sabato 23 febbraio 2013

Mai letto Raymond Carver?

Se esiste sulla faccia della terra uno scrittore il cui stile di scrittura si avvicini molto a quello di Ernest Hemingway, per conto mio è  Raymond Carver

Non per le trame o per i personaggi dei racconti in sé, piuttosto, per la cura e la passione del particolare nello scrivere. 
D’altro canto, il brano che segue la dice molto sul suo modo di lavorare. 


"È difficile essere semplici. La lingua dei miei racconti è quella di cui la gente fa comunemente uso, ma al tempo stesso è una prosa che va sottoposta a un duro lavoro prima che risulti trasparente, cristallina. Questa non è una contraddizione in termini. Arrivo a sottoporre un racconto persino a quindici revisioni. A ogni revisione il racconto cambia. Ma non c'è nulla di automatico; si tratta piuttosto di un processo. Scrivere è un processo di rivelazione."

Al tempo stesso, tuttavia, questo brano, mi ricorda che prima di lui era lo stesso Hemingway a servirsi di questo metodo, visto che le biografie del nobel americano raccontano che la pagina finale di Addio alle armi sia stata riscritta trentanove volte prima che desse ad Hemingway il risultato desiderato. 

Detto questo, vi sarà facile intuire che anche verso Carver nutro una stima profondissima. Mi sono letto poche cose di lui: i racconti contenuti Vuoi star zitta per favore? e i racconti di Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

Ora qualcuno dice che il top siano i racconti contenuti nella raccolta Cattedrale, ma vorrei sentire il vostro parere. 

Intanto ho trovato un link con il racconto che dà il titolo alla raccolta: 

C’era questo cieco, un vecchio amico di mia moglie, che doveva arrivare per passare la notte da noi. Gli era appena morta la moglie. E così era andato a trovare i parenti di lei in Connecticut. Aveva chiamato mia moglie da casa loro. Avevano preso accordi. Sarebbe arrivato in treno, un viaggio di cinque ore, e mia moglie sarebbe andata a prenderlo alla stazione. Non l’aveva più visto da quando aveva lavorato per lui un’estate a Seattle, dieci anni prima… 

6 commenti:

  1. Letto eccome. Non mi sbilancio troppo nel parlare di lui, l'ho già fatto a più riprese chez moi!

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    1. Anche i suoi saggi di scrittura sono molto interessanti, utili e ben fatti. Alcuni sono apocrifi, nel senso che sono raccolte di suoi commenti, interventi e lezioni, creati a posteriori.

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  2. Il classico tipo di scrittura che ti tiene impegnato la sera fino a quando non finisci di leggere tutto il racconto. E siccome oramai il sonno ti è passato, lo rileggi ... :-)

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