domenica 30 dicembre 2012

In vetrina con Cavalli selvaggi

Credo si tratti di uno dei libri più belli che ho avuto modo di leggere negli ultimi anni. 

Ogni tanto lo riprendo e ne leggo qualche brano. È il primo romanzo della Trilogia della frontiera di Cormac McCarthy Infatti ogni tanto lo riprendo. Ne ho parlato anche in un articolo apposito

Incipit: 

La fiamma della candela e la sua immagine riflessa nello specchio si contorsero e si raddrizzarono quando entrò nell’ingresso e di nuovo quando chiuse la porta. Si tolse il cappello, avanzò lentamente facendo scricchiolare il pavimento di legno sotto gli stivali e rimase in piedi, vestito di nero, davanti allo specchio scuro nel quale i pallidi gigli si protendevano dall’esile vaso di cristallo. Nel freddo corridoio alle sue spalle, alle pareti rivestite di legno erano appesi i ritratti, incorniciati sottovetro e fiocamente illuminati, di alcuni avi che conosceva solo vagamente. Abbassò lo sguardo sul mozzicone di una candela gocciolante, lasciò l’impronta del pollice nella cera tiepida colata sul ripiano di quercia e guardò quel viso smunto affondato tra le pieghe del raso funebre, i baffi ingialliti e le palpebre sottili come carta. No, non era sonno. Non era affatto sonno. 

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