mercoledì 29 febbraio 2012

Il meglio di febbraio 2012

Il mese di febbraio è stato in assoluto quello che ha portato al blog il maggior numero di visite di sempre.

Ci sono stati più di ventimila contatti e non ho inserito le statistiche di oggi, 29 febbraio perché l’anno prossimo non ci sarà.  
Dunque risultati che mi soddisfano in larga parte.

Un merito di queste visite va sicuramente al concorso che ho indetto nelle ultime settimane.

I racconti giunti sono per il momento venticinque e vi giuro che sono ampiamente soddisfatto, anche perché alla scadenza mancano alcuni giorni. Vi ricordo che nella prima edizione erano stati soltanto una decina e questa volta non ho utilizzato forum e siti specialistici per la promozione, i risultati sono dovuti soltanto al passaparola di amici. Non male e ne approfitto per ringraziarli ulteriormente.

Ottimi anche i risultati delle due interviste proposte, ma dovevo aspettarlo Davide Mana e Giusy De Nicolo sono della garanzie e questo mi fa ben sperare per quanto riguarda il futuro, visto che sto sondando il terreno riguardo alla possibilità di intervistare un autore di grido, oltre ad altri personaggi emergenti
Vedremo.

Sono piaciuti anche i post sui consigli di scrittura e su come leggere determinati autori e trovo difficile citare il peggio.

Forse il peggio sono io, specialmente se fingo di portare gli occhiali, ahahh.

martedì 28 febbraio 2012

La pubblicità è l’anima…

Ma rompe parecchio e il più delle volte gli spot sono fuori luogo. Fuori luogo come nel caso di ieri sera. Si dirà, cose che succedono, dovestri saperlo: vero ma mi hanno fatto infuriare. 


Stavo guardando il film di Ridley Scott Il gladiatore - a proposito, ho messo come tag dell’articolo libri, film e colonne sonore, ma non so chi ha scritto il libro. 


A dire il vero non so neppure se esiste un libro da cui è stato tratto il film, in caso positivo segnalatelo.

Tornando al film di ieri sera; lo stavo guardando trasmesso su un canale privato. È stupido, lo so, perché possiedo il DVD con il film, e lì non ci sono interruzioni. Tuttavia la pigrizia ti porta a fare delle scelte sbagliate.

Ora non è che mi sono guastato la notte, Il film lo so a memoria, però… la colonna sonora non deve essere interrotta, specialmente sul più bello e quando ce l’hai nella testa.

Insomma era arrivato al punto in cui Massimo Decimo Meridio si trova sul tetto della casa di Proximo e parla con Juba.
Probabile che abbiate presente il dialogo:

“Li incontrerai, ma non ancora” dice Iuba
“Non ancora” ribatte Massimo, “… non ancora” ripete.

Ecco a questo punto parte questa musica di Zimmer:


dal mio punto di vista uno dei pezzi migliori dell’intera colonna sonora.
Nel film, intanto, c’è un breve salto temporale e le sequenze portano i gladiatori a Roma. Stavo già pensando al suono degli archi dell’orchestra e porca miseria non salta dentro la pubblicità.

Ho proprio pensato che bastardi…

lunedì 27 febbraio 2012

Un po’ di primati letterari anche oggi

Il caldo anomalo che ha caratterizzato il mio week end non ha aiutato molto la mia creatività - già povera di suo. Dirò di più ho trascorso pure la notte tra sabato e domenica in bianco a causa del forte vento che si è divertito a spazzare il fondovalle. Sembrava di essere dentro un frullatore: whuuuu.

Ora mi auguro che questi dettagli vi aiutino comprendere il motivo per cui oggi non ci sia nulla di originale nei primati che posto. Per facilitarmi il compito sono andato a riprendere un po’ di quelli che avevo da parte e ancora non avevo catalogato. Qualcuno magari vi è sfuggito.

C’è un po’ di tutto da primati bizzarri a elenchi di premi internazionali. Naturalmente la faccenda non è finita e torno a riformulare la richiesta fatta a suo tempo: se avete qualcosa da suggerire non abbiate timore a farlo.

domenica 26 febbraio 2012

Wow: Giusy de Nicolo

Giusy De Nicolo è una delle più promettenti penne della letteratura nostrana. Il suo particolare Porcaccia un Vampiro, con lo stile fresco e travolgente che lo caratterizza, è stata senza ombra di dubbio una delle più sorprendenti e stimolanti letture di questi primi mesi del 2012

In questi giorni è uscito pure il suo nuovo romanzo Apocalypse Kebab, benché firmato con lo pseudonimo di J. Tangerine - romanzo che non mi lascerò sfuggire.

Ora, visto che Giusy è pure una bellissima e affascinante donna, il sottoscritto non poteva perdere l’occasione per invitarla sul blog e porle qualche domanda.

Prima delle domande accetta questi fiori, Giusy: 
@}-,-'-,-'-  @}-,-'-,-'- @}-,-'-,-'- 
spero ti piacciano, come a me è piaciuto il tuo romanzo Porcaccia un vampiro.

Grazie, Ferruccio! Mai fatto un'intervista con incipit floreale. Sei gentilissimo.


Hai voglia di raccontarmi la genesi di Porcaccia un vampiro… il motivo cioè che ti ha spinto a scriverlo?

Il motivo è il più banale: avevo questa storia in testa, questi due personaggi, Andrea e Ludovico, che mi hanno urlato nelle orecchie “Scrivimi!!! Scrivimi!!!” finché non li ho accontentati per riguadagnare un po' di pace. I personaggi sanno essere degli stracciapalle terrificanti, quando vogliono. E poi, infilare un vampiro nel mondo dei fuorisede dell'Università di Bari mi è sembrato al tempo stesso la cosa più ovvia e più surreale. Prendere i cliché dell'immaginario e friggerli con una robusta panatura di assurdo ha per me un fascino irresistibile.


Al di là dello stile di scrittura che ho trovato, come già scritto nella premessa, fresco e immediato, il romanzo mi è sembrato piuttosto stano e ambiguo, con un humus molto forte. Dico bene?

Dici benissimo. Sotto la superficie divertente, dietro le risate, in Porcaccia si agita una realtà fosca e invischiante. In particolare, con l'incupirsi della vicenda, il romanzo allarga lo sguardo su alcuni aspetti di Andrea, uno studente qualunque, che lui cerca disperatamente di nascondere, soprattutto a se stesso. Andrea usa un'ironia ferocissima come strumento di sopravvivenza. In fondo, basta guardarsi intorno per capire che dietro il sorriso del vicino di casa si celano chissà quanti segreti e disastri. In più, Bari non è la città di Lino Banfi e delle orecchiette con le cime di rapa, o non solo. Soprattutto negli anni '90, in cui il libro è virtualmente ambientato, era un centro pericoloso, coinvolto in una guerra di mafia sanguinosa.


Hai messo tutto quello che volevi nel romanzo o ti sei accorta di aver dimenticato qualcosa?

C'è tutto quello che volevo. Ho lasciato volutamente delle questioni aperte e dei nodi irrisolti, perché il finale che tutto spiega e risolve mi sa di finto e irrealistico. Un giorno potrei anche decidere di rimetterci mano, chissà.


Durante la lettura mi ha stupito questa tua capacità di immedesimarti in un uomo, io per esempio scrivo sempre scegliendo un punto di vista maschile, mi sarebbe impossibile scrivere immedesimandomi in una donna: hai faticato a farlo?

No, è stato semplicissimo, mi è bastato far parlare Andrea senza imporgli niente. In effetti, Alexandra di “Apocalypse kebab” è la mia prima protagonista femminile. La verità è che quella parte di me che gioca con le storie è un uomo. Lo so che suona da schizofrenici, ma è così. Il mio io-scrittore è maschio.


Come hai scelto il titolo?

Non l'ho scelto. Con l'editrice ne abbiamo discusso per settimane attraverso un carteggio sempre più fitto, finché lei non mi ha dato la metaforica padellata in testa e mi ha imposto questo. All'inizio non mi piaceva, ora lo adoro. Credo sia una variante della Sindrome di Stoccolma.


Uno scrittore cerca sempre di essere personale, ma qualche influenza probabilmente esiste a monte. Tu pensi di essere vittima di qualche infatuazione letteraria in particolare?

Ne ho talmente tante! Se proprio devo scegliere, direi Lansdale per la capacità di coniugare nella stessa scena umorismo e terrore, e Martin, con i suoi personaggi a tutto tondo, impossibili da etichettare come buoni e cattivi.


Sei soddisfatta dei risultati ottenuti del romanzo?

Sì, credo che funzioni, e la risposta dei lettori è stata positiva. Come primo romanzo, non posso davvero lamentarmi.


Prossimi progetti?

Sono molto in ansia per il secondo romanzo appena pubblicato. Vediamo come si comporterà. Intanto, devo concludere Sweet Dreams, una sorta di feuilleton vampirico-fumettoso che ho pubblicato sul mio blog, e che ho interrotto a tre capitoli dalla fine. Ogni tanto i lettori mi inviano mail di garbata minaccia. Però hanno ragione. Certe cose non si fanno. Al posto loro mi aspetterei sotto casa armata di roncola.


Andando sulla letteratura in generale, quali sono i tuoi gusti letterari?

Sono abbastanza onnivora, e faccio a pugni coi generi. Diciamo che ho dei santini letterari, che vanno da Kafka a Moore, passando per King, Verga , Vargas e Dazieri.


E in senso più vasto, invadiamo la sfera personale: ogni tanto in Moon Base parli di arti marziali, o sbaglio?

Sì, sono una praticante di taijiquan, più entusiasta che capace, in realtà. Apprezzo molto anche il kendo e lo iaido.


Fumi?

Che cosa? La domanda è generica.


Bevi?

Più di Gandhi ma meno di Poe.


Questa te le faccio telepaticamente…

Be’, no, secondo me negli spaghetti ai frutti di mare qualche pomodorino ci sta bene.


Bene Giusy non ti chiedo altro, tratta bene i fiori e in bocca al lupo con i tuoi romanzi.

Li tratterò benissimo! E grazie mille, Ferruccio. Mi sono divertita.

sabato 25 febbraio 2012

A metà del cammin…

Questo post lo inserisco soltanto per ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno proposto sui loro siti o blog il mio concorso Dedica un racconto al tuo autore preferito due. Mi sembra il minino. Al momento sono sono arrivati sedici racconti, quasi il doppio della prima edizione e confido ancora nella settimana che rimane a disposizione per aumentare il numero dei partecipanti.

Intanto, più o meno a metà strada, mi sembra doveroso linkare tutti coloro che si sono sforzati di segnalare con un articolo il concorso.

Spero di non dimenticare nessuno. In ogni caso se ne parlate non dovete fare altro che segnalarlo in un commento sotto il post e vi inserirò appena possibile nella lista che segue. Intanto grazie a tutti. 

Vi ricordo che a giorni posterò anche un articolo con gli sponsor e i libri in palio come premi.

Temistocle Gravina e il suo blog: Il Garage di Demetrio
Marco Bango Siena e il suo sito: Prima di svanire
Gian de Steja e il suo blog: Dio disse Kung
Paolo Ungheri e il suo Blog: Vite di Carta
Domenico Attianese e il blog: Helldoom's Reign
Francesca di Gregorio e il blog: Parole per aria
Nicola Parisi e il suo blog: Nocturnia
Lucrezia Polito ed il suo blog: Simmons Cottage
Ariano Geta e il suo blog: Ariano Geta
Michela Zangarelli e il suo blog: Libri da leggere
Chiara Prezzavento e il suo blog: Senza errori di stumpa
Gennaro Langella e il suo sito: Blogantropo
Donata Ginevra e il suo blog: Pensiero spensierato
Emanuele Secco e il suo blog: Emanuele Secco's blog
Claudia Garage e il suo blog: Un garage pieno di libri 

venerdì 24 febbraio 2012

Mai letto Ken Follett?

Di Ken Follett ho letto soltanto La cruna dell’ago, molti anni fa, e vi giuro che lo trovai assolutamente irresistibile allora. 

È probabile che, per qualche settimana, mi misi pure a scrivere qualcosa sulla falsariga di quel romanzo. Cose di guerra e spionaggio, ovvio, con i tedeschi cattivi e le donne belle ed eroiche come piacciono a me. 

Tuttavia, da allora, non ho più letto nulla del bestsellerista e ex giornalista Gallese e dunque la conoscenza che possiedo della sua narrativa si ferma lì.

In tutta sincerità, nonostante i ricordi legati a quel romanzo, non lo considero neppure uno scrittore adatto a farci una malattia. Non faccio di certo parte della schiera di patiti che aspettano davanti alle librerie l’uscita dei suoi lavori destinati a diventare best seller neanche fosse manna che cade dal cielo. Per me c’è di meglio.

Diciamoci la verità, se oggi ne parlo, è perché mi sono visto in televisione, seppur distrattamente, qualche mese fa il film tratto dalla sua opera I pilasti della terra. La versione televisiva mi è parsa scialba e presentata in modo che stupisse per certi effetti e la scelta del cast non deve neppure aver aiutato troppo la resa effettiva, a occhio deve essere distante mille miglia dalla versione letteraria, ma sono supposizioni che lasciano il tempo che trovano. Non è detto che sia così.

Magari ci sono in giro dei racconti spettacolari, oppure esiste qualche romanzo che assolutamente non può non essere letto

Ma io non lo so, per questo lo chiedo a voi.

giovedì 23 febbraio 2012

Sei ossessioni scrittorie

Non potevo sottrarmi. Lo hanno fatto un sacco di gente e appena ho letto i loro post ho pensato anch’io di fare la stessa cosa. 

Cosa?

Be’ le ossessioni che caratterizzano la narrativa che si scrive. I temi ricorrenti o gli elementi che obbligano a scrivere un certo tipo di storie. 

Il perché sono sei non lo so, ma ho anche io le mie:

Serpenti velenosi.
Sono una mia ossessione da quando sono ragazzino. Non ne conosco il vero motivo: ci sia qualche natura inconscia? Boh, non è importante. Però spesso mi suggeriscono qualche spunto e in uno dei miei romanzi sono i protagonisti principali. Vorrei realizzare e credo lo realizzerò un libro scheda che ne illustri le caratteristiche, perché non esiste… ma non basta

La musica.
In ogni mio racconto, in ogni mio romanzo c’è una colonna sonora. C’è un brano che percorre la storia. A volte lo cito, a volte lo tengo per me, ma la musica è imprescindibile. Che sia Wagner o che siano gli Abba. Che siano i Doors o che siano i Rem, la musica è li.

Gli indiani d’america.
Altra ossessione che mi accompagna da sempre. Forse sarei dovuto nascere pellirossa. Mi vedo spesso in un tepe con una ragazza indiana. E nelle mie storie sono lì, istorici ed epici con la loro aura magica e fantastica.

Le donne.
Sono vere. Nella finzione narrativa si comportano in un altro modo ma esistono tutte. Magari non tutte con la stessa importanza. Sono le donne che incontro, le donne che frequento. Alcune mi hanno fatto soffrire e alcune hanno sofferto. Tutte meritano rispetto ed è per quello che le immortalo nelle mie storie, anche se non tutte sanno di esserci.

I luoghi che visito.
Quando vado in vacanza o visito una città automaticamente scatta in me qualcosa che mi porta a descrivere quel luogo o a inventarci sopra una storia. È più forte di me. Non parlerò mai di Stoccolma se non ci sono stato. Ma Piazza dell’Esquilino a Roma o la Puerta del Sol di Madrid non scappano.

Il mio punto di vista ed Hemingway.
Come Hell, anch’io ho soltanto il punto di vista maschile nelle mie storie. Che sia in prima o in seconda o terza persona. Non potrei mai scrivere una storia immedesimandomi in una donna. Troppo belle e troppo complesse per copiarle. Forse anche Hemingway era così, ma lui era un maestro e mi ossessiona in tutto.

mercoledì 22 febbraio 2012

Consigli letterari di Brian Garfield

Avete presente Il giustiziere della notte? È un film del 1974 interpretato da uno strepitoso Charles Bronson

Si tratta di uno di qui film che mi viene voglia di vedere tutte le volte che lo trasmettono, sebbene adesso è un bel po’ di tempo che non ne sento parlare.

Forse non ne avrei accennato neppure io oggi, se per caso non mi fossero capitate sottomano queste dieci regole per creare suspense realizzate da Brian Garfield.

E chi è Brain Garfield?
Be’ e l’autore del romanzo da cui è stato tratto il film.
Ora il libro non l’ho mai letto, ma il film ripeto, mi era piaciuto e continua a piacermi molto, quindi dubito che queste dieci regole non possano in qualche modo servire.

Servono principalmente per creare suspense, la cui funzione è quella di scatenare delle reazioni emotive ne lettore. Emozioni di qualsiasi genere: tensione, attesa, paura o quant'altro.

Be’ sono facilmente adattabili alle esigenze di qualsiasi romanzo, per conto mio.

Cominciate con l'azione; spiegherete in un secondo momento

Rendete le cose difficili per il vostro protagonista

Pianificate in anticipo; sarete ripagati più tardi

Date l'iniziativa al protagonista

Date al protagonista una motivazione personale

Date al protagonista uno stretto limite di tempo, e quindi accorciatelo.

Scegliete il vostro personaggio in base alle vostre capacità.

Conoscete la destinazione prima di partire.

Non correte dove gli angeli hanno paura a camminare., nuovi talenti.

Non scrivere nulla che non vorresti leggere.

martedì 21 febbraio 2012

Pagina 69

Nel mondo della letteratura le stranezze non si trovano solamente nei personaggi o nelle trame dei romanzi. Basta annotarsi tutte le correnti creative che si susseguono per rendersi conto dell’inventiva che corre nella mente degli scrittori. Insomma ne inventano una tutti i giorni.

Ci sono però anche dei teorici che si divertono in chiave più o meno ironica a elaborare giochi atti a verificare la validità di un buon libro.

Uno di questo giochini è quello che si chiama quello di pagina sessantanove (nulla di Kamasutrico, eh). Pare sia stato inventato da Ford Maddox Ford, generoso scrittore inglese vissuto a cavallo tra la fin de siecle ottocentesca e la stagione modernista.

In poche parole, secondo le modalità di questo gioco, è possibile verificare la qualità e validità di un libro - non solo romanzo - correndo subito a leggere la pagina sessantanove. Difatti, l’incipit è poco affidabile visto che di solito nelle pagine iniziali si concentrano tutte le capacità dell'autore. Non bisogna neppure leggere più avanti per non guastarci la sorpresa dell'intreccio.

In effetti, la pagina sessantanove, dal suo punto di vista, si trova nella posizione ideale per verificare esattamente cosa scrive l'autore nel momento più difficile, quello ormai il racconto è delineato e ha intrapreso il suo viaggio narrativo.

Ecco ora qualcuno sostiene che questo gioco letterario sia stato elaborato anche in chiave sociologica da Marshall McLuhan nella sua opera La sposa meccanica.

Non so se sia vero. Ho cercato qualcosa in rete, ma non ho trovato risposte. In ogni caso provate a verificarlo con qualche libro.

Magari funziona.

lunedì 20 febbraio 2012

Il vincitore del Nobel per la Letteratura 2011

Sarò banale, ma non posso continuare a fingere che non esiste. Dopotutto, correggetemi se sbaglio, il Nobel è il premio più importante del mondo e quello per la Letteratura non si sottrae a questo primato. 

Quindi mi sembra doveroso segnalarlo, benché, suppongo ci sia ben poca gente che non ne sia al corrente.

Dunque l’anno scorso, nel 2011, il Nobel per la letteratura è andato a Tomas Transtromer, 80 anni, poeta svedese di ottanta anni.

Con una produzione poetica che si colloca tra modernismo, espressionismo e surrealismo, l’Accademia gli ha assegnato il premio con queste motivazioni:

”attraverso le sue immagini dense, limpide, offre un nuovo accesso alla realtà”.

Transtromer, laureato in Psicologia all’Università di Stoccolma nel 1956, ha lavorato per diversi anni all’Istituto Psicotecnologico dell’Università dapprima e in un istituto di detenzione minorile a Roxtuna in un secondo tempo.

Ha debuttato nel mondo della poesia a 23 anni con la raccolta 17 Dikter (1954), che include poesie in versi sciolti e composizioni molto giovanili.

Le sue opere, per la maggior parte scritte con il verso libero, sono ispirate a viaggi nel mondo, a esperienze personali e metafisiche. Ormai sono state tradotte in più di cinquanta lingue, tra cui olandese, finnico, ungherese e inglese.

Nel 1990 è stato colpito da un ictus che ha compromesso la sua capacità di parlare, tuttavia il poeta non ha rinunciato a scrivere.

Quasi sconosciuto in Italia, Transtromer è stato pubblicato dall’editore Crocetti nel 1996 in un’antologia dedicata alla poesia svedese contemporanea e con la medesima casa editrice è uscito nel 2008 il volume Poesia dal silenzio.

domenica 19 febbraio 2012

Posta la dedica al tuo autore preferito - due

Se avete difficoltà a commentare potete inviare tutto quello che serve per il concorso al seguente indirizzo email:

 ferrugianola@hotmail.com 

altrimenti,con un semplice commento a questo post sarà possibile, sino alla mezzanotte di domenica 4 marzo 2012, inserire il vostro racconto partecipante al concorso letterario Dedica un racconto al tuo autore preferito due. Le regole per poter partecipare le trovate scritte nel bando.

Vi prego di inserire il vostro racconto rispettando le modalità che seguono, lo stesso vale naturalmente anche per chi invia per Email:

Titolo del racconto (nome e cognome autore scelto).
Racconto
Nome cognome dell’autore (voi in questo caso) con l’aggiunta, se lo desiderate del vostro nick e di un link di collegamento al vostro sito.

Non si può scrivere un racconto con lo stesso autore. Il primo che posta annulla i successivi.

Usate questo post soltanto per i racconti, per ulteriori chiarimenti sul concorso potete ricorrere con commenti nel post relativo al bando.

In aggiunta al post verranno inseriti i nominativi dei partecipanti man mano che commentano o inviano per posta.

Che la festa abbia inizio.


1 - Luigi Pirandello di Romina Tamerici
2 - Dante Alighieri di Donata Ginevra
3 - Giovanni Verga di Melinda
4 - Edward Bunker di Claudia Garage  
5 - Neil Gaiman di Domenico Attianese
6 - Tommaso Landolfi di Alessandro Forlani
7 - Totò di Gennaro Langella
8 - Milan Kundera di Ariano Geta
9 - Bram Stoker di Arcamallon
10 - Ugo Foscolo di Mathias Ricci
11 - Italo Calvino di Gian DeSteja
12 - Charles Dickens di Marco Bango Siena
13 - Stephen King di Francesca di Gregorio
14 - Gianni Biondillo di Tea Provini
15 - Virginia Woolf di Lucrezia Polito
16 - Isaac Asimov di Temistocle Gravina
17 - AA.VV di Frank Spada
18 - Anne Rice di Nicola Parisi
19 - Julio Cortazàr di Antonio Anastasia
20 - Jorge Luis Borges di Flavio D'ippolito
21- Lois Lovry di Paolo Ungheri
22 - Raymond Carver di Furio Ombri 
23 - Stefano Benni di Rossana Rotolo
24 - Joseph Conrad di Chiara Prezzavento
25 - Ken Follett di Massimo Bencivenga
26 - Philip K. Dick di Matteo Sorrenti
27 - Paulo Coelho di Carlo Scaini
28 - Charles Bukowski di Emanuele Secco
29 - Ernest Hemingway di Michela Zangarelli
30 - Alexandre Dumas di Davide Guerrieri
31 - Fritz Leiber di Salomon Xeno

sabato 18 febbraio 2012

Dedica un racconto al tuo autore preferito due: il bando

Rieccomi per la seconda volta con il bando del concorsino: “Dedica un racconto al tuo autore preferito due”. Dovreste sapere come funziona ma cercherò di spiegare il progetto in pochi punti:

Bisogna scrivere un racconto di qualsiasi genere: horror, fantascienza, satira… una storia d’amore, ciò che vi viene meglio insomma. Scrivetelo con lo stile e con la forma che più vi aggrada. Non ci sono problemi, ma tenete presente questi dettagli:

1 - Il titolo del racconto deve essere il cognome e il nome dell’autore scelto.
2 – Il racconto non deve superare i 600 caratteri spazi inclusi.
3 – All’interno del racconto deve essere presente il cognome dell’autore che dà il titolo alla storia. Es: Prima di spararle in faccia le disse: "Era comunque ovvio che prima o poi sarebbe finita!" (Eco Umberto)
4 – Le lettere che compongono il cognome dell’autore devono essere evidenziate in qualche modo per ovvi motivi.
5 – Le lettere che identificano l’autore devono essere in testa al termine, ma non devono per forza essere parole contigue.
Es: Si alzò velocemente e prima di mezzogiorno si recò in aereoporto. Acquistò al volo un biglietto in classe economica e attraversò l'oceano sino ad Ottawa: era lì che avrebbe incontrato l'aliena contattata su facebook. (Svevo Italo)

Tempi:
Domani mattina metterò un post, nei commenti del quale, potete copiare il vostro racconto rispettando queste caratteristiche:
Titolo del racconto
Racconto
Nome cognome autore (voi)
Il post rimarrà a disposizione sino alla mezzanotte di domenica 4 marzo.
Due giorni dopo, il 6 marzo sarà postato un elenco con tutti i racconti in gara e sarà possibile votare 1 di questi sino alla mezzanotte di sabato 24 marzo 2012.
Domenica 25 marzo 2012 sarà pubblicata la classifica finale.

Premi e criteri di votazione in un post apposito nei prossimi giorni.
Condividete e segnalate, se potete:-)

venerdì 17 febbraio 2012

Il Pub di Pub

Questa frase Il Pub di Pub è un gioco di parole e il secondo Pub sta per ePub è il manifesto del nuovo blog collettivo aperto da Raffaele Serafini (alias gelostellato), supportato da altri Pubber (i lettori di ebook - come li definisce lui - ovvero libri e racconti in formato elettronico), tra i quali Michela Zangarelli, Fithz Hood, Gianluca Santini e Gian de Steja.

Un Pub on line dove non è la birra a essere spillata, ma bensì i libri e i racconti catalogati in formato elettronico - elenco che ha già raggiunto un numero ragguardevole di titoli: titoli che variano da antologie di scrittori esordienti a volumi digitali di autori famosi.

Bene, questa è forse la notizia migliore che potesse capitare ai lettori incalliti, specialmente per coloro che amano gli eBook e le nuove tecnologie per la lettura digitale, visto che a questo punto per cercare un libro non cartaceo, non occorrerà più smazzarsi terribili ricerche in rete.

Il Pub di Pub vi permette semplicemente di curiosare, oppure di scaricare degli ebook gratuiti. O magari, se lo desiderate vi dà la possibilità di comprare il libro di quel vostro amico scrittore per fargli capire che credete nel suo talento e lo apprezzate.
O meglio, se avete già letto un particolare eBook, vi è tanto piaciuto e ne volete parlare da qualche parte, questo è il posto che fa per voi.

Insomma non esitate a sedervi al banco.

giovedì 16 febbraio 2012

Scrittura romantica

L’altro giorno, per motivi di lavoro, mi è arrivata una deliziosa lettera, da uno scrittore siciliano, scritta a mano. Non lo so, ha qualcosa di romantico quella lettera e ho subito pensato a un post scritto un anno e mezzo fa - Gesù come vola il tempo - dove confessavo che la scrittura manuale nel mio caso era ormai andata a farsi friggere. 

Scrivevo - ma lo potete leggere nel post citato - che la tastiera del computer mi stava letteralmente rovinando e temevo il giorno in cui avrei dovuto firmare facendo una ics con il mio sangue.

Il post aveva ricevuto un buon esito, inoltre era servito a me per fare una verifica e un’analisi personale.

I commenti mi avevano convinto a darmi da fare per non perdere del tutto la capacità di scrittura manuale e da allora, quando posso torno, a servirmene.

Ho iniziato a farlo una sera in un albergo a Roma, guarda caso in un momento in cui ero senza portatile. Gli alberghi si prestano molto bene a questo aspetto: la penna e il blog notes che trovate spesso nella camere sono l’ideale per vincere qualche momento di defaillance solitaria. Dirò di più. Ho scoperto, che scrivere manualmente, cercando di curare al meglio la calligrafia può essere associabile quasi a una disciplina zen, e ora, un paio di volte alla settimana, mi diverto a scrivere a mano per recuperare la classe perduta.

Adesso, magari, non avrò mai il coraggio inviare un documento di lavoro o un racconto scritto completamente a mano come ha fatto il caro collega siciliano, ma vi giuro che in certi momenti, un lapis e una gomma che tracciano segni sopra un foglio a righe sono ancora deliziosi, vi lasciano addosso un sensazione davvero piacevole.

Non è così?

mercoledì 15 febbraio 2012

Reload: dedica un racconto al tuo autore preferito

Sono indeciso. In realtà sarebbe una cosa da nulla. Insomma sarebbe una di quelle cose da fare senza pensarci due volte, e considerando il fatto che il termine di consegna dei racconti per il concorso di Alessandro Girola: Racconti Scelti della Pandemia Gialla scade il 31 marzo 2012, l’ipotesi di reloaddare la seconda edizione della Dedica un racconto al tuo autore preferito si fa sempre più pressante, anche perché c’è il tempo per non inflazionare, però ho ancora qualche dubbio.

In teoria potrei lanciare il bando domenica e dare tempo tre settimane per scrivere i raccontini, ma vorrei ricevere dei feedback prima di buttarmi o vedere magari se conviene aspettare tempi migliori.

Intanto vi aggiungo i primi tre racconti classificati della prima edizione del 2010 così vi fate un’idea di quello che dovete fare, nel caso decideste di partecipare, sempre che lanci il bando.

1 - Michela delli Ralli: Alejandro Jodorowsky
Di giorno Jerry ormai dormiva, oppure rubava orrido whisky scadente "K-You" da sotto il lavello; sua nonna a volte gli gridava contro, ma per lo più piangeva, o se ne andava da altre arpie come lei a fare strani rituali.
Così il giorno che dalla bottiglia di K-You uscì un genio, Jerry era già bello cotto e gli sembrò quasi normale.
-Uoglio un graaan... (hic) MUCCHIO D'ORO!- biascicò, e l'ultima cosa che vide fu un'enorme massa di monete che gli si rovesciava sopra seppellendolo.
Più tardi la vecchia organizzò un baccanale geriatrico di ringraziamento: certi dei hanno il senso dell'umorismo.

2 – Ariano Geta: Jorge Louis Borge
Un brivido oscuro raggelò Garcìa e si propagò sulle tribune.
I tifosi del River Plate gremivano lo stadio invocando il gol risolutore che sbloccasse lo snervante 0-0 imposto dal Quilmes, in campo con un portiere, tre terzini, sei macellai, e un invisibile santo protettore che aveva eretto un muro davanti alla loro rete.
Invece Garcìa, pazzo per il River sin da bambino, aveva appena fallito un calcio di rigore.
Era il 92°, ormai sarebbe finita col pareggio e lo scudetto volava sulle maglie dell’odiato Boca Juniors.
Si sentiva perduto. Ma quando capì che la vita lo stava lasciando, sorrise. La morte per crepacuore avrebbe eternato il suo immenso amore per il club, salvandolo dalla vergogna.

3 – Daniele Imperi: Len Deighton
Berlino era nel caos. L'omicidio del cancelliere Ortrud Keller aveva lasciato la città e il paese in un'amara costernazione.
Le guardie del corpo Brandt e Jäger stavano indagando. Dopotutto erano in gioco. “Hanno trovato Ortrud nuda” esordì Brandt. “Non aveva più con sé la cartella con la proposta di legge sugli armamenti nucleari”.
“Lo so” disse Jäger.
“Come fai a saperlo?” chiese sorpreso l'altro. Poi il suo sguardo cambiò. Jäger gli puntava contro la P10.
“Tu...” fece Brandt, ma non finì la frase. Un flop, poi un tonfo.
Jäger bruciò la cartella e uscì. L'aria gli pareva più pulita, quella sera.

martedì 14 febbraio 2012

Mai letti questi dieci autori?

Dieci autori e dieci post che hanno riscosso un notevole successo. 

Li ripropongo affinché, se per caso, vi sono sfuggiti, possiate dire la vostra. 
Insomma ditemi da che parte iniziare a leggerli se ancora non lo avete fatto. 

Sono autori appartenenti a generi diversi: dalla lost generation alla narrativa weird, passando per la fantascienza e l’horror.











lunedì 13 febbraio 2012

Il vincitore dell’Arthur Clark Award 2011

Continua la carrellata di post utili a catalogare i vincitori dei vari premi letterari, in giro per il mondo, assegnati nel 2011. Anche in questo lunedì segnaliamo i risultati di un altro premio fantascientifico tipo Hugo, WFA e Nebula

Questa volta però non invadiamo il territorio americano ma ci fermiamo oltremanica con il vincitore del premio Arthur Clark: un premio assegnato per il migliore romanzo di fantascienza pubblicato nel Regno Unito nel corso dell'anno precedente.

Il premio è stato istituito grazie Arthur C. Clarke ed è stato assegnato per la prima volta nel 1987. Il libro viene scelto da una giuria composta da membri della British Associaton Scienze Fiction, della Scienze Fiction Foundation e da una terza organizzazione, attualmente la SF Crowsnet.
Al momento è gestito dalla Fondazione Serendip.
Il vincitore riceve un premio consistente in una serie di sterline pari a quello dell'anno in corso.

Nel 2011 è andato all’autrice sudafricana Lauran Beukes, con il romanzo Zoo City, raccomandato niente meno che dal mentore della corrente cyberpunk William Gibson.

Ecco comunque l’elenco dei tutoli nominati per la fase finale. Non ho idea di quanti di essi siano già pubblicati in lingua italiana.

Zoo City di Lauren Beukes (Angry Robot)
The Dervish House di Ian McDonald (Gollancz)
Monsters of Men di Patrick Ness (Walker Books)
Generosity di Richard Powers (Atlantic Books)
Declare di Tim Powers (Corvus)
Lightborn di Tricia Sullivan (Orbit)