venerdì 13 dicembre 2013

Qualche domanda sotto Quattro soli a motore di Nicola Pezzoli

Sul suo blog Il linkazzo del skritore, Zio Scriba alias Nicola Pezzoli si definisce un Natural Born Writer oltre a una miriade di altre cose. 

Due libri all’attivo, il primo, Tutta colpa di Tondelli, è uno spietato pamphlet sull'editoria italiana, mentre il secondo, il recente Quattro soli a motore, è un toccante romanzo di formazione a tinte noir, scritto, secondo diversi critici, da un autore in stato di grazia. 

Insomma un autore di talento, di classe e soprattutto intelligente che, con le risposte alle mie domande, dà ancora più valore ai contenuti del mio blog. 


La prima domanda che ti faccio è: preferiresti passare alla storia come Zio Scriba alias Nicola Pezzoli o come Nicola Pezzoli alias Zio Scriba? 

Preferirei non passare alla storia, ma lasciare tante buone storie da leggere. Poi, al posto del mio nome ci mettano pure un numero e una sigla, o quel che gli pare: oggi la Scrittura sta morendo anche per colpa di troppi ambiziosetti, mediocri e senza talento, che pretendono di conquistare imperitura gloria scagazzando libri, come lo sciocco Enoch Soames del bel racconto di Max Beerbohm: la patetica storia di un coglioncello che vende l’anima al diavolo solo per poter fare un salto nel futuro in cerca di tracce della propria fama, che ovviamente non troverà. 
In ogni caso, in omaggio alla schizofrenia, siamo di fronte a due persone diverse: Nicola Pezzoli è uno scrittore e sforna opere di narrativa (diciamo romanzi tragicomici, anche se spesso assai atipici), Zio Scriba è un blogger e un umorista, e scrive battutozze e raccontini (semi)demenziali. 


Seconda domanda: che cosa è un Natural Born Writer? 

Significa semplicemente “scrittore nato”, o “nato per scrivere”. Certo, può apparire una definizione presuntuosa, ma me lo sono potuta permettere proprio perché ho scelto di chiamare il mio blog “Il linkazzo del skritore”, dandogli così un taglio autoironico e umoristico. In realtà sono uno che si prende molto meno sul serio di quanto non sembri. Garante di ciò è proprio il folletto Zio Scriba, nato sui banchi del liceo per firmare le pagine comiche e le “strissie” che sfornavo a getto continuo (invece di perder tempo a studiare) per sollevare il morale degli studenti della mia scuola (e di molte altre). Comunque, fino a poco tempo fa nel mio profilo c’era “Scrittore Non Autorizzato”: continua a piacermi di più, e credo che ce lo rimetterò. 


Quattro soli a motore
Mi dici come è nato Quattro soli a motore e soprattutto puoi dirmi se c’è qualcosa di biografico nella storia? 

La storia è di fantasia, ma si basa su luoghi, situazioni e personaggi della mia infanzia (tranne, per mia fortuna, il padre violento). Un substrato autobiografico per uno scrittore è inevitabile. Qualcuno una volta ha detto che “tutto il resto è plagio”. Cioran è ancora più chiaro: “Le fonti di uno scrittore sono le sue ignominie: colui che non ne scopre dentro di sé, o che vi si sottrae, è destinato al plagio o alla critica”. 


Domanda cattivella: è uscito come ti eri prefisso o adesso pensi che avresti potuto fare di meglio? 

Migliorare si può sempre, ma anche lo scrittore più perfezionista non ritornerebbe mai su un romanzo già “congedato”. Poi, siccome odio l’ipocrisia e la falsa modestia, sono anche costretto a dirti che Quattro soli a motore è uno dei più bei romanzi europei degli ultimi trent’anni. Ma non diciamolo a quei critici italiosi che lo hanno ignorato, o potrebbero avere delle crisi mistiche e cambiare mestiere… 


Hai ancora degli idoli letterari? 

In rigoroso ordine alfabetico: Amis, Auster, Barthelme, Borges, Bukowski, Cameron, Céline, DeLillo, Donleavy, Dostoevskij, Franzen, Gary, Heim, Hemon, Houellebecq, Hrabal, Malamud, McCarthy, McCullers, Mann, Nabokov, Queneau, Roth, Rulfo, Salinger, Saramago, Vargas Llosa


Più di una buona metà sono anche miei... Ora uno scrittore italiano che invidi, in senso buono.  

Quelli “di punta” mi sembrano tutti di una pochezza sconcertante: scarsi e senza idee. È come se il c.t. della nazionale di calcio fosse impazzito, e convocasse soltanto giocatori di serie D. 
Impossibile invidiare figure inesistenti. 
Naturalmente i bravi ci sono. Non ti sto dicendo, in preda a delirante mania di grandezza, che so scrivere soltanto io. Ma per scovarli bisogna quasi sempre andare in esplorazione nei cataloghi dei piccoli (che pure loro non sono tutti delle aquile, ma almeno ci mettono coraggio, onestà, passione vera…) Il che significa che la maggior parte dei bravi (quando non si perdono del tutto, arrendendosi) sono destinati a sfuggirti, a meno di non avere a disposizione migliaia di ore e migliaia di euro, o di non essere un talent scout di professione (o un critico onesto e scrupoloso), e questo è molto triste. Fra gli italiani che ho letto negli ultimi tempi, due che di sicuro hanno i numeri sono Paolo Zardi e Gianni Tetti


Tutta colpa di Tondelli
Cosa pensi dello stato dell’editoria italiana? Ti faccio questa domanda pensando a Tutta colpa di Tondelli. 

Mi sembra un’editoria piena di maestrini incompetenti, che ti giudicano per l’argomento del libro e il taglio ideologico che gli dài o non gli dài, anziché per le sole cose che davvero contino: lo stile, l’originalità e la forza espressiva. Il trecentesimo romanzo sull’anoressia, scritto male da una ex modella ex tossica (e possibilmente cattocomunista) avrebbe mille volte più possibilità di venire pubblicato rispetto a un bel romanzo di formazione all’americana scritto da dio. 

Il problema (grave) è che ai grandi editori italiani non sembra fregare più niente (ma nemmeno di striscio, nemmeno per finta!) degli italiani davvero baciati dal talento, davvero capaci di scrivere. Sorvolando sulla piaga dei raccomandati, e sui vergognosi gadget giornalistico-televisivi, sembrano esserci tre soli generi, oggi in italiA: il commercial-semianalfabeta, la politicizzata docufiction del disagio, e la muffa eruditoide accademica. Inutile dire che nessuno di questi tre ambiti potrà mai ospitare o produrre dei veri moderni Scrittori. Ma sembra quasi che in italiA gli Scrittori stiano sulle balle un po’ a tutti… forse perché, rivelandosi, impedirebbero a chi non lo è di continuare a far finta di esserlo? 


Cosa ti suggerisce Call me Ishmael? 

L’incipit divinamente bello di un romanzo che mi è entrato nel cuore, al punto che quello del mio Quattro soli a motore (“Se non vi piace Corradino, chiamatemi come vi pare”) vuole proprio omaggiare e far riecheggiare, pur se da molto lontano, le sue portentose vibrazioni. 
Moby Dick è un capolavoro, anche se (per rispondere a coloro che si vantano di “leggere soltanto classici”) oggi non potrebbe più essere scritto in quel modo: al settecentesimo paragrafo introdotto dalla parola “come”, a qualsiasi editor pruderebbero (giustamente) le mani, e si armerebbe di forbici semiautomatiche a ripetizione… 


Come scrivi: di getto o sei un tipo riflessivo che si ferma sulle singole frasi? 

Non ho una “modalità” unica e precisa. C’è un tempo per essere torrenziali e un tempo per diventare gli editor di sé stessi, professionali e inflessibili. C’è un tempo per abbozzare e un tempo per cesellare. Un tempo per l’ispirazione più libera e folle e un tempo per la sobrietà e la chiarezza. Un tempo per liberare il bambino giocoso e un tempo per lasciar spazio al vecchio disincantato. Un tempo per la spada e un tempo per la tenerezza. La scrittura è mille momenti e mille cose, per fortuna. Altrimenti non sarebbe la magia che è. 


Hai qualche rito particolare che segui quando scrivi e c’è un momento della giornata in cui preferisci scrivere? 

Sarebbe come chiedermi se seguo dei riti per respirare, o se ci sono momenti della giornata in cui preferisco regalare ossigeno al mio sangue. 
I rituali sono qualcosa di propiziatorio, a cui si rivolge chi è in difficoltà al cospetto della cosa che si accinge a fare. Io quando scrivo scrivo e basta (mi pare già abbastanza ricca, piena e impegnativa, come attività), non ho bisogno di altre cazzate per identificarmi col cliché cinematografico dello scrittore. (“Caspita, sono davanti a una macchina da scrivere con un sigaro cubano, un termos di caffè amaro, una damigiana di barbera e un bottiglione di whisky: che figo che sono! Ma perché quel cazzo di foglio insiste a rimanere bianco?”) 
Per quanto riguarda il “quando”, potrei dirti che ogni ora è buona (ma non ogni luogo: preferisco il mio eremo-scriptorium), e che in pratica scrivo sempre, o se non scrivo ci penso, e in effetti è così. Però ho notato una cosa curiosa, troppo ricorrente per non essere ormai regola: il momento più proficuo per migliorare un lavoro già iniziato è il tramonto o il primo crepuscolo, mentre quello in cui vengo preso d’assalto da nuove ispirazioni è poco dopo l’alba (devo sempre tenere un taccuino non lontano dal letto). Insomma, quando il sole si fa rosso, il sangue nella mia vena creativa scorre a più non posso… 


Bene, non ti chiedo altro, ti ringrazio e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, è un must delle mie interviste, vedi tu cosa vuoi rispondere, sempre che tu voglia rispondere. 

Sono davvero telepatico, e ti sto leggendo nel pensiero. In questo momento, dopo alcune mie risposte, tu stai pensando: “Hey, Nick, non è che te la tiri un po’ troppo?” 
Rispondo volentieri. 
Io sono una persona onesta, sincera e autoconsapevole. Se mi domandi quale sia il mio livello come cuoco, cantante, informatico, oratore, casalingo, fotografo, disegnatore, tennista, calciatore, cestista, floricoltore, cercatore di funghi, uomo di bricolage, nuotatore, tuffatore, deejay, carpentiere, lottatore, enologo, pittore, scultore, regista, contabile, lavoratore, playboy, chitarrista, venditore, ballerino, la mia risposta sarà: NON VALGO UN CAZZO. 
Se invece mi chiedi quale sia il mio livello come scrittore, ti risponderò: MOLTO ELEVATO (e in continuo miglioramento). 
Dove starebbe il problema? Che lo devo dimostrare? Chi ha dei dubbi si legga Quattro soli a motore, e poi mi mandi le sue impressioni via mail. Rispondo sempre a tutti. Con immenso piacere. Così come con immenso piacere ho risposto a te. Grazie per l’onore che mi hai fatto.

23 commenti:

  1. ottima intervista!
    in molte risposte mi ci ritrovo parecchio, soprattutto per le modalità di scrittura e dello scrivere sempre. anche se io sono a un livello più basso...

    grande zio scriba e grande nicola! (e grande pure ferruccio)

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  2. Ottima intervista, non naturalmente per me che sono a zero.
    Ciao e coro Nicola e buon fine settimana.
    Tomaso

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  3. Grandi entrambi, ne approfitto per mandare un salutone allo Zio (che solo da me non si vuol far intervistare XD)

    Moz-

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    1. Moz, puoi intervistarmi quando vuoi. :D
      Magari lasciamo passare le feste, e organizziamo qualcosa per gennaio.

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  4. Un apprezzamento a te per la bella intervista e un ciao a Nicola

    Nina

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  5. Un saluto ad entrambi ed uno in particolare al mio amico Nick.

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  6. Credo che questa intervista e le risposte di Nicola abbiano dato a molti di noi l'opportunità di conoscere ed apprezzare ancora di più Zio Scriba.
    Vi saluto e grazie,
    aldo.

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  7. Ottima iniziativa e tante verità belle spiattellate e rivelare il carattere dello zio... per quanto mi riguarda, una cosa santa su tutte, sempre un taccuino a portata di.. ispirazione... certe volte ti si articola in testa un arpeggio magico, e come cirro irrequieto, ti si disfa un attimo dopo...

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  8. Ottima intervista e grande Nicola.

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  9. L'intervista è bellissima!!
    E lo Zio è uno dei miei blogger preferiti, oltre che uno scrittore (molto elevato) che apprezzo :))

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    1. Uno scrittore e blogger di qualità e personalità

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  10. Una bella intelligente e ironica intervista.
    Lo zio è lo zio ironia tragicomica allo stato puro. Nicola Pezzoli è un grande autore.
    Punto.

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  11. Grazie a tutti per l'attenzione!
    E grazie ancora a Ferruccio.

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  12. Molto bella questa intervista. Complimenti a Nicola che fa capire più a fondo le istanze del suo scrivere: adoro quando dice più o meno "Al posto potete metterci un numero o una sigla, voglio solo trasmettere storie"!
    Ferruccio complimenti per il tuo blog che trovo molto interessante!

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