lunedì 29 aprile 2013

Le avventure di Sinuhe: la prima autobiografia della storia

Le avventure di Sinuhe - da non confondere con il film con Edmund Anthony Cutlar Purdom e con il romanzo di Mika Waltari - , scritta da un autore ignoto, è considerata una delle più importanti opere della letteratura dell'Antico Egitto

Racconta le vicissitudini di Sinuhe, un servitore del faraone. 
L’uomo sulla strada del ritorno dopo una spedizione in Libia venuto a conoscenza della guerra civile che sta per scoppiare in Egitto per la successione al trono a causa della morte improvvisa del Faraone decide di fuggire in Siria, dove verrà accolto dal principe dei Beduini. Questi dopo avergli dato sua figlia in sposa, lo mette a capo di una delle più importanti tribù della sua terra e lo fa vivere nella ricchezza. Finché, in età avanzata, il faraone Sesostri lo invita a tornare in Egitto, per ricevere una degna sepoltura. Desideroso di rimettere piede sulla sua terra, Sinuhe lascia tutti i suoi beni ai figli e obbedisce alla richiesta del Faraone, benché tema una punizione da parte sua per essersi dato alla fuga. 
Succede invece che Sesostri lo ricopre di ogni favore e privilegio e per suo volere viene anche costruita una bellissima tomba per Sinuhe

Ora, a quanto pare gli esperti sono piuttosto scettici nel considerarla una vera e propria autobiografia reale, la ritengono più un'autobiografia fantasiosa e romanzata - almeno per per quanto riguarda la storia di Sinuhe. L’ambientazione della storia risulta invece accertata: ambientazione risalente alla morte del Faraone Ammenemat I, primo sovrano della XII dinastia egizia. 

Insomma anche in questo caso siamo riusciti a catalogare un degno primato letterario.

12 commenti:

  1. Come prima autobiografia in geroglifico non c'è male :-)

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  2. Mai sentita, questa opera è per me totalmente sconosciuta. Devo documentarmi :) Per fortuna c'è Google... e il tuo blog

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  3. Gli egizi erano molto “creativi” nel raccontare i fatti di cronaca o gli eventi storici, come la presunta vittoria trionfante di Ramses II a Qadesh dove avrebbe fatto tutto da solo, quindi sono stati anche all'avanguardia in termini di propaganda politica. XD La storia non la conoscevo, invece ho letto il libro della Waltari e ho visto anche il film, e mi sono piaciuti entrambi. :) Il libro poi mi ha convinto a provare Marco il Romano, che però mi ha annoiato a morte, tanto che poi ho desistito dal provare con Turms l'Etrusco e il resto. :/

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  4. oh mamma l'ho letto che ero piccola, i miei avevano la trilogia completa, ha scritto poi Turms l'etrusco e Marco il romano, letti tutti e tre

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  5. Ho letto sia il romanzo della Waltari che la biografia del "vero-finto" Sinuhe, ai miei occhi di adolescente (all'epoca in cui lessi il libro) era inconcepibile l'idea che un uomo lasciasse la sua famiglia per tornare in Egitto. Certo oggi comprendo che L'Egitto era il corrispondente antico della nostra New York: un luogo dove trovavi veramente il massimo di tutto, però ritenveo anche io che fosse molto fantasiosa come narrazione.
    P.s
    Concordo con chi mi ha preceduto nel dire che i romanzi scritti da Waltari sono molto noiosi.

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  6. Prima fase: ammissione di ignoranza. Non ne sapevo nulla. Non conoscevo l'esistenza di un'opera dell'antico Egitto giunta fino a noi. Affascinante.
    Seconda fase: mi sono catapultato su Wikipedia per saperne di più
    Grazie mille

    Danilo

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