mercoledì 10 luglio 2013

La gente non ascolta

Una delle cose che più mi sbalestra nei rapporti con le persone è rendermi conto di non essere ascoltato. Insomma sei lì che parli e dopo un po’ di accorgi che l’interlocutore è da tutt’altra parte. 

E mica importa il tema che si sta trattando: si può parlare di cose serie e di facezie. 

Immagino sia un problema comune a tanti, ma con l’arrivo della stagione estiva mi sembra che questo problema sia accentuato. 

Sarà colpa del caldo, sarà colpa del fatto che finalmente si stacca e si va qualche giorno in vacanza, sarà la frenesia che contraddistingue il momento ma mi sembra che la situazione sia sempre peggiore. 

Tuttavia non me la sento di scrivere che sia un atteggiamento tipico dei nostri tempi. Funzionava così anche qualche secolo fa, e forse lo era anche qualche migliaio di anni fa. Forse si tratta solo di un difetto congenito che abbiamo nel nostro cervello. 

Beh, bisognerebbe avere l’arguzia e lo spirito che possedeva Oscar Wilde per farci fronte. 

Già: il poeta, aforista, scrittore, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese, autore di una scrittura in apparenza semplice e molto spontanea, noto l'uso frequente di aforismi e paradossi fu protagonista di un aneddoto in merito alla questione, riportato da alcune cronache. 

Anche lui era convinto che, in un gran numero di volte, la gente non lo ascoltasse quando gli si parlava e per dimostrare questo fatto era solito raccontare la storia del giorno in cui dovendo partecipare a una festa importante arrivò in ritardo. Per giustificarsi agli occhi dell’organizzatrice della festa Wilde diede come scusa il fatto di essere stato ritardato perché aveva dovuto seppellire la zia che aveva appena ucciso. 

Be’, la signora rispose con calma disarmante: “Non ti preoccupare. La cosa importante è che tu sia venuto.” 

E voi vi ascoltano?

9 commenti:

  1. Questo tuo post fà riflettere...grazie !

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    1. Insomma, ho tirato in ballo Wilde per non drammatizzare

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  2. E' vero, è frustrante ravvisare di non essere presi sul serio, e allora ce la prendiamo con le zie, che, poverine, sono sempre nelle nostre giustificazioni... :-)

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    1. Vero anche questo! Ci va di mezzo chi non centra

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  3. Il fatto è che ognuno comprende la propria interpretazione delle parole che sente pronunciare... tipo: tu dici che è stata una giornataccia, e chi ti ascolta decodifica le parole come "ha litigato con qualcuno" anche se in realtà tu non hai litigato con nessuno e la giornataccia è stata tale per altri motivi... Mi è capitato spesso di imbattermi in un eccesso di fantasia interpretativa da parte dei miei interlocutori.

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  4. non conoscevo questo aneddoto di Wilde ma in effetti è così ... siamo un pò tutti chiacchieroni, ma pochi ascoltatori.

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