sabato 19 ottobre 2013

Shakespeare noir di Ariano Geta

Vetrina dedicata alla raccolta di racconti Shakespeare Noir di Ariano Geta: quattro tragedie di Shakespeare liberamente riscritte come racconti noir ambientati ai nostri giorni. 

Amleto diventa un mafioso italo-americano nella New York degli anni '70, Tito Andronico si trasforma in un malavitoso che opera in una favela di Rio de Janeiro, Macbeth mette i panni di un manager rampante di San Francisco, e infine Re Lear cambia nome per rinascere padrino della yakuza a Tokyo. 

Incipit del primo racconto, Amleto

SCENARIO: 

New York, 16 ottobre 2004, Hamlet Café Mi scusi se mi intrometto signora. Non ho potuto fare a meno di sentirvi parlare, e posso garantirle che suo marito… fidanzato? Beh, comunque ha ragione lui. Questo è proprio il luogo in cui, a suo tempo, ci fu la resa dei conti fra Claudio Danese e Mike Amato. All’epoca si chiamava Italian Bar, e era il punto di ritrovo per i ragazzi della famiglia Danese. In uno degli appartamenti ai piani superiori ci abitava Nick Marcelli, uno degli uomini più fidati del clan. 
Come faccio a essere così informato? Eh, signorina bella! Lo sa chi sono io? Sono Tommy Orazio. Lo so che a guardarmi adesso sembro solo un povero alcolizzato. Ventisei anni di carcere mi hanno ridotto così, però a quei tempi ero giovane, e le mani non mi tremavano. Se c’era da sparare dovevo solo alzare la pistola e tirare il grilletto, mica avevo bisogno di prendere la mira. 
Oggi è il 16, vero? Neanche a farlo apposta, la trafila che ha portato a quella resa dei conti è cominciata esattamente il 16 ottobre di trent’anni fa, e io l’ho vista tutta coi miei occhi, dall’inizio alla fine. 

Ero appena tornato dalla Sicilia dove avevo sistemato alcuni affari per conto della famiglia, e ero curioso di capire meglio tutto il casino che era successo mentre stavo a Palermo. Perché in due mesi il mondo si era rivoltato: prima è morto Michele Danese, e già questa era una cosa grossa, ma non sono neppure potuto andare al funerale perché mi hanno detto che era più importante chiudere l’affare coi nostri compari siciliani. 
Passano due mesi, e mentre preparo i bagagli per tornare a New York vengo a sapere che Trisha Merone si sposa con Claudio. Mi è sembrata una cosa assurda, una mancanza di rispetto vergognosa. Detto in poche parole: uno schifo. Però volevo parlarne con gli altri prima di emettere giudizi affrettati. 


Ariano Geta è lo pseudonimo dietro il quale si cela S.D.P.V. (queste sono le sue iniziali). Si é laureato in Lingue e Letterature Straniere presso la Terza Università di Roma nel 1995 e al momento si guadagna da vivere come impiegato contabile, ma detesta i manuali di ragioneria preferendo da sempre libri di narrativa, poesia e storia. 
Lettore onnivoro, non ha un genere preferito, ma sicuramente una grossa predilezione per gli scrittori capaci di giocare sul testo letterario inteso come finzione dell’autore piuttosto che come cronaca realista. 
La passione per la scrittura l’ha avuta sin da bambino. Quasi tutti i pomeriggi si ritirava nel soppalco del negozio di suo padre e con una vecchia Olivetti passava le ore dattilografando le strane storie che gli venivano in mente. Da allora non ha mai smesso. Ha un blog pseudo letterario - http://arianogeta.blogspot.com – dove sfoga la sua grafomania latente. 


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