sabato 13 ottobre 2012

L’horror illustrato di Daniele Serra

Averlo sul mio blog e un onore che fa tremare i caratteri del post e i pixel dello schermo, visto che ha appena trionfato, nella categoria Best Artist, al prestigioso British Fantasy Awards: è il sardo  Daniele Serra, illustratore che sta facendo letteralmente faville all’estero. 

I suoi lavori sono pubblicati in Europa, Australia e Stati Uniti, senza elencate tutte le Mostre dove è stato invitato. Tra le collaborazioni ci sono quelle con autori come Brian Stableford, Pioggia Graves e Steven Savile

Daniele ha però lavorato anche per DC Comics, Image Comics, Cemetery Dance, Weird Tales rivista e PS Publishing.

Dani (me lo permetti) purtroppo io non possiedo il tuo curriculum e parto con una domanda molto banale: suppongo che molti lettori del mio blog già ti conoscano, la biografia che ho messo in testa all’intervista dà più di un’idea del tuo valore, ma te la senti di far emergere qualcosa in più di te stesso e della tua attività? 

Innanzitutto ti ringrazio per la tua gentilezza e per avermi ospitato sul tuo blog. Che dire, vivo in una bellissima isola (la Sardegna) con mia moglie e tre gatti, amo leggere, guardare film e suonare, la maggior parte del tempo della giornata la passo nel mio studio a disegnare cercando di non sporcare di inchiostro i miei gatti che sembra abbiano un’innata passione per il mio tavolo da lavoro! Per quanto riguarda la mia attività mi divido tra illustrazioni, copertine e fumetti e ultimamente ho provato anche a tatuare, insomma sono abbastanza monotematico. Mi reputo un piccolo artigiano con molta voglia di lavorare e conscio di dover percorre una strada molto lunga (forse infinita) alla ricerca di uno stile un briciolo personale. 


Questa invece è la prima vera domanda che ho pensato di farti quando hai accettato l’intervista: come ti è stata comunicata la vittoria al British Fantasy Awards e soprattutto te l’aspettavi? 

Sinceramente non me l’aspettavo, ero già contento e soddisfatto di essere nelle nominations. Avevo già confermato alla British Fantasy Society che non sarei potuto essere presente, per questo motivo una settimana prima della premiazione sono stato contattato in via eccezionale e mi è stato comunicato della vittoria e chiesto di mandare un video di ringraziamento da trasmettere durante l’evento. Ripeto, non me l’aspettavo anche perché penso ci siano veramente tanti artisti più bravi e personali di me, probabilmente l’aver prodotto un buon numero di copertine nel 2011 mi ha dato una buona visibilità e facilitato l’assegnazione di questo premio. 


Quanto vale questo successo per la tua carriera? 

E’ innanzitutto un riconoscimento che segna un punto nella mia crescita professionale. Spero che questo successo mi permetta di sviluppare nuovi contatti e farmi conoscere maggiormente nell’editoria. E’ personalmente un piccolo traguardo ma soprattutto un punto di partenza che mi sprona a cercare di continuare su questa strada che non è tutta rosa e fiori. 


Che tecniche usi per disegnare? 

Diciamo che da due anni a questa parte ho effettuato un grosso cambiamento sia a livello di strumenti che di approccio al lavoro: mentre prima utilizzavo in maniera predominante il computer con i suoi programmi di grafica, ora faccio quasi tutto a mano e utilizzo il digitale solo per la colorazione dei fumetti e per dare gli ultimi ritocchi ai lavori. Lavoro molto con i colori ad olio su tela o cartone telato. Ultimamente sto cercando di migliorare l’uso dell’acquerello; per i fumetti utilizzo pennino e pennello. Mi diverto molto a dare gli ultimi ritocchi su carta con l’acrilico bianco. In generale comunque sono abbastanza poco attento ai dettagli, non ho marche o tipi di carta preferiti, mi piace usare tutto. In poche parole mi adeguo molto a quello che ho al momento, lasciandomi trasportare. 


Da dove trai ispirazione per le tue illustrazioni? 

Le mie fonti di ispirazione sono tante, in particolare i libri di ETA Hoffman e tutta la letteratura fantastica. Adoro il cinema asiatico e quello gotico italiano degli anni '60/'70, mentre per quanto riguarda la pittura adoro l'espressionismo, Schiele e la corrente pittorica fumettistica americana. Ascolto molta musica dal dark ambient all’industrial. Tutti input fondamentali. Sono fermamente convinto che noi siamo ciò che leggiamo, vediamo, sentiamo, niente di più. 


Hai dei maestri artistici? 

Assolutamente sì! Kent Williams, Ashley Wood, Bruno Schulz, Schiele, Dave Mckean, e tantissimi altri a cui devo veramente tutto e che ho tributato varie volte consciamente e incosciamente. 


C’è un’opera letteraria che avresti voluto illustrare? 

Il mio più grande sogno è illustrare i “Racconti notturni” di ETA Hoffmann. 


Tu sei di Cagliari, ma come risulta da qualche domanda che ti ho posto in precedenza e anche dalla tua biografia i tuoi lavori sono commissionati principalmente all’estero. Sei obbligato a muoverti o fai molto uso del web? 

Grazie al web si può arrivare veramente dappertutto, ad ogni modo io cerco con le persone con cui collaboro di creare anche un rapporto umano, di conseguenza appena posso cerco di incontrare di persona autori ed editori che stimo tanto e con i quali il lavoro passa spesso in secondo piano. Penso che l’avvento di internet abbia modificato radicalmente i contatti di lavoro, con un click posso spedire il portfolio a 100 editori, il che è positivo anche se ha il suo retro della medaglia, per esempio editors intasati di submissions e ciò determina naturalmente una minor attenzione. 


Sicuramente è merito del tuo valore, ma come ci si sente a essere così coccolati e in vista nel mondo anglosassone, all’avanguardia nel settore? 

E’ indubbiamente una bella sensazione, ho ricevuto tantissimi complimenti dopo la vittoria del premio da professionisti del settore inglesi e questo mi ha fatto un enorme piacere. Ho lavorato molto in questi anni e la consapevolezza di aver raccolto qualcosa di buono mi ripaga profondamente di tutti gli sforzi. 


Cosa apprezzi di più all’estero e quali sono, se ci sono, le difficoltà del mercato italiano? 

Sinceramente non mi sono mai posto il problema seriamente, io mi reputo cittadino del mondo e lavoro dove capita, non preferisco lavorare all’estero rispetto che in Italia. Ho passato anni spedendo varie copie del mio portfolio in tutto il mondo e ho riscontrato che in Europa le risposte sono state inferiori, forse perché la letteratura di genere è meno sviluppata? Si utilizzano più foto rispetto a illustrazioni per le copertine? Probabilmente una serie di motivi… Se c’è una cosa che apprezzo molto e che sembra molto sviluppato in America e in Inghilterra è il libro visto come oggetto da collezionare, la tiratura limitata è molto utilizzata dai piccoli editori. Penso sia una cosa molto bella che dà ancora più valore al libro come oggetto da conservare. 


Progetti? 

Molti. Forse troppi! Ho alcuni fumetti in progress da proporre in Inghilterra, Francia e America, libri illustrati, copertine, forse una mostra a Tokio…penso che il 2013 si prospetti come un anno divertente. 


Che consigli ti sentiresti di dare a chi vorrebbe intraprendere la tua professione? 

Non so se sono in grado di dare consigli, per quello che mi riguarda posso dire che il talento non è tutto, una buona percentuale del riuscire in questa professione è la caparbietà, il credere in quello che si fa e nel passare tanto tempo sul tavolo da disegno. Il mio consiglio è di guardarsi in giro, non innamorarsi mai dei propri lavori ed essere professionali, spesso un editore preferisce una qualità inferiore dell’opera ma una deadline rispettata. 


Fare il disegnatore era il tuo sogno da bambino? 

Sì e continua ad esserlo. 


Bene, non ti chiedo altro e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste, vedi tu cosa vuoi rispondere. 

Sì, il premio che ho vinto lo dedico a mia moglie, la mia prima editor, consigliera e agente. Se non ci fosse lei starei facendo un altro lavoro.

14 commenti:

  1. Aspetta che mi sbolle l'invidia e poi gli farò anch'io qualche complimento ...

    :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mancano gli aggettivi... e mi domando perché il destino mi permette di incontrare personaggi del genere *O*)

      Elimina
    2. Io azzardo: forse perché te lo meriti??? :P

      Elimina
  2. Grande Ferru!
    Ottima intervista. :)

    RispondiElimina
  3. Complimenti a entrambi per la bella intervista. Stupendi i disegni! *O*

    RispondiElimina
  4. Non conoscevo questo illustratore, e tu sai quanto mi interessano le arti grafiche. Annotato nella mia agenda degli artisti da conoscere meglio ;-)

    RispondiElimina
  5. Non sapevo avessi fatto un'intervista ad un mio conterraneo,ma sopratutto non sapevo neanche della sua esistenza sinora,quindi grazie a te Ferruccio per questa bella intervista e complimenti a Daniele Serra per la sua bella vittoria,una grandissima soddisfazione,bravo !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono già trascorsi due anni da allora. Grazie

      Elimina