giovedì 14 febbraio 2013

Hanno ammazzato Pablo

La salma di Pablo Neruda, una delle più importanti figure della letteratura latino americana contemporanea e Premio Nobel per la letteratura nel 1971, autore di Crepusculario, Canto General, Las piedras de Chile e Memorial de Isla Negra sarà riesumata per verificare l’autenticità delle dichiarazioni rilasciate del suo autista personale, Manuel Araya. 

L’uomo nel 2011 ha dichiarato che il Premio Nobel fu ucciso da una iniezione letale somministratagli da esponenti della dittatura su ordine di Pinochet e non per un cancro alla prostata come riporta il certificato di morte ufficiale. 

Araya raccontò di essere con Matilda, la terza moglie del poeta, a Isla Negra, quando ricevettero una telefonata di Neruda che li pregava di raggiungerli immediatamente a Santiago perché, a seguito di un’iniezione praticatagli alla Clinica Santa Maria, le sue condizioni erano gravemente peggiorate e si sentiva molto male. 

Quando però arrivarono alla clinica lo trovarono in un bruttissimo stato  di salute. Un medico chiese all’autista di andare nella periferia della città per comprare un farmaco e l’autista ubbidì senza immaginare che questo incarico lo avrebbe messo contro una delle tante squadre al soldo di Pinochet e condotto in una prigione del regime. 

Adesso la riesumazione del cadavere è stata disposta per il prossimo mese di marzo 2013, almeno così ha stabilito il giudice cileno Mario Carrozza, in seguito alla denuncia presentata dai vertici del Partito Comunista Cileno. Il partito che intende far luce e rivelare le vere cause di morte del poeta.

6 commenti:

  1. Non ci sarebbe quasi da stupirsi, ne hanno combinate tante, sempre protetti..

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  2. Furono soprannominati "gli anni del Condor", in cui Pinochet fece "scomparire" migliaia di oppositori. Chissà, forse "el Condor" passò anche da Neruda...

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  3. Potrebbe davvero essere andata così (anche la morte del Che Guevara è piena di ambiguità), ma a distanza di tutti questi anni penso sia difficile scoprire la verità.

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