giovedì 23 gennaio 2014

Intervista a Eraldo Baldini: dal Gotico Rurale a Nevicava sangue

Non è da tutti essere definiti dalla critica il padre di un genere letterario. 

Eraldo Baldini è uno di qui rari scrittori che passeranno alla storia, oltre che per la qualità della sua narrativa, anche per un motivo del genere: con lui è nato il Gotico Rurale

Racconti, romanzi che trattano principalmente l’orrore e la paura prendendo spunto da una terra, quella Romagnola, da sempre ricca di storie umane e di folklore che ben si integrano nelle storie dell’autore di Russi, ma che sconfina anche nella Campagna napoleonica di Russia (perdonatemi il giochino di parole Russi Russia del tutto involontario) come narra il suo ultimo romanzo Nevicava sangue

Un privilegio averlo ospite sul blog sperando che le mie domande siano all’altezza di un autore del suo calibro


Grazie Eraldo e benvenuto, ti ringrazio del tempo che mi dedichi. Permettimi subito una domanda a bruciapelo: come ci si sente nei panni del maestro di un genere? 

È una definizione che è stata coniata da altri, e il genere “gotico rurale” non l’ho cero inventato io. Semplicemente in Italia era piuttosto negletto, mentre invece vanta tradizioni importanti nei paesi anglosassoni. 
Più che altro spero di avere contribuito ad aprire la strada ad altri narratori che, come auspicava una ventina d’anni fa Oreste del Buono, si accorgano di quale serbatoio di suggestioni costituisca il grande patrimonio della nostra cultura popolare e dell’immaginario collettivo delle popolazioni rurali. 


A dispetto di quello che possono dire sia la critica sia i tuoi lettori: tu pensi di dare il meglio nei racconti o nei romanzi? 

Cerco ovviamente di farlo sia con i racconti che con i romanzi, e il giudizio lo lascio ai lettori. Io comunque amo molto la forma racconto, trovo che sia adatta a idee forti anche se non complesse, che si risolvano in una stilettata al cuore e alla mente del lettore. 
Di certo con i racconti mi trovo molto a mio agio, li sento congeniali, ma, a detta degli editori, i lettori prediligono i romanzi. Non so se sia davvero così... 


La storia che hai scritto alla quale sei più affezionato per qualche aneddoto particolare, se c’è? 

Senza ricorrere ad aneddoti, un testo a cui mi sento molto legato e un mio romanzo di due anni fa, “L’uomo nero e la bicicletta blu” (Einaudi), perché molte delle cose che racconto provengono dai miei ricordi di bambino, e lo scenario in cui colloco la vicenda è quello in cui sono nato e ho vissuto la mia infanzia. 


Hai un qualche rituale che ti accompagna quando scrivi? Certi scrittori scrivono solo il mattino, altri solo nel pomeriggio, altri di notte, altri ancora tenevano nelle tasche delle zampe di coniglio… tu? 

Io scrivo solo di pomeriggio, perché mi sveglio tardi e dedico la mattina alle incombenze quotidiane (la lettura della posta, eventualmente qualche lavoro di casa, la spesa, gli uffici ecc.). 
L’unico rituale, se così lo si può definire, è di intervallare la scrittura con pause sul balcone per le sigarette o in cucina per il caffè. 
Un’altra abitudine è quella di stampare ogni sera ciò che ho scritto durante il giorno: la mattina dopo rileggo quei fogli e faccio correzioni e aggiustamenti. non riesco a correggere un testo sul monitor. 


Come consideri la situazione editoriale in Italia? 

Seria e deprimente. Gli italiani non hanno mai brillato nelle statistiche di lettura, ma adesso il libro è davvero in difficoltà, complice anche la crisi economica. Forse perché si dedica molto tempo a tivù, internet, social network. 
Le case editrici dal canto loro mi pare che abbiano abbandonato la ricerca della qualità: buttano sul mercato molti titoli, sperando che uno di quelli, a prescindere dal suo valore, per motivi imperscrutabili scali le classifiche. Una specie di lotteria. 
Ma mettere in secondo piano la ricerca della qualità e non investirci è scelta a mio avviso miope, che creerà danni irreversibili. 


Domanda obbligatoria, visto i tempi: cartaceo o eBook

Per motivi anagrafici amo di più il cartaceo, ma sono e sono sempre stato aperto alle nuove tecnologie, conscio che le cose cambiano inevitabilmente. 
Mi pare però che in Italia alla crisi del libro cartaceo non abbia ancora supplito una larga diffusione dell’eBook. Forse siamo in una fase di passaggio, davanti a uno scenario da valutare e magari da gestire al meglio. 


La soddisfazione più grande che hai avuto in campo letterario? 

La grande soddisfazione è stata, una quindicina di anni fa, quando ho potuto licenziarmi dal lavoro che facevo (responsabile dell’ufficio stampa di un’azienda) per trasformare la mia passione in mestiere. 
Una scommessa che per un lungo periodo ha funzionato e mi ha reso orgoglioso e contento; ma da un paio d’anni in Italia è molto difficile vivere di sola scrittura, a causa die problemi di cui dicevo prima. 


Il più grande scrittore italiano contemporaneo? 

Non lo so, sinceramente. Non so neppure se oggi in Italia ci sia davvero un “grande scrittore”. Forse il nostro panorama letterario non attraversa un periodo particolarmente felice. 


C’è qualche scrittore italiano o straniero che pensi ti abbia influenzato? 

Ogni scrittore è figlio di tutti i libri che ha letto, di tutti i film che ha visto, ecc., oltre che delle proprie esperienze di vita. Posso dire comunque che i miei autori preferiti sono John Steinbeck, Erskine Caldwell, Cormac McCarthy... e diversi altri. 


Progetti? 

Sto pensando a un nuovo romanzo, ma sono ancora nella fase iniziale, quella in cui si cerca di tirare le fila per allestire al meglio un’idea percorribile. 


Domanda che non ha nulla a che fare con la letteratura, ma al tempo stesso molto culturale. Da buon romagnolo mi dici quali sono i tuoi piatti preferiti e, se puoi, mi dai un suggerimento su una pietanza o un alimento delle tue zone che tutti devono provare? 

Io adoro i cappelletti e i passatelli. Anzi, adoro quasi tutto il cibo, con una spiccata predilizione per quello pesante, grasso, micidiale. 
Mangerei chili di salame, ciccioli, sughi, berrei vino buono, ma ho una certa età, e il buon senso (e il mio medico) consigliano di andarci piano e praticare costumi alimentari morigerati. Cosa che cerco di fare, pur a malincuore. 


Bene, non ti chiedo altro, ti ringrazio e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste. Vedi tu cosa rispondere. 

Rispondo: Ciccio di Nonna Papera. Ho vinto qualche cosa?

4 commenti:

  1. Questa è un'intervista che apre le speranze ad altri scrittori. Avere un talento e condividerlo con gli altri è come aprire un mondo sconosciuto da cui attingere nuove idee :-)

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  2. Ferruccio, grazie mille per aver ospitato Baldini.
    Sai una cosa? Conobbi Gotico Rurale, la sua raccolta di storie, attraverso qualche almanacco Bonelli. L'ho cercato in lungo e in largo ma niente. Poi un giorno andai a studiare in biblioteca e trovai il libro. Lo presi e lo lessi al posto di studiare.
    In effetti, mea culpa, non ho più letto nulla di Baldini, e senza un motivo: perché m'era piaciuto.
    Devo rimediare!

    Moz-

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    1. Clicca sul suo nome: ti porta direttamente ai suoi titoli

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