sabato 27 aprile 2013

Viaggio al termine della notte: è il turno di Celine in vetrina

Ritorno ai libri, per questa rotazione settimanale sulla vetrina di facebook, con la segnalazione di un’opera che per il sottoscritto è stata sconvolgente. Viaggio al termine della notte di Ferdinand Celine

Ricordo che dopo quella lettura per un paio di mesi non me la sono sentita di leggere altro, talmente ero scioccato. 

Un romanzo capolavoro che ha modernizzato la letteratura: opera di un genio assoluto che racconta - attraverso quasi seicento pagine - - con ironia, e a volte sarcasmo, la guerra, la vita, la società e lo stesso mondo che lo aveva partorito. 

Forse la prima epopea on the road del secolo scorso. 

Incipit. 

È cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente. È Arthur Ganate che mi ha fatto parlare. Arthur, uno studente, un fagiolo anche lui, un compagno. Ci troviamo dunque a Place Clichy. Era dopo pranzo. Vuol parlarmi. Lo ascolto. "Non restiamo fuori! mi dice lui. Torniamo dentro!". Rientro con lui. Ecco. "'Sta terrazza, attacca lui, va bene per le uova alla coque! Vieni di qua". Allora, ci accorgiamo anche che non c'era nessuno per le strade, a causa del caldo; niente vetture, nulla. Quando fa molto freddo, lo stesso, non c'è nessuno per le strade; è lui, a quel che ricordo, che mi aveva detto in proposito: "Quelli di Parigi hanno sempre l'aria occupata, ma di fatto, vanno a passeggio da mattino a sera; prova ne è che quando non va bene per passeggiare, troppo freddo o troppo caldo, non li si vede più; son tutti dentro a prendersi il caffè con la crema e boccali di birra. È così! Il secolo della velocità! dicono loro. Dove mai? Grandi cambiamenti! ti raccontano loro. Che roba è? È cambiato niente, in verità. Continuano a stupirsi e basta. E nemmeno questo è nuovo per niente. Parole, e nemmeno tante, anche le parole che son cambiate! Due o tre di qui, di là, di quelle piccole..." Tutti fieri allora d'aver fatto risuonare queste utili verità, siamo rimasti là seduti, incantati, a guardare le dame del caffè. 

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12 commenti:

  1. Ho sentito parlare di questo autore ma non ho mai letto nulla dei suoi scritti. Come sempre i tuoi consigli sono affidabili.... annoto il titolo nella mia wish list book

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  2. Prendo nota di titolo ed autore! la mia migliore amica è appassionata del genere! Glielo regalerò alla prima occasione!

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  3. Conosco l'autore di fama, ma personalmente non ho ancora approfondito la sua conoscenza. Lo cerchero'... e' da troppo tempo che ho messo da parte il piacere della lettura. Grazie per la segnalazione

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  4. Come potrei non commentare il mio amato Celine.Questo libro, assieme a Morte a credito, sono quelli che preferisco in assoluto.
    Louis è un genio che ha rivoluzionato la scrittura. La sua è autentica lirica.

    Amo il suo modo di raccontare. E' crudo come solo la verità e la realtà sanno essere. Non ho mai riletto in nessuno degli autori che lo hanno seguito uno stile così alto. E sì che molti hanno cercato di imitarlo.Ma il genio non può essere un'imitazione. Lo si è o no.

    Céline ha pagato sulla sua pelle le idee che non ha mai nascosto.E' stato odiato dai suoi nemici e tiranneggiato, tanto da, ancor oggi, essere censurato.
    Per molti anni questo libro non era reperibile nelle librerie.

    Altro capolavoro è Bagatelle per un massacro. Certo!Non è per chi non sa distingue il significato dal significante,ma lo consiglio a chi ama indistintamente Celine per il suo modo sublime di saper scrivere.

    Citando un altro genio, si legge per de-pensare, per cercare l'oblio e solo con autori come questo è possibile.

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  5. Nonostante Céline e Proust siano scrittori di stile diametralmente opposti, c'è un'analogia tra i due: Quando fu pubblicato "Viaggio al termine della notte", in tutto il mondo venne considerato un vero capolavoro letterario tranne che in Francia. Allora i francesi si scandalizzarono per lo stile di scrittura di Louis-Ferdinand Céline che secondo l'élite aristocratica d'oltralpe non rispettava i canoni classici di bellezza della lingua francese. La stessa contestazione, infatti, era stata rivolta qualche anno prima a Marcel Proust, con l'opera "Alla ricerca del tempo perduto", pubblicata nel 1927, che poi si è collocata tra i più grandi capolavori della letteratura universale. :-)

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  6. Bellissimo incipit. Mi sa che mi hai convinto a comparlo!

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  7. Come sempre informazione molto interessante, grazie dei consigli

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  8. non conoscevo questo autore grazie per la presentazione

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