domenica 7 aprile 2013

Il futuro è nel web

Non so se è vero, se sono illusioni e se si tratta di voci campate per aria o se esiste veramente la possibilità che nel futuro molta più gente di adesso possa svolgere la propria mansione lavorativa da casa seduta davanti al proprio computer: in America - meglio specificare Stati Uniti e Canada -dove le distanze sono dieci o più volte maggiori delle nostre questa strada è molto più visibile. 

Ricerche di mercato effettuate sul luogo sono propense a dichiarare che entro il 2015 il 90 per cento dei lavori laggiù sarà svolto online. In Italia ed Europa probabilmente bisognerà aspettare qualche anno in più ma è assai probabile che anche da noi sia questa la strada che avrà più successo. 

È ovvio che lo spirito per fare questo debba essere imprenditoriale, tuttavia ciò che è proposto già adesso è sufficiente per aprire una mente creativa e ampliare gli orizzonti. 

Ormai pagando qualche decina di euro all’anno è possibile avere un sito web dal design professionale e suscitare l’invidia dei network e dei brand più conosciuti. 

È possibile pagare e accettare pagamenti con carte di credito soltanto possedendo un indirizzo di posta elettronica. 

In rete è esistente un surplus di programmi e di risorse gratuito che fino a a qualche fa costava migliaia di dollari. 

In rete potete fare videoconferenze, offrire consulenze e rilasciare interviste senza spendere il becco di un quattrino. 

La tecnologia si è evoluta e spinta a tal punto che potete gestire siti web con interfacce che anche un bambino capirebbe, senza il bisogno di ricorrere a programmatori o a esperti. 

Potete servirvi di webcam o di telefoni cellulari per fare video di alta qualità e diffonderli a milioni di utenti con un semplice click. Per non parlare di tutte le opportunità che i social network vi mettono a disposizione per farvi conoscere. 

Certo occorrono doti particolare per avere successo in un simile campo. 

Le persone più brillanti che ho avuto modo di conoscere negli ultimi anni hanno un’incredibile dimestichezza con le lingue, a questo si affianca una cultura sconfinata e una generosità fuori dalla norma. 

Non hanno paura della tecnologia e della novità, a dispetto dell’età o del sesso. 

Ma soprattutto hanno un’etica morale indubbia nel rapportarsi con le persone e questo trascende sia il mondo reale sia quello virtuale che dir si voglia.

28 commenti:

  1. Non c'è ombra di dubbio che i paesi più civili e all'avanguardia, passeranno presto al telelavoro per la maggior parte delle mansioni che si svolgono adesso negli uffici. Non ci vuole un grande imprenditore nel fare due conti e scoprire che far lavorare i propri impiegati da casa, vuol dire tagliare costi, sia per lui che per i dipendenti. Mi sa che il nostro paese sarà uno degli ultimi a convertirsi però.

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    1. Be' ma le possibilità che si aprono sono enormi, anche in termini di creatività. Negli ultimi mesi mi è accaduta una cosa incredibile che purtroppo ha bisogno ancora di qualche mese (anno) per decollare come desidero, ma è frutto dell'utilizzo della rete

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    2. E non posso che farti un grosso in bocca al lupo!

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  2. Certi lavori sarebbero già gestibili comodamente da casa, recandosi in ufficio solo una volta o due a settimana, magari per incontrare di persona un cliente, o cose del genere.
    Ci sono i mezzi per farlo e i soldi risparmiati sarebbero molti, sia per il dipendente sia per il datore di lavoro.
    Senza considerare i freelance indipendenti, che azzererebbero (o quasi) i costi per lanciarsi in un'attività del genere.

    Qui da noi sarà una realtà che prenderà piede molto, troppo lentamente rispetto al resto del mondo.
    Altrove il telelavoro è già una realtà.
    A volte non si cambiano le cose solo per pigrizia o per stupidi pregiudizi.

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  3. Si, ma andiamoci piano con questa tecnologia. Io preferirei vedere ancora dei fiori naturali, sentirne il loro profumo dal vivo, nei campi, piuttosto che vederli sbocciare in un avanzatissimo filmato tecnologico che ci porterebbe in una fantascientifica quarta dimensione, illusoria, facendoci perdere il concetto reale dello spazio-tempo ... non sono ancora pronto! :-)

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    1. Certo Jennaro i fiori li voglio ancora naturali anche io

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  4. Il mio lavoro potrei farlo tranquillamente da casa. La tecnologia c'è. Non sono sicuro però di volerlo fare.

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    1. Bisogna mediare le due cose, dal mio punto di vista.

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  5. Potenzialità interessantissime e di grande portata. Non so se qui in Italia siamo abbastanza maturi per questo tipo di futuro...

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  6. Già io lavoro da casa quindi credo che sia fattibilissimo, sicuramente più comodo per tutti!

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  7. Posso anche io confermare che lavorare da casa è molto più comodo:sia per l'azienda, che se ha tutti i dipendenti alle proprie dimore, risparmia i costi "pratici", sia il lavoratore che "recupera" il tempo di arrivo in uffico, per lavorare

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  8. Perdonami ma sono scettico sulla veridicità di queste [quoto]Ricerche di mercato effettuate sul luogo sono propense a dichiarare che entro il 2015 il 90 per cento dei lavori laggiù sarà svolto online [quoto].

    Il 90% mi pare assurdo se si affronta il tema "lavoro" nella sua totalità. Se lo si esprime solo sul campo impiegatizio allora diventa già possibile.

    Dubito fortemente che la manifattura possa essere svolta da casa. Com'è possibile costruire un'auto, un cellulare, una penna stilografica, un computer, stando tutti a casa propria e connessi al web? Com'è possibile asfaltare una strada stando tutti a casa propria connessi al web?
    Com'è possibile eseguire i trasporti stando a casa propria connessi al web?
    Com'è possibile servire i clienti nel proprio negozio stando a casa propria connessi al web?
    Com'è possibile essere chef in un ristorante stando a casa propria connessi al web?

    La maggioranza dei lavori, per questo secolo, dovrà ancora essere ancora svolto in loco. C'è poco da fare. E diciamocelo... è meglio così!
    Il giorno in cui le macchine sapranno costruirsi da sole, ai ristoranti, nei negozi, non ci sarà personale umano. Le strade saranno sistemati da macchine automatiche... quel giorno saremo tutti a casa, ma molti saranno disoccupati perché solo una minoranza avrà le competenze per mandare avanti industria, progettazione, servizi, e quant'altro.
    Oddio... magari in quell'epoca l'economia girerà in modo differente, ma attualmente è una cosa impensabile, soprattutto ponendo come data di attuazione il 2015, cioè tra due anni!

    Una domanda pungente? Ma dove l'hai trovata questa Ricerca di Mercato? Mi daresti un link? Sono curioso e vorrei approfondire.

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    1. PS.
      Io voglio essere anche agente provocatore. Credo che queste Ricerche siano poco significative perché ho la sensazione che la rete "così come la conosciamo oggi" non durerà tanto a lungo. In fondo è nata nel lontano 1960... è pressoché coetanea del progetto dello Space Shuttle!

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    2. Non c'è nulla da provocare.
      Anzi credo che lo spirito di provocazione sia partito dal mio stesso post, quindi fai bene. Il link che richiedi e di qualche mese fa, di un sito americano e purtroppo non riesco più a trovarlo
      per il resto tu stesso dai delle risposte precise, i lavori che non hanno contatto diretto con le persone già adesso potrebbero essere svolti da casa, se ci fosse un'etica diversa. A livello Manufatturiero c'è un crollo della richiesta dovuta ai costi troppo alti. Io vivo in un'area dove 10 anni fa produceva 10 volte ciò che produce adesso. è ovvio che si intende il lavoro dei paesi per così dire postindustrializzati e le nicchie di qualità saranno sempre presenti e non moriranno mai. Torno a ripetere che la provocazione è più mia con il post che tua con la risposta

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  9. Beh, il 90% mi pare eccessivo se si parla di 'lavoro' in generale, come diceva il commento qui sopra.
    Certo è che le previsioni che si fecero 20 anni fa iniziano ad avverarsi.
    C'è da dire però che anche nel campo impiegatizio c'è un 'ritorno' ai vecchi uffici, sembra infatti che 'condividere idee' stando fisicamente accanto sia più proficuo.

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    1. Non lo trovo eccessivo, la preparazione culturale si è alzata. I signorsì si fanno sempre più rari. Una certa evoluzione non si ferma. Quando gli esempi saranno lampanti, tutti vorranno seguire questa strada

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  10. ciao! appena iscritta al tuo interessantissimo blog!
    condivido con te che il futuro è nella tecnologia...ma anche nella cultura e nell'etica morale....purtroppo spesso le tre cose non si evolvono di pari passo.

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  11. Ciao, sarebbe bello se potesse davvero succedere, io personalmente trovo che lavarsi il viso ed uscire di casa per lavorare produca di più che starsene in pigiama con le cose da fare in casa e famiglia che non capisce che stai lavorando..speriamo bene in futuro

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  12. Esiste un bel progetto di telelavoro che riguarda l'uso di robot in remoto per ripulire l'orbita terrestre dalla spazzatura prodotta da sessant'anni di Era Spaziale.
    L'operatore se ne sta a terra, e controlla a distanza lo spazzino orbitale.

    Questo per dire che si potrebbe anche telelavorare in miniera - ma certo, si perderebbe il piacere antico di restare accoppati in caso di crolli in galleria.

    No, ok, scusa.
    Io tendo ad essere polemico, coi difensori delle belle cose di una volta, quando si parla di telelavoro, perché di solito chi ne parla non lo ha mai provato a telelavorare (o quando l'ha fatto, non se ne è accorto).
    Io telelavoro abbastanza regolarmente - ho svolto gran parte del mio lavoro di ricerca da casa, collaborando coi colleghi attraverso il web.
    Comunico via rete coi miei clienti e coi miei editori.
    Il fatto di essere in ciabatte non mi rende meno produttivo.
    Il fatto di vivere in un paese in cui c'è ancora chi ti dice "io ti pago per venire in ufficio" mi danneggia molto di più - perché di solito con simili mummie si finisce per non lavorare (o se ci lavori, oltre al tempo extra buttato per i trasferimenti, spesso tirano a non pagarti).

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  13. io svolgo dei lavori che possono essere portati a termine con un mix di utilizzo di realtà e mezzi tecnologici, senza internet non avrei avuto queste importanti possibilità...

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    1. Sì, dodici anni a questa parte è così pure per me

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