giovedì 3 ottobre 2013

Scrittura spazzatura

Una delle domande che a volte mi pongo, quando leggo un romanzo, un saggio o anche il semplice articolo postato sul blog di un amico è il desiderio di sapere qual è la resa che possiede nello scrivere quel determinato scrittore, saggista o blogger: a volte quello che leggo appare così perfetto che diventa difficile capire il lavoro alle spalle. 

Insomma avete capito che non ho intenzione di parlare della robaccia letteraria, della scrittura spazzatura che invade le nostre biblioteche e librerie, ma bensì il tema del post odierno è rivolto alla fatica che si fa a scrivere. 

Tanto per parlarci chiaro, io sono il tipo che pubblica un post su quattro di quelli che preparo, un altro di questi quattro post viene ripreso e modificato in un secondo tempo, ma gli altri due finiscono dopo qualche giorno inesorabilmente e senza rimpianto nel cestino. Quando le cose vanno bene. 

Per me è una prassi normalissima ed è ancora più evidente quando si tratta di scrivere racconti di finzione o storie a più ampio respiro. Sono molte di più le volte che butto il lavoro fatto il giorno precedente che le volte che mi trovo ad aggiungere qualche pagina il giorno successivo. 

Per non parlare delle singole frasi, quando non si tratta di parole. 

Insomma non vorrei sembrare esagerato ma penso di salvare il dieci per cento di quello che scrivo. 

Non mi sento completamente negato solo se penso al fatto che Francis Scott Fitzgerald ha lavorato quarantotto volte sul finale de Il grande Gatsby e che Ernest Hemingway abbia riscritto quarantasette volte la pagina finale di Addio alle armi (anche se a onor del vero ha scritto di getto, in otto settimane, Il vecchio e il mare, con il quale ha vinto un Premio Nobel). 

Alla fine dunque, anche se pecco di presunzione, non sembro un caso isolato e neppure un impedito. 

Scrivere, scrivere, riscrivere e riscrivere e poi buttare lo stesso la maggior parte dei risultati nel cestino sembra essere una particolarità comune a tutti noi. 

Ma è certo che sarei davvero curioso di approfondire la faccenda e verificare come stanno le cose con i vostri contributi.


19 commenti:

  1. Io non butto mai nulla. Se faccio modifiche, creo un secondo documento. Sono un accumulatore compulsivo :-D
    Però spesso taglio o riscrivo le frasi e i brani. Difficilmente stravolgo tutto però.

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  2. Mai successo di scrivere una storia e di venderla (o pubblicarla gratis) così com'era.
    Serve sempre una riscrittura.
    Io in generale butto circa il 60% di ciò che scrivo - nel senso che se scrivo 500 parole, 300 le cancello e le riscrivo alla sessioen successiva.
    E per cinque storie scritte, tre le lascio a dormire in una cartella nell'angolo più buio del mio hard disk.
    Coi post del blog vado meglio - ne butto uno o due ogni dieci (ma poi magari li riciclo - se l'idea è buona, ma lo sviluppo no).
    Resta il fatto che anche il ciarpame è parte del processo - lo si scrive, e poi lo si butta. Ma scriverlo era necessario almeno quanto buttarlo.

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  3. Dipende dai casi.
    Certi racconti o novelle lunghe, pur avendoci speso del tempo, alla fine le ho accantonate e resteranno chiuse in un cassetto solo per rammentarmi che non ho saputo gestire bene l'idea iniziale.
    Altri racconti e novelle li ho tagliuzzati, scritti, riscritti e modificati più volte prima di essere soddisfatto. Questa è la situazione che capita più spesso.
    E poi c'è una minima parte di racconti che ho modificato pochissimo rispetto alla bozza iniziale e nonostante ciò la stesura finale mi soddisfaceva, come se già la bozza fosse praticamente quel che intendevo scrivere con appena la necessità di un editing minimo. Però quest'ultimo caso è estremamente raro.

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  4. Certi racconti o novelle lunghe, pur avendoci speso del tempo, alla fine le ho accantonate e resteranno chiuse in un cassetto solo per rammentarmi che non ho saputo gestire bene l'idea iniziale.

    credo sia così anche per me

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  5. Io sono un caso disperato. Ho iniziato a scrivere un romanzo nel 2007, l'ho finito nel 2012. E adesso sto lavorando alla quarta revisione. Spero di pubblicarlo prima dell'andropausa.

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  6. Nemmeno io vorrei sembrare esagerato se dico di avere la presunzione di essere una persona intelligente. Già, perché dal primo momento ho capito che la letteratura non faceva per me, per cui nemmeno ci provo... per fortuna della "rete" :-)

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  7. Che sia racconto o post, dopo aver scritto rileggo "con le forbici": è sempre meglio tagliare che aggiungere, almeno per me.

    Non mi ricordo chi l'ha detto: " la grandezza di uno scrittore si vede da quel che taglia, non da quel che pubblica".

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  8. sulla scrittura ultimamente ho sentito una cosa che mi ha fatto riflettere. conosco una persona che ha scritto un romanzo che fa pubblicare, e ha esordito dicendo: "ne ho scritti tre perché la gente non puo' aspettare un anno prima di leggere il seguito di un libro!" non sono molto d'accordo con questo ragionamento. Io so di non scrivere benissimo, ma scrivo con il cuore e quello che mi sento di scrivere sbagliato o no.

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  9. Io nel 2006 stavo scrivendo una storia e ogni volta che rivedevo il primo capito eliminavo e poi ci aggiungevo l'impossibile, stessa cosa per quelli sucessivi.. peccato che non l'ho mai termiato

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  10. guarda tu lo sai, io mi occupo di cucina, ricette, eventi food e viaggi...non sai quanto tempo impiego per fare un post, soprattutto quello sui viaggi o eventi food, una vita e non sono mai soddisfatta poi...un abbraccio SILVIA

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  11. Io qualsiasi cosa che scrivo, che sia una lettera, un post sul blog, un appunto sul diario, sono abituata a farne prima " la brutta copia ", a rileggerla mille volte, a cancellare/modificare, prima di metterla nero su bianco...E' una mia vecchia abitudine di ragazzina, anche se a volte invidio chi butta giu' i pensieri di getto e non si prende nemmeno il disturbo di rileggere.

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  12. penso che una revisione serva sempre, ma magari non una totale rescrittura ma giusto un modificare qua e là le frasi

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  13. Io non butto niente o almeno non mi è mai capitato.Aggiungo o modifico quello sì.
    Chissà, forse perché in generale prima scrivo tutto nella mente...
    però credo che ognuno abbia il suo modo per buttar giù ciò che ha in testa.Non so quale dei due modo sia meglio.A volte, secondo me, alcuni scrittori dovrebbero buttar via anche l'ultima scrittura salvata :P

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  14. a me piace molto scrivere e di solito lo faccio di getto. Mi piace che la fantasia si sfoghi liberamente e solo in un secondo momento faccio le dovute correzioni..per me la letteratura è come una sorta di fiume in piena..almeno questo è ciò che mi piace pensare;)

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