sabato 7 dicembre 2013

L’inganno animalista di Fabrizio Leone

Libro dai forti contenuti polemici questa settimana, L’inganno animalista di Fabrizio Leone, ma la mia onestà intellettuale non mi permette di escludere dalla vetrina resoconti di forte impatto emotivo e pungenti.

Un libro dove l'immagine degli animalisti è radicata nell'immaginario comune come persone dotate di forte empatia e amore verso gli animali. Persone normalmente buone e gentili, incapaci di far del male ad una mosca figuriamoci ad una persona! 
Ma con una realtà ben diversa visto che anche mondo dell'animalismo ha diverse sfumature: dai bugiardi e manipolatori ai violenti e urlatori. 

Così per colpa dei bugiardi e manipolatori ora tutti hanno una visione distorta di molte attività umane indispensabili come la caccia, mentre altri gettano fango su molto altro come l'allevamento di bestiame e la sperimentazione animale. 

Per questo motivo Fabrizio ha scritto questo breve ma completo libro sostenendo che si deve infrangere l'illusione sapientemente creata da questi signori per mostrare nuovamente le attività umane per quello che sono. Attività lecite, giuste, utili e indispensabili non possono essere ostacolate da una esigua minoranza di fanatici che con le loro menzogne influenzano l'opinione pubblica. 


Incipit: 

Dopo tanti anni di propaganda menzognera gli animalisti sono riusciti a convincere molte persone della presunta crudeltà e inutilità di molti mestieri che hanno a che fare con gli animali. 
Tutto questo sta creando seri danni alla società, perché queste attività sono tutt'altro che crudeli ed inutili e anzi sono spesso indispensabili. 
Per questo motivo ho scritto questo testo, con linguaggio semplice e comprensibile, che spiega dove mentono i sedicenti animalisti e quali sono in realtà i pregi delle attività che loro denigrano: in questo modo scoprirai che in realtà il circo con gli animali non è affatto crudele, che in realtà la caccia è indispensabile e pesantemente regolamentata, che in realtà i ricercatori non torturano affatto gli animali e che dobbiamo letteralmente la vita a tutti loro, che non è affatto vero che mangiare carne provoca il cancro. E così via, spulciando ogni minimo aspetto delle loro menzogne, senza lasciare spazio a dubbi. 


Biografia: Fabrizio Leone, blogger votato alla lotta contro falsità e menzogne generate dai incoscienti navigatori del web e ciarlatani vari. 
Diplomato all'istituto tecnico commerciale, di cui ha apprezzato maggiormente le materie economiche, ha svolto numerosissimi lavori prima e durante la sua attività di blogger. 
Ora si sta cimentando nella scrittura di libri per rendere la sua opera più seria e approfondita. 

Per partecipare seguite le regole richieste al seguente post: Una settimana su facebook, oppure scrivete a ferrugianola@hotmail.com. 



8 commenti:

  1. Mi hai incuriosito!

    Però devo dire una cosa: ci sono davvero gli allevamenti-lager. Non so se lui ne parla, ma esistono tipi di allevamento intensivo dove gli animali sono un semplice prodotto da spremere al massuni e in poco tempo.

    Moz-

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    1. Salve.
      Alcuni allevamenti lager ci possono pure essere, questo non lo posso escludere, ma si tratta di casi che vanno oltre la legalità.

      Come dico sempre, e come ho scritto nel libro, in questi casi si deve sempre denunciare ai NAS la situazione di maltrattamento.
      Perché nessuno è favorevole ai maltrattamenti sugli animali.

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  2. Forse qui posso esprimere un dubbio che mi attanaglia da tempo e non mi fa dormire :-) Perché gli animalisti usano vestirsi con pellicce di animali finte? Voglio dire: non è un controsenso? Insomma, eco oppure no, il desiderio di indossare "la pelliccia" è lo stesso... non so se mi sono spiegato... ;)

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    1. Non saprei Jennaro - la psicologia umana è molto particolare

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    2. jennaro è come per la finta carne... se vuoi mangiarti il seitan ok ma perchè hai bisogno di farlo sembrare carne? e cercare di insaporirlo con sapori che ricordano la carne? se la facessero 'na domanda ogni tanto...

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  3. bravo questo autore, la penso come Lui.

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