mercoledì 24 aprile 2013

L’eminenza grigia dell’horror italiano

Credo che Alessandro Manzetti rimarrà perplesso appena leggerà il titolo dell’articolo che introduce la mia chiacchierata con lui, ma siccome gli ho già detto che la penso veramente così dovrà fare spallucce, fare finta di nulla e limitarsi a sogghignare. 

Con l’esperienza pluriennale che si è fatto nel mondo dell’editoria, da scrittore a web editor, credo sia del tutto naturale pensarla a questo modo. 

Nel suo curriculum le varie esperienze non si contano: io non posso dimenticare il suo ruolo di Responsabile Marketing & Foreign Rights per Edizioni XII - casa editrice che me lo ha fatto conoscere. Ma ci sono anche il blog Il Posto Nero, il coordinamento per l’Italia dell’Horror Writers Association e soprattutto Mezzotints Ebook, realtà dedicata all’editoria digitale. 

Insomma un personaggio colto e preparato che non usurpa per nulla il titolo del mio articolo. 


Dunque, Alessandro, ho dimenticato qualcosa? 

Lasciami “sogghignare” sull’eminenza grigia, un verbo che oltretutto si abbina bene alla tua generosa definizione del sottoscritto. Spero però che il grigio non si riferisca alla mia età, nel caso preferirei eminenza nera. La cosa mi diverte, indosserò volentieri (per qualche minuto) i panni del Richelieu di genere che hai evocato, ma niente celibato, eh. Scherzi a parte, non hai dimenticato molto delle mie esperienze editoriali. 
Aggiungerei, se proprio devo, le collaborazioni con portali e magazines come curatore di rubriche fisse di approfondimento sulla letteratura horror, come Il Ragno per La Tela Nera, Il Corriere di Atlantide per H, L’almanacco di Horror Magazine (progetto concluso fin troppo presto), e Italian Horror Machine per la newsletter internazionale della Horror Writers Association. Quest’ultima rubrica la curo tuttora, anche se dal prossimo numero si aprirà agli scenari dell’horror europeo, non limitandosi più solo all’Italia. D’altronde sarei stato in imbarazzo oggi, come editore, a segnalare opere della mia casa editrice. Meglio aprirsi all’intero vecchio continente. 


Veniamo subito al sodo: Mezzotints Ebook, realtà dedicata all’editoria digitale, attiva già da qualche mese. Ci puoi dire che piega sta prendendo il progetto? 

Il progetto è in piena corsa e sviluppo, abbiamo già pubblicato cinque titoli ebook e ne abbiamo programmati almeno altri venti; naturalmente l’editoria digitale oggi in Italia deve ancora vedere un pieno sviluppo, in termini di diffusione. 
Ma gli scenari sono affascinanti e le potenzialità enormi; per questo motivo Mezzotints Ebook sta cercando di anticipare i tempi, organizzandosi e lavorando per arrivare pronta, anzi prontissima, al momento giusto. Ma già oggi le risposte del mercato sono confortanti, tanti autori e lettori ci seguono con interesse e grandi aspettative. Dovremo far sempre meglio! 


Non so se posso chiederlo, ma io lo chiedo: come scegli i contenuti del catalogo, insomma che caratteristiche devono avere gli scrittori per essere inseriti nella tua scuderia? 

La selezione delle opere è curata dai singoli direttori di collana, ognuno ha identificato un binario da seguire, non troppo rigido, che determina caratteristiche narrative distintive. Sono stati condivisi anche necessari punti di contatto con tutte altre collane; è così che un’offerta editoriale riesce a esprimere un proprio linguaggio, una propria anima. 
Tra questi, l’aspetto di attenzione al sociale e ai messaggi trasversali, per farti qualche esempio, che cercheremo di sviluppare sempre più in futuro, anche attraverso generi che apparentemente non sembrano veicoli molto adatti. 
Un libro deve far divertire, ma anche riflettere e comunicare, l’obiettivo sarà quello, lasciare qualcosa al lettore, che non svanisca subito dopo l’ultima pagina. Agli autori chiediamo dunque di inserire una marcia in più: saper comunicare col lettore in una dimensione più ampia dell’opera. 


Chi sono i tuoi collaboratori e che ruolo hanno in Mezzotints? 

Parlo sempre volentieri della squadra che abbiamo messo in piedi, con un pizzico d’orgoglio che non nascondo affatto: Parto dai direttori di collana, dei quali parlavo sopra, iniziando necessariamente da David Riva (Collana Ombre - thriller) e Luigi Acerbi (Collana Raggi - fantascienza), con i quali, come tu sai bene, ho già avuto occasione di lavorare insieme in Edizioni XII. 
Sono stati loro i primi, insieme a Fabrizio Vercelli (Direzione Ufficio Stampa e Distribuzione) a essere coinvolti in Mezzotints Ebook. Eravamo già una squadra, questo avrebbe facilitato lo start up di un nuovo progetto. 
Poi si sono aggiunte collaborazioni molto prestigiose, caratterizzate da grande esperienza; parlo di Danilo Arona (Collana Riflessi - saggistica), Alda Teodorani (Collana Specchi) e Sergio altieri (Collana Prisma), tre grandi autori e professionisti ai quali sono legato da una forte amicizia e stima reciproca, che hanno voluto condividere questa nuova avventura con grande entusiasmo. 
Ma ci sarà presto un nuovo ingresso, per una nuova collana di narrativa particolare sulla quale stiamo lavorando proprio questi giorni. Altro elemento essenziale del team Mezzotints sono gli editor: oltre a David, Luigi e Sergio Altieri che sono coinvolti anche in questa attività, contiamo sulle professionalità di Simone Corà, Luigi Musolino e Benjamin Kane Ethridge. 
Simone e Luigi li conosci bene, anche loro facevano parte della vecchia squadra XII, e non potevo fare a meno di loro, conoscendone qualità e serietà. Benjamin, autore USA vincitore di un Bram Stoker, è un caro amico che si occupa dell’editing in lingua inglese. 
Per il publishing e l’impaginazione ci siamo affidati alla mani esperte di Matteo Poropat, un altro rapporto storico, mentre per l’artwork, oltre a Daniele Serra al quale mi lega una profonda amicizia e col quale abbiamo vissuto molte avventure, e Jessica Angiulli e Lucio Mondini di Diramazioni, con i quali ci sono diversi precedenti di collaborazione, abbiamo aperto stimolanti collaborazioni con diversi illustratori di livello internazionale, come Ben Baldwin, Alan M. Clark, Vincent Chong e Les Edwards
Per questo mi piace parlare di un dream team dell’artwork. Poi si sono consulenti per varie attività di contorno, ma l’elenco diventerebbe troppo lungo. 
Tra questi ci sono lettori eccellenti, in Italia e negli Usa, ma anche gli autori che pubblichiamo diventano alla fine parte dello staff, offrendoci idee, suggerimenti, input preziosi che vanno ben oltre la propria produzione. Sapevo che mi sarei dilungato stavolta, colpa della tua domanda… 


Credo sia superfluo chiederti cartaceo o eBook: o sbaglio? 

Non è così superfluo come si pensa; sia io che tutto lo staff di Mezzotints Ebook proveniamo dalla editoria tradizionale, dal mondo del cartaceo, che abbiamo profondamente amato. Ma dovendo mettere in piedi un nuovo progetto, non potevamo non guardare ai nuovi scenari, alle opportunità future, dove sicuramente ci sarà grande spazio per l’editoria digitale specializzata. 
Dove potremo dire la nostra (speriamo) da protagonisti, e non da comprimari. Non si tratta dunque di una scelta di campo, ma di studiare un progetto dedicato, proiettato al futuro. 
Il mondo digitale crescerà moltissimo nel medio termine, e speriamo di contribuirvi, ma il cartaceo, col suo diverso fascino, continuerà a mantenere le sue basi di consumo e interesse. Come non condivido le idee di quelli che chiamo crociati del cartaceo, che cercano di fermare inutilmente il tempo, allo stesso modo non amo nemmeno i puristi del digitale che pensano al progressivo e poi definitivo abbandono della carta. 


Tu hai avuto modo di incontrare molti scrittori, sia italiani sia stranieri: hai qualche aneddoto da raccontare su qualcuno di loro? 

Ho avuto la fortuna di conoscere moltissimi autori, sia Italiani che internazionali, di scambiare idee, confrontarmi su scenari e prospettive della narrativa di genere, leggere i loro lavori e ficcare il naso in nuovi progetti. 
Se devo raccontare un aneddoto, mi viene in mente un affascinante scambio con Corrine De Winter, poetessa dark premiata con lo Stoker Award. Via email mi mandò tempo fa dei versi inediti per un progetto che stavamo portando vanti per il Posto Nero; io decisi di risponderle con altri (sicuramente pessimi) versi e la cosa andò avanti a lungo, il nostro dialogo fu costruito, per un certo periodo, solo in versi. 
Corrine è una cara amica, persona di grande sensibilità e talento, ci siamo divertiti a parlare di tante cose diverse attraverso la poesia. Ma oggi mi sento in colpa per non aver scritto (in tempo) una introduzione per la sua nuova raccolta recentemente pubblicata negli Stati Uniti. Bell’amico che sono! 


Che differenza c’è tra il mercato anglosassone e quello italiano? 

Le differenza sono molte, ma non così tante come si crede, almeno in termini qualitativi. La differenza non è nei gusti e nei protagonisti, ma nell’interesse suscitato dal movimento dei singoli paesi e nella maggiore disponibilità a rischiare degli editori. 
Negli Stati Uniti e in Inghilterra la narrativa horror è molto richiesta e diffusa, a differenza dell’Italia dove viene etichettata fin troppo, ghettizzata in una nicchia, dove i numeri sono pochi e i lettori sempre gli stessi. La richiesta non può nascere da sola, il mercato anglosassone ha creato queste prospettive con una diversa comunicazione dei media specializzati, attraverso forti sinergie tra autori e editori. Qui in Italia, eccetto pochi casi, ognuno pensa a curare il proprio orticello. 
Che resterà, per definizione, ben recintato ma molto piccolo. Per spiegarmi meglio, mi viene in mente il vino francese, non scandalizzarti. I produttori di vino francese fanno sempre gruppo, nessuno parla mai male dell’altro, anche del concorrente più diretto, mentre in Italia ognuno tende a sminuire il vicino, senza pensare che se il terroir è lo stesso, ci si danneggia da soli, dandosi la zappa sui piedi. 
Più o meno accade la stessa cosa nell’editoria. Chiaro che i numeri sono e saranno sempre diversi, questione di territorio e popolazione, ma non così tanto diversi come quelli che riscontriamo oggi. Se poi gli autori inizieranno a poter scrivere direttamente in inglese, senza investire in onerose traduzioni, allora tante cose potrebbero cambiare. 
Il mercato sarebbe davvero globale, immenso. Ma pensiamo anche a quello che possiamo fare, di meglio, qui in Italia. 


Tu lavori con gente conosciuta, non hai intenzione di proporre qualcosa per esordienti?

Come ti dicevo, non sono solo io a prendere queste decisioni, se non per la collana che curo direttamente, Buio, naturalmente dedicata alla narrativa horror. Il primo libro pubblicato da questa collana (in inglese) è Black Tea and other tales di Samuel Marolla
Samuel è un autore di grande talento, ma non è sicuramente tra i più celebrati e affermati, almeno oggi. Questo per rispondere con i fatti alla tua domanda: pur avendo contatti diretti con tutti i maestri della narrativa horror, come prima uscita ho puntato su uno dei talenti della narrativa di genere, un emergente sul quale credo molto. Quindi, come gli altri direttori di collana, proporremo sia autori affermati che i migliori emergenti e talenti. 
Per gli esordienti la cosa è più complessa, ci vuole un grande lavoro di scouting e editing, ma davanti alla qualità nessun problema, è quella che cerchiamo, più del nome in copertina. La cosa alla lunga paga sempre. 


Ricordi come ti è nata questa passione per l’horror e per un certo tipo di arte che segui? 

Lo ricordo perfettamente, penso di averlo già raccontato in un’altra intervista (se non sbaglio) e dovrò ripetermi. L’horror mi ha conquistato più di venticinque anni fa grazie alla casuale lettura di un lungo racconto di Lovecraft, Il Caso di Charles Dexter Ward. Fui affascinato dall’atmosfera dell’opera, niente splatter e violenza gratuita, Lovecraft mi mostrò un gigantesco buco nero che il lettore poteva colmare con tutta la propria immaginazione. 
Qualcosa di terribile che diventa totalmente “tuo”; non certo qualcosa di estraneo o letterario che si vive in una tranquilla dimensione di lontananza e indifferenza. Sono poi subito passato a Poe (La Maschera della Morte Rossa) e da allora non mi sono più fermato. 
King è arrivato, anche se sembra strano, molto più avanti. 
Per quanto riguarda l’arte, in particolare le arti figurative, è una passione ancora più antica della letteratura e cultura horror. 
Si tratta di un grande amore, tutt’ora vivissimo, iniziato ammirando i colori e le linee di Ingres, un grande maestro della pittura. Si è subito affiancato, come una sorta di Virgilio di questo incredibile mondo, Paul Cézanne. Anche in questo caso non mi sono più fermato, e continuo a studiare e approfondire, mi diverto terribilmente a scrivere di arte sul mio blog. 


L’ultimo libro che hai letto - non per motivi professionali? 

Negli ultimi tempi devo leggere moltissimi testi inediti per lavoro, il tempo per letture extra è diventato davvero poco. L’ultimo libro che ho letto per pure piacere, per le mie ricerche personali, è Infinitamente Prezioso di Kiki de Montparnasse. Uno splendido diario, uno straordinario spaccato di un’epoca. Ora, tempo permettendo, dovrei iniziare a leggere un romanzo che (colpevolmente) mi manca ancora: A Sangue Freddo di Truman Capote. 


Questa è una domanda un po’ curiosa: se tu non fossi di questo periodo, a quale epoca avresti voluto appartenere

Nessun dubbio: durante gli anni venti a Parigi, per partecipare come imbucato agli allegri incontro dei surrealisti. Tempi nei quali, a differenza di oggi, la tensione creativa, la sperimentazione, le esperienze multidisciplinari dell’arte, sembravano poter cambiare il mondo, o almeno la nostra esperienza superficiale della realtà. 


L’ultima domanda, la mia solita domanda telepatica, vedi tu cosa rispondere! 

Mi spiace caro Ferruccio, non ti darò alcun contributo economico per la pubblicità che ho fatto a Mezzotints Ebook usando il tuo blog. Ma devo trattarti da amico e una news te la voglio offrire: a metà maggio uscirà per Mezzotints un romanzo inedito di Danilo Arona & Edoardo Rosati (per la mia collana Buio), con prefazione di Alan D. Altieri, ma non ti dico di più.

6 commenti:

  1. Una bellissima intervista per parlare di una nuova casa editrice che merita moltissimo!

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  2. grazie dello spazio che mi hai voluto riservare Ferruccio. a presto!

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  3. Sono davvero contenta che ci siano così tanti progetti e tanto entusiasmo intorno all'horror italiano. Mi auguro che riusciate a scovare altri autori di pari talento del bravissimo Samuel Marolla, il cui solo difetto è di non essere "a portata di mano" nelle librerie. Il digitale sarà di grande aiuto ...

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