sabato 16 marzo 2013

Essere o non essere, questo è il problema

In prima battuta pensavo di servirmi del celebre monologo tratto dell’Amleto di Shakespeare per redigere uno dei soliti primati letterari utili per il lunedì. 

Una cosa tipo: il brano più conosciuto della letteratura oppure il brano più famoso della letteratura, qualcosa di simile! Tuttavia, nonostante il mio impegno, anche facendo delle ricerche in lingua inglese non è facile trovare una risposta precisa. 

Non è assolutamente facile e banale come può sembrare e allora giriamo le carte in tavola e cerchiamo di vedere dal vostro punto di vista qual è il brano, non il più famoso, ma quello che per voi è più presente nella vostra testa. 

Magari perché quando l’avete letto la prima volta vi ha colpito in maniera particolare, o magari perché è scritto talmente bene che vi ha lasciato secchi. 

Dài avete capito ciò che intendo chiedere. Voglio, se possibile, che mi segnalate un pezzo di brano che la vostra mente ha reso immortale. Non ha importanza se si trova all'inizio, alla fine o in mezzo a un romanzo o a un racconto.

Io ne ho diversi e non devo ricorrere a Shakespeare. Ne segnalo tre, per me esempi puri di letteratura. Insomma è così che vorrei scrivere, e molte volte ci provo. 

Se siete bravi indovinate da dove arrivano. 

Un aiuto? L’autore è sempre lo stesso: 

Alcuni ci vivevano e neanche se ne accorgevano, ma lui lo sapeva che tutto era nada y pues nada y nada y pues nada. Nada nostro che sei nel nada, nada sia il tuo nome ed il tuo regno,nada la tua volontà in nada come in nada. Dacci oggi il nostro nada quotidiano e rimetti a noi i nostri nada come noi rimettiamo ai nostri nada e liberaci dal nada; pues nada. Ave o nulla pieno di nulla, che il nulla sia con te. 

Pensa al Montana. Non posso. Pensa a Madrid. Non posso. Pensa a un sorso d’acqua fresca. Ecco come sarà. Sei un bugiardo. Non sarà niente. Questo è tutto ciò che sarà. Proprio niente. Fallo allora. Fallo. Fallo ora… 

Dopo cena sarei andato a trovare Catherine Barkley. Avrei voluto che fosse qui ora. Avrei voluto essere con lei a Milano. Mi sarebbe piaciuto mangiare al Cova e poi scendere per via Manzoni nella sera calda e attraversare e girare lungo il Naviglio e andare in albergo con Catherine Barkley. Forse sarebbe venuta. Forse avrebbe finto che fossi il suo ragazzo che era stato ucciso e saremmo entrati nella porta principale e il portiere si sarebbe tolto il berretto e io mi sarei fermato al banco… <… > … Così avrebbe dovuto essere. Avrei mangiato in fretta e sarei andato a trovare Catherine Barkley.

14 commenti:

  1. Questo è il mio brano preferito, una delle rare volte che ho sentito davvero qualcosa così vicina a me a sentirlo quasi mio seppur scritto da qualcun altro :)

    Fino a che non incontrai colei per cui ho
    scritto questo libro, io immaginavo che da
    qualche parte, fuori, nella vita, come suol
    dirsi, fosse la soluzione di tutte le cose.
    Pensai, incontrandola, di stringere nelle Henry Miller – Tropico del capricorno 19
    mie mani la vita, aver messo la mano su
    qualcosa da addentare. E invece la vita mi
    sfuggì di mano, completamente. Cercavo
    qualcosa a cui aggrapparmi, e non trovai
    nulla. Ma tendendo la mano, e cercando
    di aggrapparmi, di attaccarmi, anche se
    mi sono arenato, ho trovato qualcosa che
    non avevo cercato, me stesso. Trovai che
    quanto avevo desiderato, tutta la vita,
    non era vivere - se si chiama vivere ciò
    che fanno gli altri - ma esprimermi. Capii
    di non aver mai avuto il minimo interesse
    per la vita, ma solo per ciò che faccio adesso, qualcosa che è parallelo alla vita, e
    al tempo stesso della vita e oltre la vita.
    Quel che è vero non mi interessa quasi, e
    nemmeno quel che è reale; mi interessa
    solo quel che io immagino che sia. quel Henry Miller – Tropico del capricorno 20
    che avevo represso ogni giorno dentro di
    me per vivere. Che mi tocchi morire oggi
    o domani, a me non importa e non mi ha
    mai importato; ma che nemmeno oggi,
    dopo anni di fatica, riesca a dire quel che
    penso e sento, questo mi secca, mi rode.
    Fin da bambino mi rivedo sulle piste di
    questo spettro, a non gustare nulla, a non
    desiderare nulla se non questa forza, questa capacità. Tutto il resto è una bugia -
    tutto quel che ho fatto o detto che non
    mirasse a questo. Ed è la maggior parte
    della mia vita.

    (Il tropico del capricorno, H. Miller)

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  2. Mi sono fatto aiutare da Wikiquote per non dover ricopiare a mano, lo ammetto. Questo è l'incipit del libro che mi ha fatto conoscere John Connolly, e sono le prime parole scritte da lui che ho letto.
    "Gli angeli ribelli caddero, avvolti da lingue di fuoco.
    E mentre precipitavano nel vuoto il loro tormento era quello di chi diventa cieco al'improvviso, poiché allo stesso modo in cui il buio è più terribile per coloro che hanno conosciuto la luce, l'assenza della grazia è avvertita in modo più acuto da chi un tempo ha goduto del suo calore. Gli angeli gridarono la loro sofferenza e le loro fiamme portarono per la prima volta luce nell'ombra. I più vili fra loro si rifugiarono nelle profondità e lì crearono il mondo in cui dimorare."
    John Connolly- L'Angelo delle Ossa

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  3. In qualche luogo un uomo stava camminando.
    In quella fredda mattina avrebbe potuto indossare un cappotto più pesante, ma a lui piaceva quello con il collo di pelliccia.
    Camminava con le mani in tasca lungo la barriera di protezione. Sull’altro lato della barriera le auto passavano rombando.
    Egli non voltava il capo.
    Avrebbe potuto essere in qualsivoglia altro posto, ma aveva scelto di essere lì.
    Aveva scelto di camminare in quella fredda mattina.
    Aveva scelto di non badare a niente se non a camminare.
    Le auto sfrecciavano accanto, ed egli camminava lentamente ma con regolarità.
    Non s’imbatte in nessun altro pedone.
    Per ripararsi dal vento aveva alzato il bavero, ma questo non fermava del tutto il freddo.
    Continuava a camminare, e il mattino lo mordeva e gli tirava gli abiti. Il giorno lo tenne nella sua galleria infinita, sempre a camminare, anonimo e inosservato.

    (Roger ZelaznY)
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  4. Anonimo è Gino Spaziani ;)

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  5. «Ti trovi bene dove stai?» chiesecall' improvviso Lanza
    «Bah, non e' tanto per i colleghi... E' che quando stavo in montagna avevo piu' liberta' di movimento. Mi divertivo anch'io a fare lo Sherlock Holmes dei poveri...»
    «Fumavi la pipa?»
    Oh, Gesu'!
    «No... Nel senso che qui mi sembra di timbrare il cartellino»
    «In effetti lo timbriamo»
    In effetti quedto siamo. Impiegati del Ministero, mica salvatori della patria.
    ...
    «Non devi preoccuparti dell' esame» disse poi Lanza «Non e' nulla di veramente impegnativo. Conosco delle persone in commissione, parlero' di te»
    «Cos' e', una raccomandaxione?»
    «Si»
    Cosa gli rispondi a uno cosi'?

    Biondillo, "Il giovane sbirro - L' Angelo"

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    1. Un altro libro che mi è estraneo

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    2. Giallo italiano, piace o non piace... Lui parla di una Milano molto intensa, personaggi molto ben caratterizzati, ma se non e' il genere preferito non e' certo facile conoscerlo...

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  6. Sarò breve: "Non diventiamo Geishe perché vogliamo che la nostra vita sia felice ma perché non abbiamo altra scelta", da Memorie di una Geisha, di Arthur Golden

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  7. Devo riconoscere che la mia memoria è molto limitata. Non ricordo a memoria il testo (non ricordo a memoria proprio niente!), ma il brano che ho amato di più in assoluto è la descrizione che fa Oscar Wilde in "Il ritratto di Dorian Gray". Mi sembra si trattasse del secondo capitolo...

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