de la donna mia.

      Autore: F. Berni (Lamporecchio,1497 - Firenze, 1535).

      Note: Poeta satirico nella poesia ricama il profilo di un mostro.
      Il sonetto è ispirato da un evidente intento parodistico nei
      confronti dell'imperante petrarchismo.

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  2. Buona Befana altrettanto, Ferruccio. Pensa che ho appena fatto gli auguri di compleanno a un'amica che è nata proprio questo giorno... ovviamente nessun accenno alla befana con lei.

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  3. Chiome d’argento fine, irte e attorte
    senz’arte, intorno a un bel viso d’oro;
    fronte crespa, u’ mirando io mi scoloro,
    dove spunta i suoi strali amore e morte;
    5 occhi di perle vaghi, luci torte
    da ogni obbietto disuguale a loro;
    ciglia di neve, e quelle, ond’io m’accoro,
    dita e man dolcemente grosse e corte;
    labbra di latte, bocca ampia celeste,
    10 denti d’ebano, rari e pellegrini,
    inaudita, ineffabile armonia;
    costumi alteri e gravi: a voi, divini
    servi di amor, palese fo, che queste
    son le bellezze de la donna mia.

    Letta a scuola.

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  4. Ahaha, che ricerca che ti è venuta in mente!!
    Però potresti farne una sorta di rubrica fissa... sai?^^

    Buon ultimo giorno di Feste! :)

    Moz-

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    1. Sì vede che sei nuovo sul mio blog, aahhha
      http://www.ferrucciogianola.com/search/label/Primati%20letterari

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    2. Ahahah alla grande allora :)

      Moz-

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  5. Curiosa e interessante la tua ricerca,grazie per l'informazione !

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  6. Beh, come dato di curiosità letteraria è sicuramente interessante. Ma chi è stato il primo a citare Babbo Natale? ;-P

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