lunedì 8 aprile 2013

Il primo sistema elettronico di scrittura

Uno dei grandi vantaggi che gli scrittori del giorno d’oggi possiedono sta nel potersi servire dei programma di scrittura video elettronici. 

Ormai non è più neppure necessario averli installati sul proprio hard disk per servirsene. Io per esempio in prima battuta utilizzo i servizi offerti dalla piattaforma di Google Drive

Posso fare a meno anche del mio computer, mi basta usare il mio account di google e poi posso trovarmi anche nel più sperduto Internet Café del mondo per poter lavorare ai miei progetti di scrittura. 

Sono lontani i tempi di quando scrivevo con un M19 dell’Olivetti con il doppio lettore di Floppy disk, servendomi di una copia di WordStar come base di lavoro. Poi come per la maggior parte della gente sono passato all’utilizzo di Word e forse ne sono rimasto un po’ condizionato, tanto che ora come ora faccio fatica ad adattarmi ai sofisticati software usati da certi professionisti del settore. 

Mi adatterò, ne sono certo, tanto non si può tornare indietro. 

Indietro sino ai tempi del primo sistema di scrittura: un programma ancora parziale e semi-automatico, uscito del 1964. Era l’MT/ST, un programma lanciato dalla IBM. Si trattava di una macchina per scrivere Selectric collegata a una cartuccia a nastro magnetico su cui era possibile memorizzare il testo dattiloscritto. 

In verità la gestione del testo risultava assa limitata, mancava il video a supporto e l’accoglienza del mercato non fu molto brillante, ma si trattò pur sempre del primo passo verso la gestione elettronica della scrittura. 

Insomma, magari non fu pensata appositamente per degli scrittori, ma di sicuro   si tratta di un’attrezzatura valida per inserirsi tra i miei primati letterari.

15 commenti:

  1. Alcune abitudini sono dure a morire. George R. R. Martin scrive tuttora su una vecchia macchina con WordStar, facendo regolarmente backup su floppy.

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    1. Ha colpito anche me quando l'ho letto!

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  2. Se devo essere sincera, adoro le vecchie macchine da scrivere col nastro ad inchiostro, e nonostante avessi già il mio bel pc superaccessioriato, dieci anni fa redassi la mia tesi di laurea (in triplice copia) con la vecchia Olivetti Studio44 azzurra. Non conoscevo invece il sistema WordStar.

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    1. Be' complimenti, con le macchine da scrivere sono impedito

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  3. Interessante questo post... Credo ti seguirò ;)

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  4. che bello questo post..le vecchie macchine da scrivere erano fantastiche..ne ho una in casa e funziona benissimo

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  5. bel post quando ero piccola ne avevo una, e scrivevo continuamente

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  6. A volte rifletto sull'opportunità di comprare una macchina da scrivere. In ogni caso scrivo ancora con la stilografica :)

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  7. bel post chiaro; anche io ho una macchina da scrivere ricordo che me la comprò mio padre alle superiori quando al ragioneria si faceva come materia dattilografia, bei ricordi

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