sabato 30 marzo 2013

Sei (sette) domande a Barbara Baraldi

L’occasione per prendere coraggio e rubarle qualche minuto del suo tempo per un’intervista me l’ha data lei stessa con uno status su facebook

Be’ è stata un’ottima scusa per contattarla, ma è probabile che avrebbe accettato lo stesso di rispondere alle mie domande. 

D’altra parte Barbara Baraldi si presenta come una persona estremamente gentile, oltre a essere una delle scrittrici di genere più conosciute e apprezzate d’Italia. 

Un’autrice con numerosi lavori realizzati alle quale chiedo subito: 

1 - Barbara a quale dei tuoi libri sei più affezionata e perché? 

I miei libri sono come figli, scaturiscono dalla parte più pura della mia anima. Per questo li amo allo stesso modo e ognuno mi ricorda un momento particolare della mia vita e della mia crescita. 
A Striges – La promessa immortale (Mondadori 2013) tengo particolarmente perché è una storia germogliata dentro di me nell’arco di tanti anni. Sono partita dalle leggende e dai racconti popolari che mi raccontava mia nonna da bambina e le ho trasfigurate mescolando la tradizione magica italiana, alla mitologia celtica e l’antica religione. Volevo narrare la storia di un amore impossibile, ma che riesce a superare le barriere del tempo. 
E se una strega si innamorasse di un Inquisitore? 
Questa è stata la domanda da cui è scaturito il romanzo. Inoltre è stato scritto in un momento molto difficile della mia vita. Parte della stesura, coincide infatti con il terremoto che ha sconvolto la mia terra lo scorso maggio. Ho finito il romanzo tra l’auto e la tenda e devo dire che scrivere mi ha aiutato molto. Riuscivo a fuggire da tutto quel dolore, dalla paura. Scrivere mi portava lontana. Ricordo in particolare la prima notte fuori casa, senza ancora una sistemazione. Ci eravamo accampati in auto e le scosse erano continue. Con la pioggia che batteva sul parabrezza, ho scritto fino alle prime luci di un’alba livida. Spero di essere riuscita a canalizzare tutte le emozioni forti di quei giorni nelle mie parole. Ma ora più che mai posso dirlo, la scrittura può salvarti, prenderti e portarti via. 


2 - Come nascono le tue storie, insomma da cosa prendi spunto? 

Prendo spunto da tutto quello che mi circonda. Dalla realtà in primo luogo, ma anche un film, una canzone o un sogno possono essere d’ispirazione. A volte persino uno sguardo. Oggi come ieri, le fiabe mi ispirano e fanno danzare la mia fantasia. E poi sono una lettrice compulsiva, e divoratrice di film e serie tv di ogni genere. 


3 - Qual è per il te il momento migliore per scrivere? 

Non ho un momento preferito. Scrivo a tutte le ore. 


4 - C’è un autore o un’autrice a cui anche inconsciamente pensi di esserti ispirata o ti ispiri? 

Sono innumerevoli. Amo visceralmente Marguerite Duras, Stephen King, Murakami, Eugenides, Fante, Bunker, Palahniuk, Poe, Izzo. Meglio se mi fermo. 


5 - Che messaggio vorresti che passasse della tua narrativa? 

Scrivo libri che mi piacerebbe leggere. Costruisco realtà alternative e cerco di illuminare il lato oscuro dell’animo umano così come dei luoghi che a volte racchiudono storie da raccontare. 
Lascio che sia il lettore a trarre eventuali riflessioni personali. 


6 - Che esperienza è stata essere coinvolta con scrittori come Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo nella realizzazione del documentario «Italian noir», prodotto dalla BBC sul thriller italiano? 

È stata un’esperienza entusiasmante e sono stata felice che all’estero il mio romanzo La bambola dagli occhi di cristallo sia stato apprezzato al punto di attirare l’attenzione della BBC, oltre che far inserire la Bologna che ho descritto tra le 10 migliori crime location secondo The Guardian, insieme alla Los Angeles di Chandler e alla Parigi di Vargas. Ero molto arrabbiata perché in quel periodo Bologna era spesso citata dalla cronaca per casi di violenza nei confronti delle donne. L’ultimo e terribile episodio in pieno giorno, davanti a una fermata del tram. E così, non sono rimasta con le mani in mano. Ho voluto parlarne, e ho creato la mia “giustiziera della notte”. È stato questo che ha colpito i giornalisti della BBC, lo scoprire che una città per loro simbolo di tortellini, trattorie e studenti universitari in cerca di divertimento serale in realtà celava un lato oscuro. 


7 - Ecco sei domande, ma ti prego di fare un piccolo sforzo e di rispondermi anche alla mia solita domanda telepatica - un must delle mie interviste. 

A risposta telepatica, ho risposto telepaticamente ☺

Chicca finale:


6 commenti:

  1. 'O sole se po' dì se mette scuorno
    mentre Barbara "trama", o scrive chissà a chi,
    jesce, po' trase, gira tuorno tuorno
    e nun sape si tramonta o adda ascì... :-)

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  2. "Scrivo libri che mi piacerebbe leggere" e già questo mi piace tantissimo!

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  3. bella intervista ... cerco anche il suo ultimo libro

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