venerdì 7 giugno 2013

L’explicit che preferite

Se qualcuno lo ricorda sa che per qualche anno mi sono divertito con dei giochini in cui chiedevo di indovinare delle opere letterarie dagli incipit che postavo. 

Prendevo a caso alcuni libri in mio possesso e via il gioco era fatto. 

Ho fatto almeno tre edizioni del concorso - se così si poteva chiamare - ottenendo un discreto successo e premiando anche chi partecipava. Mania passata, perché ora ne ho un’altra. Ora ce l’ho con gli explicit

Da qualche mese non faccio altro che postare sulla mia pagina facebook ( a proposito mettete un Mi piace se non vi scoccia, trovate il Gadget sulla barra del blog alla vostra destra, non potete sbagliare) explicit di opere. 

Molte volte lo faccio in lingua inglese, visto che lo trovo anche un buon sistema per migliorare la conoscenza della lingua. Prima prima di postarli in uno status me li ascolto in lingua originale tramite le cuffie. Sarò per questo motivo che mi è venuto in mente di chiedere a voi quale sia il vostro explicit preferito. 

Coraggio, non abbiate timore a confessarlo. Uno che per qualche motivo avete in mente deve esserci. Il libro può essere brutto e l’explicit può essere fenomenale e viceversa: un po’ come gli incipit. 

Be’ io ne avrei molti e come al solito andrei a toccare le opere dei miei amati Hemingway e Fitzgerald, ma ho deciso di fare un'eccezione, questo che segue è uno tra i finali dei romanzi che ho letto  che preferisco. Il tutto grazie a  Matheson, basterebbe l'ultima frase: 

In un baleno, quella consapevolezza si fuse con ciò che leggeva sui loro volti – stupore, paura, orrore e ribrezzo – e seppe di terrorizzarli. Ai loro occhi lui era un flagello spaventoso, sconosciuto, persino peggiore della malattia con cui avevano imparato a convivere. Era uno spettro invisibile che per provare la propria esistenza si era lasciato dietro i corpi esangui dei loro cari. 
Capì quel che provavano e non li odiò. La mano destra strinse la bustina di pillole. Purché la fine non fosse violenta, purché non si trasformasse in un massacro sotto i loro occhi... 
Robert Neville posò lo sguardo sui nuovi abitanti della Terra. Sapeva di non essere uno di loro; sapeva di essere un anatema, un orrore nero da distruggere, come i vampiri. E quell'idea lo colpì come un fulmine, divertendolo perfino nel dolore. 
Un risolino strozzato gli riempì la gola. Si girò e si appoggiò alla parete mentre ingoiava le pillole. «Il cerchio è completo», pensò mentre il letargo definitivo gli strisciava nelle membra. «Il cerchio è completo. Un nuovo terrore prende forma dalla morte, una nuova superstizione penetra la fortezza inattaccabile dell'infinito. Io sono leggenda».


17 commenti:

  1. io sono leggenda è bellissimo, molto profondo!

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  2. Luigi Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore

    Ah, che dovesse toccarmi di dare in pasto anche materialmente la vita d'un uomo a una delle tante macchine dall'uomo inventate per sua delizia, non avrei supposto. La vita, che questa macchina s'è divorata, era naturalmente quale poteva essere in un tempo come questo, tempo di macchine; produzione stupida da un canto, pazza dall'altro, per forza, e quella più e questa un po' meno bollate da un marchio di volgarità.
    Io mi salvo, io solo, nel mio silenzio, col mio silenzio, che m'ha reso così - come il tempo vuole - perfetto. Non vuole intenderlo il mio amico Simone Pau, che sempre più s'ostina ad annegarsi nel superfluo, inquilino perpetuo d'un ospizio di mendicità. Io ho già conquistato l'agiatezza con la retribuzione che la Casa m'ha dato per il servizio che le ho reso, e sarò ricco domani con le percentuali che mi sono state assegnate sui noli del film mostruoso. È vero che non saprò che farmi di questa ricchezza; ma non lo darò a vedere a nessuno; meno che a tutti, a Simone Pau che viene ogni giorno a scrollarmi, a ingiuriarmi per smuovermi da questo mio silenzio di cosa, ormai assoluto, che lo rende furente. Vorrebbe ch'io ne piangessi, ch'io almeno con gli occhi me ne mostrassi afflitto o adirato; che gli facessi capire per segni che sono con lui, che credo anch'io che la vita è là, in quel suo superfluo. Non batto ciglio; resto a guardarlo rigido, immobile, e lo faccio scappar via su le furie. Il povero Cavalena da un altro canto studia per me trattati di patologia nervosa, mi propone punture e scosse elettriche, mi sta attorno per persuadermi a un'operazione chirurgica sulle corde vocali; e la signorina Luisetta, pentita, addolorata per la mia sciagura, nella quale vuol sentire per forza un sapor d'eroismo, timidamente mi dà ora a vedere che avrebbe caro m'uscisse, se non più dalle labbra, almeno dal cuore un sì per lei.
    No, grazie. Grazie a tutti. Ora basta. Voglio restare così. Il tempo è questo; la vita è questa; e nel senso che do alla mia professione, voglio seguitare così - solo, muto e impassibile - a far l'operatore.
    La scena è pronta?
    - Attenti, si gira...

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  3. ...io ti lascio il mio ..vediamo se riconosci tu di quale libro sto parlando.é uno dei miei preferiti,ma non so se è il tuo genere:l'umana saggezza è racchiusa in due parole
    "attendere e sperare!"?....

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    1. googlando si trova tutto... Credo sia qualcosa di Dumas

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    2. grazie...volevo vedere se lo sapevi da solo!Comunque esatto ,è il conte di montecristo!

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  4. Il mio preferito:
    Fine

    bello, eh?

    Che scemo che sono. Torno a casa. Ciao!

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  5. In questo momento non me ne sovviene nessuno, però confesso che è la prima cosa che vado subito a leggere di un libro... ^_^

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  6. non conoscevo l'uso di questo termine 'explicit' pensavo si riferisse solo a contenuti espliciti sessuali...

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  7. tralasciando certi racconti brevi di sf in cui la frase finale è la rivelazione che dà senso a tutta la storia (penso ad alcuni di Brown e Asimov), ricordo che mi piaceva molto quello di "soffocare" di Palahniuk (anche se non me lo ricordo), "odissea nello spazio" di Clarke ("ma avrebbe escogitato qualcosa"), e ovviamente "la torre nera" di King (citarlo sarebbe uno spoiler!).

    e poi mi rimarrà per sempre in testa "storia della tua vita" di Ted Chiang: "per fare l'amore. per fare te."

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  8. Non sapevo nemmeno cosa fossero gli Explicit. Grazie per avermi "acculturato" in merito.

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  9. Hai delle "manie" molto costruttive ed educative, complimenti!

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