venerdì 17 gennaio 2014

I lettori non si curano di te a meno che tu non sia una celebrità

È ovvio che il titolo dato a questo articolo possa sembrare un pochino provocatorio, ma non è così e con una semplice riflessione e un briciolo di senno chiunque è in grado di capirlo. 

Ognuno fa del suo tempo ciò che vuole e se qualcuno vuole gestire un blog nessuno glielo può impedire di fare, che serva o non serva a renderlo importante o famoso o a mantenere il suo status acquisito. Dopotutto, credo di non scrivere un’eresia affermando che il novantacinque per cento dei blog al mondo vengono mandati avanti soltanto grazie alla passione e alla buona volontà dell’autore senza secondi fini apparenti di diventare una star. 

Detto questo però devo ammettere di essere rimasto abbastanza sbalestrato quando su Income Diary ho letto questa frase: 

Remember, your audience doesn’t care about you unless you’re a celebrity. 

Ricorda, il tuo pubblico non si cura di te a meno che tu non sia una celebrità. 

La frase mi ha suggerito il post anche perché presenta delle evidenti e lampanti verità. Ogni giorno mi accorgo di essere sono sempre alle prese con le statistiche del traffico, dei commenti, delle interazioni che ho sui social legati al blog sperando siano sempre in positivo. 

Ogni giorno mi impegno a scrivere post e articoli sperando siano una volta divertenti, ora attuali, ora nuovi e originali, ora utili e una volta di servizio e chi più ne ha più ne metta. Ogni giorno mi rendo conto che ci sono decine di blogger che si comportano allo stesso modo. 

Blogger che in un modo o un altro sfornano articoli cercano di trasmettere se stessi e le proprie potenzialità e passioni attraverso un progetto che non tutti possono capire. 

Eppure uno si rende conto che basta un niente per diventare un fantasma. Basta pochissimo per sparire di scena. Bastano tre giorni senza post e le visite si dimezzano senza pietà. Ti sbagli a non restituire un favore o una citazione e per qualcuno finisci nel dimenticatoio. Fai passare due settimane senza essere online e non esisti più. 

Tanto che la frase di David Aston sembra acquisire molto più valore di una semplice provocazione. 

O sbaglio?

15 commenti:

  1. Più che altro penso al fatto che se sei famoso in tv gli editori ti pubblicano su cartaceo qualunque cazzata e i distributori si affannano a riempire gli scaffali delle librerie. Se sei famoso in tv e dipingi delle schifezze ti organizzano una mostra di pittura o ti producono un film. L'unica speranza è il discernimento del pubblico che però spesso viene a mancare.

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  2. Non so che dirti, Ferruccio...
    ...io sono contentissimo di come va il mio Moz o'Clock, ed è vero che è un progetto a cui tengo tanto e a cui sto dietro molto (con passione, non certo vedendolo come un lavoro...) senza guadagnare niente se si parla di soldi, ma tanto se si parla di scambi.
    Amo molto il blogging e di conseguenza amo l'interazione tra persone, e per fortuna ho un pubblico che sembra curarsi di me anche se non sono una celebrità (ma nemmeno una celebrità della rete, tipo alcuni altri bloggers o youtubers), un pubblico con cui riesco di volta in volta a dialogare, divertirmi, e con cui abbiamo quasi creato una rete interconnessa (da cui è potuto nascere Natale sul Moz o' Clock, il primo blogpanettone della storia, ad esempio... e ho altri progetti in corso che spero si possano realizzare :p)

    Moz-

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    1. ti dirò Moz: sono molto curioso di vedere cosa salta fuori da questo post

      grazie

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    2. Intendi a livello di contatti che riceverai?

      Moz-

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    3. no, voglio vedere se a livello di commenti, qui e anche suo social, riesco a ricavarne le risposte che volevo.

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    4. Beh, poi spero mi dirai che tipo di risposte avresti voluto e se le hai ricevute^^

      In ogni caso, ribadisco che non credo molto alla frase sull'essere celebri per interessare al proprio pubblico...

      Moz-

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    5. Senza dubbio riprenderò in mano questo tipo di tematica: perché mi incuriosisce e fa fare cose molto strane

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  3. La mia esperienza dice che uno zoccolo duro di lettori sinceri e di ottimi amici resiste anche molto a lungo, anche se tu, magari per problemi di salute o di lavoro, per un po' pubblichi (pochi) post programmati, smetti di rispondere ai commenti e non vai a commentare dagli altri.
    Certo, poi sulla quantità ci sono pure moltissimi che confondono i blog con fessobukko, che pensano solo a nutrire il proprio ego spropositato facendo commenti spam senza mai leggere nulla, solo per attirare lettori da loro, ma questo si sa, e prima o poi li si sgama facilmente. Credo che un blog di qualità abbia buone possibilità di continuare a essere letto, ovviamente non dalle moltitudini, questo (per fortuna?) mai, ma dai "pochi ma buoni" sì.
    Chiaro che se invece uno sparisce del tutto, prima o poi si azzereranno anche i lettori: al massimo gli arriverà qualche mail di persone realmente preoccupate per il suo destino e la sua salute, ma non ci saranno pellegrinaggi di gente che mette fiori e candele virtuali sul suo blog abbandonato (anche perché quella è spesso gente del cactus che lo fa per se stessa - io li chiamo i "cordoglioni internettari" - e quelli sì che vanno solo dove c'è puzza di celebrità, sperando di ottenerne di riflesso pure per sé!! :)

    Un abbraccio, caro Ferruccio.

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    1. Un abbraccio a te Nicola e grazie per il commento molto prezioso. Voglio riuscire a capire con post di questo genere che cosa spinge la gente al blogging.

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  4. niente di nuovo . a me capita di peggio i post più letti e con più segni +googleplus sono quelli che trattano gli stessi argomenti dei media o tematiche come il sesso e la pornografia ormai diventati specie se fatti da vip ( vedi il caso di sara tommasi ) armi di distrazione di massa riprendendo il commento d'ivano , mentre gli altri che non vengano tratti dai media ma sono interessanti e beli non li caga quasi nessuno\a

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  5. Non sbagli. Ma d'altra parte c'è anche una certa logica in tutto ciò. Resta la soddisfazione di trovare anche solo nove / dieci persone che si interessano davvero a ciò che scrivi, che ti stimano per il tuo blog. Non ti rende celebre ma ti da comunque la sensazione che forse, tutto sommato, un minimo di cose interessanti le hai scritte.

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  6. Penso che tu abbia perfettamente ragione ,ma non credo sia il tuo caso Ferruccio in quanto tu curi il tuo blog con attenzione e sei sempre alla ricerca di novità da proporre ai lettori che ti seguono e che trovano sempre tantissimi articoli dettagliati sui più svariati argomenti,quindi penso che anche se tu dovessi per un qualsiasi motivo non pubblicare nulla per alcuni giorni,le visite al tuo blog ci sarebbero comunque perchè c'è tantissimo da leggere.

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  7. Penso sia proprio come dici, ma per quanto mi riguarda, pur ammettendo che l'essere seguiti e apprezzati sia una molla che spinge anche me, non mi piacerebbe che che il blog diventasse un ennesimo lavoro. Primo perché ne ho già diversi, secondo perché sono pigra.
    Però non mi allontano da questo spazio virtuale dove ho trovato il "mio modo di stare al blog": ogni tanto pubblico qualcosa: un racconto, una poesia, qualche mio video, senza effetti speciali (perché non ne sono capace) ma avendoci pensato bene e mettendoci molta cura.
    Nel frattempo giro per altri blog, ne assaggio di nuovi che mi sembrano appetibili, ne mollo altri che hanno esaurito l'interesse.
    Con tanti blogger si è nel tempo instaurato un legame forte, con chi di condivisione, con chi di affinità, stima reciproca e via dicendo. Un appuntamento più o meno giornaliero che in ogni caso mi appassiona e mi arricchisce.
    Un saluto
    Nina

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