giovedì 11 ottobre 2012

Colui che non vuole parlare

diciotto membri della giuria del Premio  Nobel hanno motivato la loro decisione per il realismo della sua opera nella letteratura contemporanea. Spiegando che attraverso un misto di fantasia e di realtà, prospettive storiche e sociali, Mo Yan ha creato un mondo che ricorda nella sua complessità gli scritti di William Faulkner e di Gabriel García Márquez, allo stesso tempo, ha però saputo trovare un punto di partenza nella vecchia letteratura e nella tradizione orale cinese. 

Ecco io lo avevo inserito nei cinque probabili vincitori, ma non perché lo immaginavo trionfatore. 

Prima di stamattina non sapevo neppure esistesse. Lo avevo inserito perché tutti ne parlavano bene e alla fine colui che non vuole parlare, pseudonimo letterario di Guan Moye, scrittore e sceneggiatore considerato il più importante scrittore cinese contemporaneo ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 2012 conferitogli qualche ora fa l'Accademia Svedese

Lo scrittore cinese è autore di sette romanzi, oltre a una dozzina di racconti. Il più importante è Sorgo rosso, dal quale lui stesso ha ricavato la sceneggiatura per l'omonimo film di Zhāng Yìmóu, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino

Mo Yan ha 57 anni ed è il fondatore del movimento letterario ricerca delle radici, e al contrario dell’altro scrittore cinese Gao Xingjiang, naturalizzato francese, ha sempre vissuto in Cina. È un soldato e lavora al Dipartimento affari culturali dell’Armata di liberazione popolare. 


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