giovedì 16 gennaio 2014

Il West di Domenico Rizzi

Conoscete tutti la mia passione per il west: ne ho parlato in diverse occasioni. Ora non potevo lasciarmi scappare l’occasione di fare qualche domanda a Domenico Rizzi, scrittore e saggista, autore di molti libri dedicati alla frontiera americana. 

Pavese di nascita, ma residente da anni a Menaggio, sulle rive western del Lago di Como, per la competenza sulla materia trattata nelle sue opere Domenico Rizzi è considerato uno dei massimi esperti Italiani. 

Domenico Rizzi è anche una delle penne più eminenti di Farwest.it - il maggior sito italiano dedicato al mondo del west - dove da anni scrive interessantissimi articoli di storia e cinema, ma i suoi titoli non sono passati inosservati neppure presso la stampa nazionale visto che trovate recensioni ai suoi lavori sui maggiori quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale). 

Con un po’ di soggezione… 


 … Benvenuto Domenico e grazie soprattutto del tempo che mi dedichi. Vado subito al sodo dopo averlo citato anche nella premessa: tu sei stato indicato, in una rubrica letteraria di RAI 3, come uno dei massimi esperti italiani della storia e cultura western. 
Come ci si sente con questa nomea addosso? 

La mia crescita è stata sempre graduale, al punto che forse non mi sono accorto più di tanto di essere diventato ‘famoso’. Poi, sono una persona abbastanza semplice, che tratta tutti alla pari. 
Io sono “Dome” per giovani e meno giovani e non ho mai amato che qualcuno mi desse del ‘lei’, sebbene sul lavoro fosse a volte indispensabile.. 


Quanti libri hai scritto sull’argomento? 

Per la mia età non li considero così tanti e ne vorrei pubblicare molti altri, se Dio me ne darà la forza. Finora sono 19 libri pubblicati, dei quali 14 di storia/cinema e 5 di narrativa. Un paio di essi sono online. 
Uno, “I cavalieri del West”, l’ho realizzato insieme ad Andrea Bosco, noto giornalista RAI, nel 2011. 


Come ti documenti? 

Soprattutto sul cartaceo, perché le notizie pubblicate su Internet non sono sempre sicure. Possiedo centinaia di volumi sulla storia del West, diversi dei quali in lingua inglese perché non sono mai stati tradotti in italiano. 
Ho tenuto molti contatti con associazioni, biblioteche e musei americani. Il resto l’ho acquisito direttamente durante il mio viaggio negli Stati Uniti: Colorado, Wyoming, South Dakota e Montana. Se fossi andato a New York o a Los Angeles non avrei imparato niente. 


Come è nata la tua passione per il West? 

Da ragazzo, leggendo i fascicoli delle immaginarie avventure di Buffalo Bill editi dalla Casa Editrice G. Nerbini di Firenze. Sono tutti di epoca anteriore al 1935, perché li acquistava quindicinalmente mio padre e di questo gli sono grato. 
Poi, anche i fumetti hanno contribuito a mantenere viva questa passione. 


Ti muovi meglio con i saggi o con i romanzi, ovvero ti consideri più saggista o più romanziere? 

Mi considero uno scrittore, che ama la storia, la letteratura e il cinema. Mi piace quindi ricostruire un evento, scrivere una biografia o fare una recensione cinematografica (ne ho molte su My Movies, per esempio). Naturalmente mi affascina anche scrivere romanzi e racconti. 
La “trilogia di Dunfield” (“Le streghe di Dunfield”, “I peccati di Dunfield” e “I segreti di Dunfield” di prossima uscita) è un po’ il mio cavallo di battaglia, anche se non si svolge nel West tradizionale, ma nel New England puritano del 1690. 
Ci sono ovviamente anche gli Indiani – Abenaki, Mohawk, Delaware, Uroni, Narragansett – perché siamo all’epoca della Guerra di Re Guglielmo tra Inglesi e Francesi. 
Ho scritto anche un romanzo moderno, che non è quindi western (“SLASH. Grazie per questo amore”) un thriller (“La montagna di fango”, ambientato nel periodo della Grande Depressione in USA)e la raccolta di racconti “Pianure lontane”. 
Da uno di questi miei racconti (“Old Bessie”) il regista Giuseppe Antonio Miglietta sta cercando di fare un film, alla cui sceneggiatura ho dato il mio contributo. 


Immagino che la risposta sia scontata, ma voglio sentirlo da te. Sei mai stato nel West? 

Certo che sì, come ho detto prima. Sono stato a Denver, a Lookout Mountain (tomba e museo di Buffalo Bill) Fort Laramie, Fort Kearny, Pine Ridge, Wounded Knee, Mount Rushmore, Crazy Horse Memorial, Custer City, Deadwood, Sheridan, Little Big Horn, Lame Deer Reservation (Northern Cheyenne Reservation, Montana) Casper, Cheyenne ed altri luoghi storici. 


La soddisfazione più grande che hai avuto in campo letterario? 

Sono state diverse. “Le streghe di Dunfield” è forse il romanzo che mi ha dato di più, ma anche il mio libro più recente – “Frontiere del West” (2013) ha suscitato un buon interesse fra il pubblico. In tutti questi anni ho collezionato molte critiche favorevoli. 


Ti capita di leggere fumetti western? 

Una volta ne leggevo di più. Rimpiango fumetti come “L’Intrepido” e “Il Monello”, ma anche “Kit Carson”, “Jim Bridger”, “Il grande Blek”, “Kinowa”…
Comunque “Tex” è senz’altro quello che ho letto maggiormente. Ho avuto la fortuna di stare in televisione insieme al compianto Sergio Bonelli in occasione del 60° anniversario della nascita di “Tex” e mantengo un buon rapporto con la sua casa editrice, che ha grandissimi meriti. 


Il personaggio della storia del West, il romanzo western, lo scrittore western e anche il film western che preferisci? 

Mi piace molto John Portugee Phillips, l’uomo che nel 1866 cavalcò da Fort Kearny a Fort Laramie per chiedere soccorsi. Lo fece d’inverno, con 25 gradi sottozero e non per compenso, ma per amore di Frances Courtney, la vedova del tenente Grummond massacrato insieme a Fetterman pochi giorni prima. 
Il romanzo è forse “Il cavaliere della valle solitaria” di Jack Schaefer. Bellissimi anche “Balla Coi Lupi” di Michael Blake e “Il Grinta” di Charles Portis
Fra gli autori, senz’altro Alan Le May, Louis L’Amour, James Warner Bellah e lo stesso Schaefer. 
Il film che preferisco è probabilmente “I cavalieri del Nord-Ovest”, ma il più perfetto è “Sentieri selvaggi”. 


Ultimo libro letto sull’argomento? 

Cordura”, di Glendon Swarthout e “Hondo” di Louis L’Amour: li ho letti insieme. 


Ti faccio una domanda che può apparire sciocca, ma credo non lo sia affatto: io, se fossi nato tra i nativi americani, avrei voluto essere uno Cheyenne o un Comanche, tu? 

Mah, forse uno Cheyenne. Sto scrivendo un libro sulla storia di questa tribù, piccola ma tremendamente efficiente. Mi piacciono gli irriducibili e gli Cheyenne lo furono senz’altro. 


Bene, non ti chiedo altro, ti ringrazio e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste, naturalmente vedi tu cosa vuoi rispondere. 

Se tutto va per il verso giusto, quest’anno usciranno almeno 2 o 3 libri che ho già inviato agli editori…
E finalmente quelli che non hanno le idee chiare sul western, rimarranno sorpresi dall’immensa varietà della sua letteratura e della produzione cinematografica. Prima, però, dovrebbe uscire una ‘summa’ del West che spazia sull’intera storia della Frontiera americana. 
E poi ci sarà anche un’opera di narrativa, perché mi piace navigare con la fantasia nei meandri della storia. 
Insomma, mi sto dando da fare, con lo stesso entusiasmo di una volta!

9 commenti:

  1. Complimenti, bella intervista! :)
    Io da piccolo ero appassionato di west, ma non tanto di film o storie, quanto più di paesaggi... Sai qual è la mia opera western preferita? Gli scoiattoli solitari, episodio western con Cip e Ciop! :D
    Ah, ieri immagino tu abbia visto la prima puntata della nuova serie tv trasmessa su Rete4, allora! :)

    Moz-

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    1. L'ho visto, distrattamente, Moz. Belli i costumi e l'ambientazione, ma le saghe familiari non mi entusiasmano più di tanto

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  2. Ho letto l'intervista,l'ho trovata molto interessante per il tema trattato.L'epopea del west ha sempre catturato la mia curiosità fin da ragazzo.Ho lavorato in un cinema,come operatore,quindi ho visionato centinaia di western.Complimenti ancora.

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    1. Grazie, ma non dimenticare il nome la prossima volta

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  3. bella intervista , credo che userò anch'io formule simili èper le mie interviste

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  4. complimenti, sei stato bravissimo!! Una bellissima esperienza.

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