venerdì 4 ottobre 2013

Giocare a nascondino

Una delle cose più belle e più salutari che ho imparato a fare in questi ultimi anni consiste nel giocare a nascondino o meglio nell’andare a nascondersi (in senso metaforico). Non immaginate come ci si possa sentire a essere irraggiungibili e irrintracciabili per qualche momento - più o meno lungo - da tutti e da tutto nel vero senso della parola. 

Trovo sia davvero un rimedio fenomenale e non mi sento di escludere - visto i risultati psicologici enormi che ottengo - che per me questo comportamento abbia tutti i crismi di una forma personale e un pochino ortodossa di meditazione

Naturalmente per fa si che il nostro nascondino funzioni bisogna scegliere un luogo a noi stessi sconosciuto. 

Io per esempio, a volte, quando sento di averne il bisogno, salgo in auto, parto e viaggio finché mi trovo in qualche paese o città in cui non sono mai stato e allora mi infilo in un bar o in caffè che non ho mai frequentato - dopo aver dimenticato telefoni cellulari, computer e gli stessi documenti d’identità - mi porto solo il denaro necessario per una consumazione e un notes sul qualche con una matita scrivo tutte le idee che mi vengono in mente in quel momento. 

Mi estraneo nel vero senso della parola da tutto e per qualche ora so di non essere a disposizione per nessuno a fronte di qualsiasi problema possa sorgere. In questi momenti me ne frego di tutto e di tutti. 

Me ne frego dell’amore, me ne frego dei soldi, me ne frego del lavoro, me ne frego del successo, me ne frego delle grane, me ne frego della mia stessa esistenza

Il gioco lo si può fare anche scegliendo un percorso in un sentiero di montagna oppure in una strada di campagna - se siete al mare camminate un paio di ore sulla spiaggia - ma lì si corre il rischio di perdersi davvero se si sceglie una via sconosciuta. 

Be’ magari è casuale, ma qualche ora dopo il ri-contatto con il mio mondo si presenta sotto una forma completamente diversa. 

Ridivento generoso e magnanimo come sempre verso chi conosco e chi mi ha cercato, oltre ad aver affievolito notevolmente lo stress che ogni attività è portata ad accumulare dentro di noi e soprattutto mi sembra che tutto intorno sia di nuovo degno di essere affrontato!

11 commenti:

  1. Anch'io adoro isolarmi, di tanto in tanto.
    Il che vuol dire uscire di casa e tenere spento il cellulare.
    Spesso mi basta passeggiare per Milano che, come tutte le grandi città, è capace di "anonimizzarti" senza problemi.
    Meglio questi metodi che non dare fuori di testa...

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    1. Ti credo e concordo, Milano poi sembra fatta apposta

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  2. Ecco, dimenticare i documenti d'identità lo trovo un filino eccessivo ^_^

    Ma spesso nelle settimane prima di un esame tendo a rinchiudermi in qualche angolo nascosto della biblioteca, o trascorro lunghi periodi in parco- fa un certo sollievo non avere altra compagnia che l'occasionale gatto e qualche sorso di caffè
    :-)

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  3. Non ho mai provato... Beh non è una brutta idea eh..! Quasi quasi... :)

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  4. In questo periodo di grande stress vorrei veramente un posticino isolato dove nascondermi da tutto e da tutti,ne ho veramente bisogno...ma a quanto pare non mi è possibile,sono circondata sempre più da persone logorroiche che hanno deciso di infilarmi una cannuccia in testa e succhiarmi il cervello con i loro discorsi lunghi e inconcludenti,non ne posso più di sentire sempre le stesse cose,ehhhhhh basta!!!Voglio solo silenzio ....

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  5. ti invidio!!!!!!anche se stare da sola per troppo tempo mi angoscia comunque questo è segno che stai bene con te stesso e non hai bisogno di essere circondato da persone

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  6. Parole sante! Anche a me piace nascondermi ogni tanto, e soprattutto adoro avere un piccolo spazio esclusivamente mio. Ci sono momenti della mia vita che non condividerei con nessuno (comprese le persone che amo). Non so se sia una forma di egoismo, ma ne ho bisogno, e tanto basta.

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  7. Sfiderei chiunque a fare una cosa del genere con una moglie come la mia che appena non mi vede per una mezz'ora muove cielo mare e terra per rintracciarmi. Che posso farci se non riesce a stare senza di me? A proposito, ieri sono 35 anni di matrimonio e non c'è mai stato un solo momento che io o lei non sapessimo dov'era l'altro :-)

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    1. Scusami Ferru; una chiarificazione: per io o lei sappiamo in ogni momento dov'è "l'altro", intendo: l'un l'altro, cioè a vicenda. Mica l'altro inteso come "l'altro"... sai, di 'sti tempi ... :D

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