martedì 4 dicembre 2012

Il Sangue e l’Acqua di Daniele Picciuti

All’incirca tre anni fa trovai in rete il forum di una casa editrice (poi diventata molto  familiare) dove era possibile postare racconti inediti per un'originale, se così si può dire, competizione letteraria. Si trattava di Usam, Una storia al mese

Ho partecipato diverse volte in seguito ma quella prima volta la ricordo in particolare. 

Il racconto che postai si intitolava La sorte singolare del signor Rossi e uno dei primi commenti che ricevetti giungeva da tal Daniele Picciuti

Ora a qualche anno di distanza succede che ho l’onore di intervistarlo perché Daniele nel frattempo ha pubblicato una raccolta di racconti, ha assunto il ruolo di direttore di una rivista on line e probabilmente ha un sacco di cose belle e interessanti da raccontare:

Dunque Daniele, tanto per rompere il ghiaccio, partecipi ancora a concorsi letterari e palestre on line? 

Devo ammettere che da circa un anno a questa parte ho smesso di misurarmi nei concorsi. Gli impegni sono sempre maggiori con l'associazione – Nero Cafè – e con il neonato marchio editoriale – Nero Press. Piccola eccezione per Minuti Contati, il concorso a tempo che gestisco sul forum di Nero Cafè. Di tanto in tanto getto la "sfida" agli altri autori e mi cimento anch'io. Comè successo da poco nell'edizione di novembre. 


Passano gli anni, non si è più dei semplici emergenti (nel tuo caso): cosa è cambiato in questo lasso di tempo per te? 

Sono in una fase di transizione. Alcune cose sono cambiate – lo sguardo degli altri autori, forse, e quello degli editori che ormai hanno imparato a conoscermi – ma altre no. La grande editoria è ancora un traguardo lontano, sebbene la "grandezza" di cui parlo non sia nella qualità – molti editori medio-piccoli hanno di che insegnare sulla questione ai grandi marchi – ma nel nome, nel prestigio, nell'essere sugli scaffali di librerie, autogrill e centri commerciali. 


Vuoi raccontarmi qualcosa de I racconti del Sangue e dell’Acqua

Posso dirti che si tratta di un progetto. Utilizzare gli elementi distintivi della vita – sangue e acqua – per mostrarne il lato oscuro. Il libro è diviso in due cicli. Il primo, quello del sangue, è volutamente più "duro" e ha contenuti più efferati. Il secondo tende invece a creare atmsofere di inquietudine e paura – un po' come amava fare con grande maestria H.P. Lovecraft - anche perché se noi pensiamo al mare, alle sue profondità, tremiamo di fronte all'idea di quanto ancora ci sia ignoto. Tutto questo, impostando come base un'ambientazione tutta italiana. Rendere l'orrore più vicino a noi. Come spesso è nella realtà. 


C’è uno scrittore verso cui ti senti debitore? 

Indubbiamente ce ne sono diversi. Forse i maggiori sono Joe R. Lansdale – per lo stile – H.P. Lovecraft – a suo modo "padre" del genere horror e fantastico – Stephen King – non scorderò mai It, che mi ha spalancato un mondo – e Dean R. Koontz – per l'originalità delle sue storie. 


Come nascono le tue storie? 

Difficile dirlo. Una scena di un film, un'illustrazione che mi colpisce particolarmente, situazioni che vivo e che mi ispirano pensieri cupi. Non c'è una radice comune e individuabile. Tutto può ispirarmi. Anche questa conversazione. 


Quanto del tuo tempo è dedicato alla scrittura? 

Ahi, tasto dolente. Troppo poco, questa è la verità. Generalmente tra le 23 e le 2 di notte, quando tutti dormono e ho completato i miei impegni “altri”. 


Hai dei riti e dei bisogni particolari quando scrivi? 

Musica. Italiana, new age, gothic metal. Ma anche Jazz o pianoforte. Tutto tranne il silenzio. Strano eh? 


Racconto o romanzo? 

Ho cominciato scrivendo romanzi e poi sono approdato ai racconti. Ma sto ricominciano con le storie lunghe. Ne ho sentito la nostalgia, le ho sempre preferite. Per un bel periodo della mia vita però ho scritto solo racconti, per partecipare ai concorsi e mettermi alla prova nei forum e nelle palestre di scrittura. Un'ottima cosa, davvero. 


Cartaceo o e-book? 

Hanno target diversi, dunque ti dico: entrambi. Personalmente, mi sento ancora un estimatore del libro su carta stampata, con quel profumo, le copertine sotto le dita, le pagine sfogliate con bramosia. Ma l'ebook è comodo. Vogliamo mettere? Avere mille titoli in una tavoletta elettronica che pesa quattro volte meno di un libro e occupa altrettanto in spazio? 


C’è uno scrittore italiano di genere che invidi bonariamente? 

Invidiare? No. Leggo con piacere molti italiani. Non posso fare i nomi perché sono tanti, davvero. Però il nome di Danilo Arona voglio farlo. Anche perché, non so se lo sai, ma lo abbiamo appena pubblicato con Nero Press. Parlo de L'autunno di Montebuio, che ha scritto a quattro mani con la giovane Micol Des Gouges. Ecco, lui è uno bravo, davvero. E ha una cultura sulle spalle che, ecco, forse invidio. Quel bagaglio lì, mi piacerebbe averlo. Ma penso che ho ancora tempo per farmene uno mio, no? 


Knife di Nero Cafè, mi dici di cosa si occupa? 

Knife è un magazine che si occupa di cultura di genere. Non a caso parlo di cultura, in quanto non trattiamo solo letteratura, ma anche cinema, fumetti, teatro, poesia, musica, tutto ciò che ha a che fare con thriller, giallo, horror e mistero. Abbiamo anche intervistato Joe Lansdale, lo sapevi? Anzi, abbiamo intervistato i suoi personaggi di sempre Hap & Leonard. Leonard mi ha anche dato del succhiacazzi. Esperienza trascendentale. La consiglio a chiunque. 


E il tuo blog

Il mio blog è solo una vetrina delle cose che faccio. Chi mi conosce, sa che lì parlo di me, dei miei libri, dei premi, di articoli e recensioni che scrivo o che mi riguardano. Ci finirà anche questa conversazione. E poi, di tanto in tanto, lascio un pensiero. Pochi per la verità. Mi riprometto di essere più costante nell'anno nuovo. 


Progetti o se me lo permetti, visto che sei ancora giovane, cosa vuoi fare da grande? 

Voglio continuare a scrivere. Ho diversi progetti in corso. Ma ho scoperto che è bello anche pubblicare gli altri. Trovare buone storie e valorizzarle. Nero Press pubblica e pubblicherà sempre opere di qualità, che poi potranno piacere o no. Ma dovranno essere belle e interessanti. 


Bene, non ti chiedo altro e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste, naturalmente vedi tu cosa vuoi rispondere.

No, non sono il fratello mancato di Pieraccioni.

4 commenti:

  1. Ferru, non ci hai detto però se il commento di Daniele nei tuoi confronti fu avverso o propizio ... Vabbé, credo che ti abbia "trattato bene", per cui, per ricambiare, quando si fa mezzanotte andiamo tutti sotto casa sua a far schiamazzi, così lo mettiamo a proprio agio mentre scrive ...

    :-)

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  2. E presto vedremo Daniele anche in altri lidi ;)

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