domenica 24 febbraio 2013

L'importante è che se magna

Non mi piace occuparmi di politica. Farlo, in un paese come il nostro, è una vergogna. Non esiste al mondo un popolo come gli italiani subdolo nel servirsi di questo metodo - e non sentitevi offesi, non c’è il nome e il cognome di nessuno di voi. 

Ma oggi non posso sottrarmi da questo compito. La colpa deve comunque essere attribuita alle elezioni e non a me. Naturalmente, io, non mi sottraggo a questo meccanismo. Sono un pezzente come la maggior parte degli elettori che oggi andranno a mettere una croce su un povero diavolo che si sorbirà - aggiungetelo voi in un commento - per i prossimi anni le grane di un paese misero e corrotto come il nostro. 

Ho votato, non ho paura a farlo, ma non vi dico per chi. Sarebbe troppo facile trollarmi. Ma in un paese come il nostro dove oggi per un fiocco di neve sono impedito dal vedere i canali Fininvest e mi sento trasportato indietro di qualche centinaio di anni - per essere preciso al tempo in cui nella mia zona c’erano gli austriaci - non avrei paura ad ammettere di aver votato per chi mi dia in qualche modo da mangiare! 

Meglio sputtanarsi in questo modo che con gente che gestisce un sistema che pretende soldi per un canone quando non tratta tutti allo stesso modo. 

Ridete pure, anzi trollatemi, tanto io non metto suggerimenti su chi votare. Decidete voi. Siete grandi. Dico solo che un sacco di gente mi ha chiesto il voto personalmente. Un paio di politici mi hanno chiesto addirittura che postassi un articolo dedicato a loro sul mio blog. Gli ho chiesto soldi naturalmente e mi hanno riso in faccia. 

Se solo ci fosse ancora… non avrei avuto dubbi su chi votare.


14 commenti:

  1. Risposte
    1. Per la marcia vero, ahha

      In che senso? Scrivimi pure in privato c'è sempre da imparare

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  2. No, no, sono stupito dalla grinta di questo articolo, mi piace molto!

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  3. Ferru, che visione! Per un attimo ho immaginato il Maestro nella figura del Presidente del Consiglio. I concertisti, ministri, e il pubblico che batte le mani, le pecore (noi). Per ottenere una buon concerto occorre che a cominciare dal Direttore d'orchestra e poi tutti gli altri amino con tutto se stessi la musica (il Paese), per fondersi tutti assieme all'unisono e consentire la riuscita del brano. Immagina se sul palco ci fosse un cattivo maestro, o due maestri seppur bravi, oppure anche uno dei concertisti che per protesta si mette a suonare fuori tempo. Il pubblico (le pecore) non sarebbero in grado di seguirli e ne verrebbe fuori ... l'Italia di oggi :-)

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  4. Io continuo a dire a quelli che mi chiedono il voto di darmi 50 euro in cambio, ma nessuno me li da.
    I casi sono due: o 1) non è vero che esiste tutto quel voto di scambio, e in verità il tuo voto lo vogliono per amore,
    oppure 2)io conosco solo politici barboni senza il becco di un quattrino.

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  5. Io sono indeciso tra Napoleone (il primo naturalmente), Bismarck e Federico il Grande di Prussia. Appena mi decido, corro al seggio a votare! :-)

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