mercoledì 16 gennaio 2013

Come combattere i refusi

In mattinata mi sono giunte due segnalazioni riguardo a errori trovati nei miei post. Sono grato a chi me li ha segnalati, naturalmente. Si tratta di refusi: in un caso un carattere omesso, in un altro lo scambio della posizione di due caratteri vicini. 

Be’ non so cosa dire, la punta dell’iceberg suppongo, anche perché sono convinto che i miei post ne siano pieni e al momento, purtroppo, non ho ancora trovato un rimedio. 

Malgrado l’impegno, qualcosa mi sfugge sempre. Se nella stesura di racconti e romanzi il problema viene molto ridimensionato dal fatto che sono solito stampare le pagine che scrivo, così non è per il blog: gli articoli, una volta redatti, vendo tagliati e incollati direttamente nel form di blogger e mi porto dietro sviste e svarioni. Per fortuna gli errori ortografici risultano pochissimi e spesso sono dovuti all'uso superficiale del correttore ortografico (tempi dei verbi sopratuttto) questo fatto mi rende onore, ma per i refusi la soluzione è ancora lontano. 

Ora, ho letto da qualche parte che David Pogue, giornalista del New York Times, scrive con la tastiera meno della metà dei suoi articoli, perché usa un software di riconoscimento vocaboli e uno di riconoscimento vocale che fanno il resto del lavoro per lui. A pensarci bene sarebbe un metodo ideale per poter lavorare in modo corretto anche per il sottoscritto. Ma come al solito mi rivolgo a voi: che metodo usate per combattere i refusi?

L’immagine del CD ha un refuso nel titolo impresso:  Das Rheingold è quello corretto e ve lo faccio pure ascoltare.




10 commenti:

  1. Ho un amico che ha scritto la sua tesi di laurea con un programma di riconoscimento vocale - considerando che doveva metterci un sacco di materiale tradotto, lui si limitava a leggerlo in italiano, e il PC lo trascriveva.
    Di solito sono software che hanno una curva di apprendimento adattativa - più li adoperi, più è precisa la trascrizione.
    Comunque resta necessario rileggere, e sistemare soprattutto la punteggiatura.

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  2. Ooops, dimenticavo - io non combatto i refusi.
    I miei testi ne sono pieni, ed ho molti lettori che per questo mi disprezzano.

    (per l'inglese, invece, uso Google Traduttore: ci infilo il testo in inglese, e lo faccio ritradurre in italiano.
    Non mi interessano consecutio o forma, mi intyeressa solo che traduca correttamente tutti i vocaboli.
    Se c'è un refuso, il motore di traduzione si inceppa, ed io lo vedo subito.
    Funziona MOLTO meglio di uno spell-checker.)

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  3. Sto attento, rileggo il file, lo impagino nel blog e lo rileggo in anteprima.

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  4. I refusi scappano a tutti, soprattutto a chi scrive molto. Sfuggono anche quando un testo è stato letto e riletto mille volte, da più persone, proprio perché l'occhio registra nella memoria la parola intera e l'errore non si vede più. Poi ci sono i troll, che non scrivono se non i commenti sotto i post altrui per segnalare ogni pelo nell'uovo. Mia nonna diceva sempre: "Chi 'un fa, 'un falla" (Chi non fa, chi non agisce, nemmeno sbaglia).

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  5. ma dai! ora tra un po', ci dimentichiamo anche come si scrive, non mi piace questa cosa del riconoscimento vocale per dettare...
    Con la tastiera, è vero, gli errori capitano di più, ma molti blog hanno lo strumento di correzione, come anche i documenti Microsoft, ciò nonostante, qualche errore o refuso, o che dir si voglia capita a tutti...incluso nei titoli (tipo me) :-)

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    1. Invece, credo sia il futuro... purtroppo:-)

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