sabato 9 febbraio 2013

Back Tea Giveaway

Per la prossima settimana, sino a sabato venturo, la vetrina della mia pagina facebook è occupata dall’evento Back Tea Giveaway, organizzato da Mezzotints in occasione della presentazione della raccolta di racconti Black Tea and other tales di Samuel Marolla, in uscita il 27 febbraio in formato ebook (epub e kindle) e in lingua inglese. 

Il Black Tea Giveaway - I Sapori del Male, mette in palio 3 copie omaggio dell'ebook. 

Per partecipare basta postare sul proprio profilo personale di facebook la cover di Black Tea and other tales e segnalare la vostra partecipazione inviando una email all'indirizzo info@mezzotints.it indicando nell'oggetto Black tea Giveaway. Si può partecipare al giveaway fino al 22 febbraio

Tra tutti i partecipanti saranno estratte (tramite il sistema random.org) tre copie omaggio dell'ebook Black Tea and other tales di Samuel Marolla. 

I vincitori saranno annunciati sulla fan page di Mezzotints Ebook il 23 febbraio, e riceveranno via email una copia di Black Tea il 27 febbraio, data di uscita ufficiale del libro. 

Oltre a questo si ricorda che i tre racconti della raccolta di Samuel Marolla, Black Tea, Crocodiles e The Janara, sono legati da un fil rouge sotterraneo; il Male nelle storie di Black Tea ha il sapore di un arcano tè, di un vino infernale e di un alchemico cocktail di latte e sangue e chi posterà una risposta sulla fan page di Mezzotints Ebook alla domanda: per te che sapore ha il Male? parteciperà a una estrazione separata. 

Tra tutti i partecipanti a questo doppio giveaway sarà estratto un vincitore (sempre tramite random.org) che sarà premiato con una copia di Black Tea and other tales di Samuel Marolla e una copia di WAR - Weapons. Androids. Robots. di Dario Tonani, l'altro ebook pubblicato a gennaio da Mezzotints Ebook

È possibile partecipare anche a entrambi i Giveaway. 

4 commenti:

  1. A me leggere Black Tea dato che e' il mio nome, fa strano... Ma come green tea, tea lipton e tutto il resto, in effetti :-)

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  2. Caro Ferru, grazie della segnalazione del nostro Giveaway! Ecco in anteprima per i tuoi lettori un estratto della versione italiana del racconto Black Tea, che non è in commercio (Black Tea è disponibile solo in lingua inglese). Si tratta proprio dell'incipit del racconto, eccolo qui:

    La principale locataria del tempo di Jean Valjean era morta, ed era stata rimpiazzata da un’altra che le somigliava a perfezione. Non so qual filosofo abbia detto: le vecchie non mancano mai.
    (I Miserabili, Victor Hugo)


    L’uomo camminava nella penombra, fra tappeti rosso scuro e pareti coperte da una tappezzeria a disegni ipnotici. L’aria era calda come brodo, non vi erano finestre nè altri accessi all’esterno. Solo una teoria interminabile di corridoi che si biforcavano, conducevano ad angoli ciechi, dove con inquietante frequenza trovavi ad attenderti specchi impolverati, scale che conducevano nel nulla, archi a volta cementati. La tappezzeria nascondeva altre porte, che conducevano a sgabuzzini, altre stanze vuote. Mensole scure contenevano oggetti antichi, coperti di polvere. Il soffitto, a liste di legno, era ammuffito. Qui nulla riceveva luce da molti, molti anni. Si guardò addosso, toccandosi i vestiti, attaccati come una seconda pelle. Indossava una divisa a gilè della Elite Manutenzioni, una maglietta bianca, pantaloni di tela blu, larghi, e scarponcini. Non ricordava il proprio nome, ma una sensazione di persistenza tamburellava nei suoi pensieri, un barlume di coscienza, insabbiato in quell’aria ferma, in quei corridoi opachi e vacui. Chi era? Dove si trovava? E perché?
    Si fermò e si cercò nelle tasche. Trovò un foglio piegato in quattro, una pagina a quadretti di blocco notes, con in alto l’intestazione di Elite Manutenzioni. Nel centro del foglio vi era una grossa scritta in stampatello, incisa a forza con un pennarello rosso:


    NON FIDARTI DELLA VECCHIA!
    VUOLE AMMAZZARTI!


    L’uomo rimase a lungo a fissare quella scritta, con un tremolio leggero nelle mani sudate. Ma che-cosa-cazzo stava succedendo, qui? Una febbre elettrica gli infiammava le tempie. Era un tecnico di qualcosa, si occupava di manutenzione straordinaria. Lui e la sua squadra erano stati inviati a fare un lavoro, ma poi, poi tutto si annebbiava, i nomi e le facce si dissolvevano in un lucore grigiastro, in un manto di sonno, di oblio. Ma che razza di posto era questo? Riprese a camminare, cercando di capire, sforzandosi di ricordare. Una casa, una grande casa vuota, disabitata, con corridoi pieni di tappeti e lampadari antichi a goccia che emanavano una luce offuscata, tenebrosa, pestifera, tappezzeria vecchia alle pareti, umida, marcescente, con disegni di ghirigori barocchi, azzurro sporco su uno sfondo crema, intarsiavano geometrie aliene, narcotiche, e nell’aria c’era questo odore di stantio, di chiuso, di malato. Corridoi su corridoi, nessuna finestra, nessuna uscita.(...)

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    1. Grazie della chicca Alessandro, un saluto enorme anche a Samuel

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