sabato 20 ottobre 2012

Mai letto J. R. R. Tolkien?

Dunque una domanda del genere è sbagliata credo, farei prima a chidervi se avete letto i libri della saga Il signore degli anelli, ma se dovessi fare una domanda simile dovrei stravolgere la rubrica e inventarne una di sana pianta. 

Però, parlandoci chiaro, il nocciolo della questione è tutto qui. D’altro canto non so se Tolkien ha scritto qualcosa di famoso o valido, o quello che volete, oltre ai tre volumi della saga. Non ne ho idea. Io non ho mai letto nulla. 

A essere sincero la storia la conosco per via di un cartone animato che ho visto in televisione qualche anno fa, prima ancora che fossero  realizzati e proiettati i film su Il signore degli anelli: non sono uno che diventa matto per una narrativa del genere. Però sono molto democratico e a casa mia potete mettere il vostro commento che tanto mica lo censuro. Dopotutto se a oltre trent'anni dalla morte dello scrittore sudafricano, i suoi libri sono ancora in testa alle classifiche di vendita in molti paesi un motivo ci sarà. 

Qualcuno dice che sia dovuto al fatto che Tolkien è stato capace di produrre un'opera dai molteplici livelli di lettura, complessa ma allo stesso tempo estremamente popolare e facile da recepire ai livelli basilari. 

Boh, a voi la parola 


46 commenti:

  1. Letto e, oltre al signore degli anelli, come opera conosciuta, diciamo, c'è "Lo Hobbit", che in breve è la storia di come Bilbo si procura l'anello, una favola per bambini e ho letto anche "Il Silmarillion" che sarebbe una cosmogonia del mondo di Tolkine, ed io ho un debole per queste cose x'D

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  2. Io ho letto "Lo Hobbit" e conosco a memoria i film della famosa trilogia. Esiste un cartone animato? E nessuno me lo dice?

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    1. È di Ralph Bakshi. Corrisponde più o meno alla Compagnia dell'Anello. Molto sperimentale e psicadelico però ;-)

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    2. Che sia quello che ho visto io? Se è quello mi era piaciuto

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    3. Lo devo vedere! Appena trovo un po' di tempo... Grazie!

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  3. Ti parlo da grande appassionato di Tolkien e di tutta la sua produzione letteraria, e posso senza dubbio affermare che l'inventiva, la capacità e la preparazione del Professore di Oxford sono senza limiti.
    Ovviamente la sua opera più famosa è la trilogia de "Il Signore degli Anelli", che è un prodotto letterario di tutto rispetto in quanto non si limita solamente alla narrazione di gesta epiche e di un'avventura in quello stile fantasy di cui sarà proprio lui a costruire i canoni, ma all'interno di queste vicende inserisce un sostrato simbolico di grandissima importanza nel quale possiamo andare a ricercare le più disparate metafore e dei messaggi di un'attualità sconcertante: tanto per citare un esempio (anche banale, se vogliamo), l'estirpazione degli alberi di Isengard da parte di Saruman, prima saggio, poi convertitosi al male (semplificando), per lasciare spazio ai "fuochi dell'industria", con macchinari e fiamme ovunque, è un chiaro esempio di ciò che Tolkien ci volesse dire a proposito del progresso e di come questo ci sia scappato evidentemente di mano, andando a distruggere la natura. Inoltre, molte popolazioni libere vengono ingannate da Saruman che fa loro credere che il bene sia in realtà il male, scatenando la loro furia contro il popolo di Rohan, famoso per essere leale e generoso.
    Questo è solo un esempio, ma potrei citarne molti altri, oltre al fatto che questo autore è in grado di conoscere il cuore degli uomini ad un livello che moltissimi non possono nemmeno sognare; ne analizza le paure e l'ardire, le debolezze e le virtù, attraverso personaggi differenti che incarnano personalità così realistiche da far dimenticare che un elfo sia un elfo, per esempio, e contribuendo in maniera magistrale alla sospensione dell'irrealtà.
    Un altro fatto da citare, poi, è che la magistrale bravura di Tolkien consiste anche nel fatto di essere stato capace di creare un "passato" all'interno della narrazione, con la recitazione, da parte di alcuni personaggi, di brani poetici antichi che narrano di leggende che si perdono nella notte dei tempi, creando una sensazione di realismo e quasi di realtà che sarebbe difficile da riprodurre in qualsiasi altro racconto. È come se attraverso questo fatto, il professore fosse riuscito a creare veramente un mondo, senza limitarsi al presente, ma guardando anche a qualunque strato del passato, da quello più antico al più recente.
    Allontanandoci dalla famosa trilogia, poi, un altro libro famoso è "Lo Hobbit", che narra le vicende di Bilbo Baggins (zio del Frodo de "Il Signore degli Anelli") e dell'avventura da lui vissuta insieme ai nani per sconfiggere il drago Smaug.
    Questo libro ha dei toni meno epici de "I.S.d.A.", essendo nato come racconto per bambini, principalmente, ma non è certo da meno come valore letterario, anche perché contribuisce a creare un ulteriore sostrato per la trilogia. In questa narrazione, infatti, si comprendono molte cose che vengono lasciate in sospeso ne "I.S.d.A.", come per esempio la faccenda dei "Troll di Padron Bilbo" (Cit. Samvise Gamgee).
    Lo Hobbit è una narrazione più semplice, lineare, ma comunque avvincente ed appassionante, anche per la presenza delle Aquile di Manwe (Manwe è il più alto tra i Valar, gli "dei" che sottostanno a Iluvatar, l'Unico), che spingono la mente del lettore in una dimensione, ancora una volta, lontana nel tempo ed epica, nonché mistica.

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  4. Tornando quindi indietro nel tempo in maniera definitiva nel mondo Tolkieniano, si arriva a "Il Silmarillion", opera incompiuta, ma portata a termine dal figlio dell'autore. Questa è l'opera più complessa di Tolkien, l'opera alla quale lavorò per tutta la vita, nella quale si narra il "passato" di Arda (il mondo) partendo addirittura dalla creazione.
    Nella prima parte, infatti, nell'Ainulindalë, ci viene descritta la creazione di Arda ad opera di Iluvatar e dei Valar attraverso i Temi Musicali, e di come poi alcuni dei Valar siano voluti scendere sulla terra da loro creata per abitarvi e renderla bella. Tutto questo anche perché Iluvatar annuncia ai Valar la venuta dei Primogeniti (elfi) e dei Secondogeniti (uomini.)
    Nella seconda parte, il Valaquenta, vengono annoverati i Valar e i Maiar (divinità secondarie, quasi potenze angeliche, per intenderci). Tra i primi spicca Manwe per maestà, ma anche la sua controparte Melkor (cui verrà poi apposto l'appellativo Morgoth) che, sentendosi superiore agli altri, e pieno di tracotanza, non farà altro che distruggere e portare dolore.
    Qui si narra delle battaglie tra i Valar e Melkor (anticamente Melko), della creazioni delle luci e quant'altro, nonché successivamente della venuta degli Elfi e degli Uomini. Vi è, inoltre, la comparsa di Ungoliant, il ragno gigante parente della Shelob de "I.S.d.A." e di Sauron, che qui è asservito a Melkor, essendo un Maia.
    Oltretutto, in questa parte c'è la venuta degli Istari, quelli che gli uomini successivamente chiameranno stregoni, tra i quali si distinguono Olorin (Gandalf) e Curunir (Saruman), oltre a Radagast il Bruno e i due stregoni blu di cui si saprà sempre pochissimo, forse perché impegnati nel profondo Oriente.
    Viene dunque il Quenta Silmarillion, in cui si narra della forgiatura dei Silmaril, delle meravigliose pietre brillanti che racchiudono la luce perduta dei Due Alberi di Valinor (città dei Valar), ad opera di Feanor. Le pietre verranno trafugate da Melkor, e dalla promessa di Feanor di recuperarle a tutti i costi, compresa la morte, scaturirà la cosiddetta "Maledizione dei Figli di Feanor". Sulla ricerca ed il recupero dei Silmaril si snoda l'intero proseguimento di questa parte, attraverso passaggi epici come quelli di Beren e Luthien, della Caduta di Gondolin, di Turin Turambar e del Viaggio di Earendil.
    Quindi, nell'Akallabêth viene narrato dell'ascesa e della caduta di Numenor, regno prospero dei primi uomini. Anche qui, con una forte metafora, la brama di potere e l'invidia degli uomini nei confronti degli elfi, indotta da Melkor con l'inganno, e che porta alla caduta di quel meraviglioso regno, è una metafora della condizione umana, passata ed attuale.
    Nell'ultima parte de "Il Silmarillion", poi, viene chiarita l'origine degli Anelli del Potere che saranno il fulcro dell'opera più famosa di Tolkien.

    Oltre a ciò il professore è autore di numerose raccolte di racconti, tra cui "Racconti Perduti", "Racconti Ritrovati" e "Racconti Perduti", nei quali si trovano in forma più o meno embrionale e con differenze più o meno significative quei racconti che fanno da fulcro de "Il Silmarillion".
    Poi un poemetto su "Tom Bombadil" figura emblematica e misteriosa anche per l'autore stesso, "Il Fabbro di Wootton Major", un piccolo racconto, "Il Cacciatore di Draghi", "Albero e Foglia", e l'indimenticabile "I Figli di Hurin", anche quest'ultimo completato dal figlio, nel quale si racconta nei particolari questa vicenda descritta anche ne "Il Silmarillion".

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  5. Continuando, Tolkien si è occupato anche di storia medievale, scrivendo un poema su Sigfrid dal nome "La Leggenda di Sigur e Gudrun" ed un altra opera particolare dal titolo "Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm", nella quale si narra del dialogo di due personaggi (quasi alla Glauco e Diomede) durante l'infuriare della Battaglia di Maldon (10 Agosto 991).
    Da poco si è inoltre sentito dire che presto uscirà un nuovo testo poetico su Artù.
    Il professore ha inoltre scritto "Roverandom" una storia per bambini che, se non ricordo male, doveva servire a spiegare al figlio la scomparsa del suo cagnolino di pezza (ma prendi con le pinze quest'affermazione), oltre a "Mr. Bliss" e "Lettere a Babbo Natale" su cui però non sono preparato non avendo ancora avuto il piacere di leggerli.

    Ultima cosa, quello che molte persone non sanno è che Tolkien prima di essere uno scrittore era un linguista, e la sua più grande passione era quella di inventare dei linguaggi. E cosa curiosa, "I.S.d.A." è nato proprio per dare uno sfondo realistico a quei suoi linguaggi (primo fra tutti il Quenya, l'alto elfico).

    Spero di essere stato esaustivo e non tedioso, ma mi sono sentito in dovere, da appassionato, di dare un quadro generoso dell'opera di questo scrittore a cui, ahimè, è mancato solo il Nobel.

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    1. Neri fondi: ho ricevuto delle Email che mi chiedono di leggere i commenti non spezzettati. Domani posterò un guest post con la versione integrale dei commenti: grazie:-)

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    2. Inizialmente avevo scritto tutto in un unico commento, ma mi dava un messaggio di errore perché superava il numero massimo di caratteri consentito. Per questo ho dovuto spezzettarlo. Ad ogni modo ti ringrazio per il guest post, e ci aggiorniamo mediante facebook! Grazie! :)

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  6. Appena ho visto il titolo di questo post mi è venuta spontaneo chiederti "ma che domande fai, Ferruccio?"
    Tolkien ha creato un mondo parallelo, in modo così dettagliato e perfetto che si stenta a credere sia opera umana. Ma Nerifondi è stato più che esaustivo, quindi non posso far altro che dirti "LEGGILO!" :D

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    1. Purtroppo sono domande che devo fare, mai letto davvero:-(

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  7. Commento brevemente: ho letto quasi tutto di Tolkien, che mi ha fatto scoprire anche l'epica dei paesi del Nord. Partii da Tolkien, per poi allargare le mie letture al Kalevala, al Beowulf, all'Edda e ai Mabinogion, tutte fonti di ispirazioni del Maestro. Il suo intento infatti, non era di scrivere un libro fantasy, bensì di ricreare un'epopea simile a quelle che amava.

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    1. Oh mamma ne esco con le ossa rotte da questo post:-)

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  8. Ahem.... strana domanda, "hai letto Tolkien?" Sì, certo che l'ho letto...
    Senza andare fuori di testa dall'ammirazione come fanno tanti, lo ritengo un autore fondamentale ma anche involontariamente dannoso per il fantasy, in quanto in tanti lo hanno imitato negli aspetti esteriori senza avere la statura per far qualcosa di paragonabile. E di conseguenza il fantasy che più piaceva a me (heroic fantasy, sword and sorcery) si è sclerotizzato.
    Ma quanto a lui, abbia o meno dei difetti, resta un gigante alla faccia di tutti i pigmei che gli fanno gne gne gne.

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    1. Ahem...
      grazie Bruno. mi sa che devo leggerlo.

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  9. Ho letto solo i lavori legati al mondo della Terra di Mezzo, tutti quelli tradotti in italiano tranne "I figli di Hùrin". Devo dire che non incarna il mio ideale di autore fantasy, ma ammetto che la sua opera, principalmente LotR, ha contribuito a plasmare il genere per qualche decennio.
    Tra l'altro, a chi volesse consiglio "La leggenda di Sigurd e Gudrùn", che è forse la storia più famosa della mitologia nordica. È in versi, ma ne vale la pena, se non altro per avvicinarci a quella che fu l'ispirazione del professor Tolkien.

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    1. Sono molto ignorante in materia e non mi aspettavo così tanta gente

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  10. Da ragazzino lo si incontra per forza, Tokien. Il mattonazzo dell'anello l'ho letto prima che ci fosse "il boom" del film. Pesantissimo "La compagnia dell'anello", mentre "Le due torri" e "Il ritorno del re" si leggono che è un piacere. "Lo Hobbit" caruccio, "Il Silmarillion" è un bel viatico per capire cosa il professore voleva fare. Ho letto pure i racconti perduti, i racconti ritrovati e I figli di Hurin. Carini, molto carini.

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  11. Aaaaah! Tooolkieeeenn! *Offre sacrifici umani sull'altare con la foto del Professore*
    :D
    Lo adoro.
    E' stato uno dei primissimi Fantasy che ho letto, Il SdA, e l'ho amato alla follia. Poi lo Hobbit, il Silmarillion... Vabbè, tutto quello che c'era da dire secondo me l'ha detto egregiamente nerifondi, quindi mi fermo. Dico solo che attendo con ansia la pubblicazione delle altre tre opere (mi pare in versi) ancora inedite di Tolkien... sul ciclo arturiano! Goduria.
    Tra tutti i libri citati, a parte il SdA, lo Hobbit e il Silmarillion, consiglio soprattutto I Figli di Hurin: un miz tra epica tolkeniana, cosmogonia e tragedia greca. Per me è stato uno dei più belli mai letti. E, in uno dei tre "Racconti" (Perduti, Ritrovati e Incompiuti) c'è la storia d'amore di Beren e Luthien che commuove fino alle lacrime. Splendida.
    Il Cacciatore di Draghi è una bella favola, ma indimenticabile è il volume delle "Lettere di Babbo Natale" ai bambini. Fighissimo! :D

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    1. Be' qualcosa provero di sicuro a leggere. Non so se possiedo qualcosa

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  12. Ho letto Tolkien.
    Il Signore degli Anelli.
    Un paio di volte in italiano, tre o quattro in inglese.
    Lo Hobbit - che considero il suo lavoro migliore.
    Il Silmarillion, che è di una noiosità esemplare - per quanto Guy Gavriel Kay, l'autore canadese che Cristopher Tolkien pagò perché cavasse qualcosa di valido dagli appunti del padre... per quanto GGK, dicevo, sia certamente un autore migliore di Tolkien. È il materiale di fondo, che è scarso.
    Ritengo che Tolkien sia un autore da leggere, per comprendere il genere se non per altro, e casomai da superare.
    Ciò che trovo assolutamente insopportabile, comunque, sono i suoi fan.
    Io non li sopporto, gli integralisti religiosi.

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    1. Beh, mica tutti i suoi fan sono integralisti eh... A parte la battuta sull'altare fatta sopra, uno riconosce pregi e difetti... E' solo che, a conti fatti, l'atmosfera che crea (o forse il ricordo di quell'atmosfera che creava quando avevi dodici anni) supera i difetti. Almeno secondo me.
      Ho letto tutto di Tolkien, e continuo a leggere tutto quello che esce. Che a volte mi rompe anche le palle, tipo Sigurd e Gudrùn. Però questo non fa di me un integralista, credo... E, in fondo, anche i commenti di nerifondi, qui sopra, per quanto portano evidentemente l'impronta del fan sono in effetti abbastanza "oggettivi" e descrittivi, rispetto al corpus Tolkeniano.
      Insomma, non mi sembra che qui proliferi l'integralismo...

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    2. E chi ha mai detto che _qui_ prolifera l'integralismo?
      Però i tolkienoidi sono così.
      E se io dico che Tolkien deraglia, e cita un _treno_ ne Il Signore degli Anelli (alla faccia del meraviglioso mondo medioevale coerente bla bla bla), quelli mi vengono a casa e mi crocefiggono il gatto.
      È un dato di fatto.
      I trekkies non sono diversi - semplicemente, loro al gatto fanno la presa mortale vulcaniana, invece di farlo a fette con la spada laser come i fissati di Star Wars.
      Ma gli integralisti ci sono, sono ovunque, e sono insopportabili.

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    3. @Davide in Fiesta Hemingway ha scritto che scegliere autori e libri come bibbie a una certa età è molto pericoloso.
      ti quoto sul fatto che nessun autore e nessun libro è legge

      A tal proposito mi ricordo una ragazza di vent'anni che un giorno qualche, anno fa, mi consigliò di leggere il Codice da Vinci. Sembrava plagiata dal libro. Spero che nessuno, religioni e integralismo a parte sappia affrontare e darmi le delucidazioni di Tolkien in modo critico:-)

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  13. Iiiih che domande Ferrù! (ma te l'han già detto tutti, eheh). Sì! La trilogia ben tre volte, Lo Hobbit una volta sola...e l'ex l'ho mollato prima che mi rifilasse L'Albero e La Foglia (o una cosa simile). Una gran bella testolina, J.R.R., deviata, ma gran bella!

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    1. Testolina deviata?
      CharlieB lo sono anche io, ormai non ho più dubbi:-)

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  14. Ovviamente l' ho letto. Ritengo che comemolti altri: Asimov (?), Lovecraft (?), Poe (?), Dick (?) Sia un autore da leggere per avvicinarsi al genere fantastico e per formarsi le basi per poi andare avanti.
    Amo molte cose sue, ma come Davide, non amo invece gli integralisti religiosi.

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    1. Certo naturalmente la penso anche io come te e Davide:-)

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  15. Ogni volta che leggo "Il Signore degli Anelli", scopro sempre qualcosa di nuovo. Fin'ora l'avrò riletto 4 o 5 volte ...

    :-)

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    1. Allora sono proprio un ignorante di prima categoria

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  16. Porto anch'io la mia pietruzza al monumento a Tolkien. Ho letto il Signore degli Anelli nella vecchia edizione Rusconi e purtroppo non ho avuto la pazienza necessaria a leggere l'edizione Bompiani, uscita dopo il film, che ha avuto l'imprimatur della società tolkeniana italiana. L'ho letta a 20-21 anni, in poco più di quattro giorni, sacrificando un esame in preparazione. Ma debbo ammettere che ho saltato buona parte delle parti in rima. Ho letto anche lo Hobbit e il Sillmarillion. Gradevole il primo e curiosamente interessante il secondo, anche perché molto più vicino alla tradizione delle saghe nordiche. Ho poi letto gli appunti - ridefiniti racconti - di Tolkien, ma senza che questo abbia (fortunatamente) modificato il mio parere su di lui. Attualmente mi capita di leggere i volumi della Biblioteca Medievale di Carocci-Luni e mi sono reso conto meglio di dove Tolkien prendesse idee, sfondi e qualche conclusione. Un buon "divulgatore", con l'aggiunta di un gusto per l'intreccio tipicamente novecentesco.

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    1. Grazie del contributo Max: mi state aprendo gli occhi:-)

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  17. Sono approdato a Tolkien un po' tardi, avevo ben 17 anni, o giù di lì, vatti a ricordare l'anno giusto, e iniziai subito con il Simarillion; del resto volevo andare con ordine.
    Poi ho letto, più volte e con regolarità annuale, il Signore degli Anelli, The Lord of the rings e Le Seigneur des Anneaux...a seguire di tutto un po': realtà in trasparenza, albero e foglia, i racconti perduti, ritrovati, quelli dimenticati in cantina, ricuciti e riassemblati.
    Ricordo che mi proposero Lo Hobbit come lettura per ragazzi, ma non mi piacque, all'epoca, particolarmente; letto dopo aver assimilato tutto il corpus tolkieniano l'ho apprezzato.
    Si; ci sono buone probabilità ch'io abbia un lieve caso di fisima cronica e acuta per Tolkien.
    Non posso certo dirti "leggilo" con un tono imparziale.
    Personalmente ti consiglierei di iniziare con "il signore degli anelli", magari saltando, cosa che alla prima lettura riesce facile, tutte le varie canzoni; lo ritengo il suo lavoro meglio riuscito e di più ampio respiro. Le appendici sono invece proprio gustose e sarebbe un peccato saltarle.
    Lo Hobbit è carino, ma è più prossimo alla favoletta.
    Se le atmosfere de Il Signore degli Anelli non ti hanno conquistato è inutile leggere il resto.

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    1. Tardi a diciassette anni? E io che non l'ho letto?

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  18. Letto anche io! Il signore degli anelli, Lo Hobbit, il Silmarillion, i Racconti Ritrovati e Roverandom.
    Io preferisco Lo Hobbit: in alcuni punti il Signore degli Anelli è un tantino pesante (c'è qualcun altro che non sopporta Tom Bombadil?).

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  19. Letto il signore degli anelli: l'ho trovato abbastanza noioso, laciato e ripreso più volte... al momento detiene il record di libro che ci ho messo più tempo a leggere (quasi un anno!). Letto anche Lo Hobbit, favoletta per bambini che ad un certo punto, senza preavviso, cambia registro raccontando una battaglia sanguinosa. Non mi è piaciuto granchè.
    PErò, pur non essendo un fan di Tolkien, non si può non elogiare lo spaventoso lavoro che ha fatto per creare un mondo vivo, coerente e complesso. Penso che nessuno abbia mai fatto un lavoro del genere su un'ambientazione. Qualcuno cita Dune, ma io, pur avendo tutti e sei i libri a casa, non li ho ancora letti...
    Il Moro

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    1. Non ti posso aiutare dall'alto della mia ignoranza:-)

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  21. Personalmente ho letto Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, nessun'altra opera.

    Opera perché, per me, è veramente uno dei più grandi.
    Non è il mio preferito, certo (anche se amo la narrativa di genere. Mi sia concesso, sono un liceale), però il suo lavoro ha influenzato il genere in maniera veramente incredibile.
    Di certo però non appartengo agli integralisti, almeno penso.
    In ogni caso... se c'è da fargli una statua, io ci sono.

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    1. Grazie Lorenzo e benvenuto.

      immagino che ci sia già una statua in qualche dove

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