sabato 27 aprile 2013

Scrivere a letto

Gli scrittori di successo hanno sempre qualche curioso rituale professionale che li caratterizza. 

Di alcuni ne ho già parlato. 

Isabel Allende per esempio scrive soltanto nel tempo in cui arde una candela. Hemingway e Camus scrivevano rimanendo in piedi. Certo non avrei mai pensato che si fosse una sfilza di autori famosi per sfornare pagine delle loro storie rimanendo beatamente a letto. 

Il fatto sconcertante, dal mio punto di vista è che non sono pochi. Va da sé che con giornate di pioggia come queste, scriver a letto sarebbe l’ideale, ma ora cerchiamo di conoscere un po’ questi fenomeni. 

Uno scrittore con il vizio di scrivere a letto George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, giornalista, saggista, scrittore e attivista britannico. Conosciuto come opinionista politico e culturale, ma anche noto romanziere con opere come La fattoria degli animali. Orwell in condizioni fisiche pietose completò a letto il suo capolavoro 1984. 

Un altro è Samuel Langhorne Clemens, noto con lo pseudonimo di Mark Twain. Insomma anche l’autore di Tom Sawyer prediligeva restarsene beatamente sdraiato a scrivere a dispetto della baldanza dei suoi romanzi pieni di avventura. 

Marcel Proust non è da meno. Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust (Parigi, 10 luglio 1871 – Parigi, 18 novembre 1922) scrittore, saggista e critico letterario francese amava stare a letto, un pochino condizionato anche dalla sua salute cagionevole. Ciò non gli ha impedito di diventare, con la sua Ricerca... lo scrittore francese più tradotto e diffuso al mondo e uno dei più importanti della letteratura europea del Novecento. 
Altro piccola curiosità che so perché - forse la su la sua stanza era rivestita di sughero, per promuovere la tranquillità.  

Credibile anche Truman Capote, pseudonimo di Truman Streckfus Persons (New Orleans, 30 settembre 1924 – Bel Air, 25 agosto 1984), il dandy scrittore, giornalista,drammaturgo, sceneggiatore, attore e dialoghista statunitense - autore de L’arpa verde e Colazione da Tiffany appare ben a suo agio ritratto in un letto mentre scrive. 

L'ultimo della lista è Sir Winston Leonard Spencer Churchill (Woodstock, 30 novembre 1874 – Londra, 24 gennaio 1965): politico, storico e giornalista britannico. Perlopiù è conosciuto per aver guidato la Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale, essendo stato primo ministro del Regno Unito dal 1940 al 1945 e successivamente dal 1951 al 1955. Ma è stato pure un autore prolifico, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1953 per i suoi scritti storici. Be’ questo è difficile immaginarlo a letto mentre scrive - magari sotto i bombardamenti tedeschi.

15 commenti:

  1. Chissà se per colpa di qualche letto scomodo qualche autore è stato influenzato nello scrivere un romanzo in maniera differente da come l'aveva pensato! :D

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  2. Scrivere a letto, per Winston Churchill, era sicuramente un'ottima "tattica". Non appena iniziavano i bombardamenti tedeschi ci voleva un attimo, da sopra, passare sotto il letto. :-D

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  3. penso che sia un modo per restare più concentrati ed avere meno distrazioni...consiglio a chi volesse imitarli di non accendere la tv e spegnere anche il telefono, altrimenti le distrazioni non sarebbero eliminate ^_^

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  4. Esempi eccellenti per sfatare il mito dell'equazione letto-sfaccendato/inconcludente! :)

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  5. E non si contano quelli che han cominciato a leggere a letto, perchè malati o in seguito ad incidenti, e son finiti poi a scrivere

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  6. scrivere a letto no,ma amo leggere a leto moltissimo

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  7. Io non ci riuscirei, né a scrivere né a leggere. Ma è anche vero che scrivere con carta e penna (come facevano sicuramente tutti gli autori citati) è una cosa diversa rispetto all'uso del pc al quale siamo ormai abituati. Magari stare sdraiati e scrivere a penna non è così diverso dal farlo da seduti.

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    1. Neanche io, non scrivo e non leggo a letto

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