domenica 28 luglio 2013

Le cose come stanno di Tina Caramanico

Questa settimana la vetrina è dedicata alla raccolta di racconti Le cose come stanno di Tina Caramanico

Due madri che lavorano, una zia zitella, un' adolescente quasi perfetta, una donna troppo concreta, una che non smette di combattere, una quarantenne ansiosa, un uomo in grigio di fronte al mare, un italo-australiano che ritorna, un medico pieno di rabbia. E la realtà, semplice e incomprensibile. 

In questa raccolta troverete nove racconti, drammatici o tragicomici, che hanno in comune il tema della perdita delle illusioni, della caduta delle costruzioni fantastiche e arbitrarie che utilizziamo per abbellire, semplificare o comprendere la nostra vita. 

A volte i personaggi di questi racconti devono accettare una tragedia, altre volte invece dietro il velo che cade trovano solo l'altra faccia, non necessariamente più brutta, di ciò che credevano di conoscere e che invece non conoscevano affatto. 

L’incipit del primo racconto, I figli degli altri:

Alle otto e mezza Michela rientrò, sfinita come tutte le sere. Riusciva ad aver voglia solo di un divano e poi di un letto, se qualcuno la aiutava a spogliarsi. 
Elena stava finendo di riordinare la cucina e aveva già mandato i bambini in bagno a lavarsi i denti e a prepararsi per la notte. Michela la salutò brevemente e la benedisse in cuor suo: non poteva neppure immaginare cosa sarebbe stata la sua vita e quella dei bambini senza la tata. Ma per fortuna c’era e lei poteva continuare a lavorare dieci ore al giorno, tutti i giorni, senza dover sostenere insostenibili sensi di colpa. 
I bambini tornarono in soggiorno già puliti e vestiti col pigiamino azzurro; cercavano Elena, ma incrociarono Michela, seduta malamente sul divano, e la guardarono senza entusiasmo. Elena li spinse verso di lei: “Andate a dare bacino alla mamma. Su.” Marco e Alessio andarono a depositare sulla guancia della loro madre un bacio rapido, neutro; ma la neutralità dei figli nasconde sempre molta rabbia o molto dolore. 

Tina Caramnaico è nata a Taranto nel 1962 e da allora ha traslocato moltissimo: ha vissuto in Puglia, Sardegna, Abruzzo, Emilia Romagna, Australia, Spagna, Giappone e infine in Lombardia. Dal nomadismo ha imparato ad apprezzare quello che miracolosamente c’è, e a sognare come si deve ciò che manca. Laureata in Lettere e quasi laureata in Psicologia, insegna materie letterarie nella scuola secondaria superiore. È sposata e ha due figlie. 
Scrive da sempre, ma solo nel 2010 ha iniziato a rendere pubblici i suoi testi. Finora ha frequentato soprattutto poesia e narrativa breve, ma da qualche mese sta progettando il suo primo romanzo. Non si preclude nessun esperimento: mainstream, noir o fantastico, le piace violare o mischiare i canoni di genere. 

Bibliografia 

Nell'aprile 2011 è uscita la sua prima raccolta di poesie: “Guida a Milano invisibile”, Nulla Die editore. 
Il racconto "Perchè no?" è stato messo in scena nell' ambito della V Rassegna di teatro di narrazione "La diversità dei sogni", a cura del Laboratorio interculturale di narrazione teatrale (Roma, 2011). 
"Martedì grasso" ha fatto parte dello spettacolo "Black Room" a cura dell' associazione Creartheater (Milano, 2012). Nel gennaio del 2012 “Adele”, vincitore della seconda edizione del concorso Scriptag sul sito Scripta Volant, è stato pubblicato nella collana Tags di 18:30 edizioni. 
Dalla fine del 2012 collabora con le case editrici Lillibook, Gruppo Editoriale L' Espresso- Storie Brevi, Zerounoundici per la pubblicazione di singoli racconti in edizione digitale. 
Nel 2013 è uscita con Officine Editoriali la raccolta di racconti in edizione digitale, “Le cose come stanno”. 
Altri suoi testi compaiono in varie antologie, riviste e sul web. 
È stata premiata o finalista in diversi concorsi (tra gli altri Orme Gialle, Scritture Femminili Città di Trieste, Carabinieri in giallo, Poesia inedita Tapirulan). 
Nei prossimi mesi usciranno due nuove raccolte di racconti e due novelle. 

Per partecipare seguite le regole richieste al seguente post: Una settimana su facebook, oppure scrivete a ferrugianola@hotmail.com

6 commenti:

  1. vorrei conoscerla solo perchè porta il mio stesso cognome!

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  2. con l'arrivo ,spero presto dell'inverno ,lo leggerò ,mi piace come l'hai presentato ,buona domenica

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  3. Una lettura interessante. Mi incuriosisce il fatto che scriva senza preclusioni in ambito di tema

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  4. come al solito "anche questa mi manca"...ma ormai sai che non è un anovità!la mia mania di thriller americano mi fà prorpio chiudere gli occhi verso il made in Italy...bravo una donna(per riallarciarci al tuo post precedente)...

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