giovedì 20 settembre 2012

Soldatini, winchester e la Fiera di San Matteo

Lunedì scorso è stato giorno di mercato. Mercato per modo di dire: si trattava della Fiera di San Matteo

Una manifestazione di rilavante importanza storica che sebbene abbia perso le motivazioni originarie si continua a svolgere tenendo occupato, per così dire, il paese intero per più di mezza giornata. 

Quando ero ragazzino era di routine partecipare, ora è molto difficile per via degli impegni: ho fatto un giro veloce e neppure tanto interessato poi per lavoro sono dovuto andare via. 

Certo che adesso è molto diverso di quando ero bambino. Allora cominciavo a pensarci una settimana in anticipo. Si svolgeva prima che iniziassero le scuole ed era l’ultimo vero momento di vacanza estiva. Era anche la giornata del torrone, delle ceste d’uva bianca e dei giocattoli nuovi. 

Insomma ricordo talmente bene l’ultimo dettaglio che pensandoci ho avuto un po’ di nostalgia e ho deciso di mettere insieme una cinquina con i miei giocattoli preferiti. Ora non ricordo se qualche amico ha già fatto una top five del genere, nel caso segnalatelo in un commento che aggiungo il link in fondo al post. 

Soldatini: sono stati i miei giocattoli preferiti. Ne possedevo un migliaio di ogni genere. Soldati americani, paracadutisti, truppe da sbarco, indiani e cow boy. Oddio il giorno della fiera era perfetto per acquistare qualcosa di nuovo e di solito nelle due o tre settimane precedenti tenevo da parte la paghetta per potermi permettere qualche nuova scatola di omini Atlantic: il top. 

Armi: nella stalla della baita sul maggengo c’era un arsenale. Di tutto. Io, mio fratello e mio cugino tenevamo le armi nella mangiatoia. Il top era un fucile ad aria compressa ma anche un casco avuto da un dipendente dell’Enel. Alla fiera ricordo l’acquisto di una pistola pirata, una mitragliatrice con bandoliera tonda come quelle che avevano i russi durante la seconda guerra mondiale e una carabina che sembrava uscita da un fumetto di Tex Willer.

Biglie: non mancava mai l’acquisto di biglie, quelle di vetro di solito. Le biglie erano anche quelle che si perdevano più di frequente quindi andavano rimpiazzate. Le più belle, tuttavia, erano quelle che si trovavano con dentro l’immagine del ciclista. Che nostalgia le piste per le biglia al mare sotto il sole. 

Palloni: uno c’era sempre in casa, non poteva mancare, si giocava anche in corridoio quando non c’era mamma in casa. Però in caso di disastri alla Fiera di San Matteo si poteva comprarne uno nuovo. Il desiderio principe era sempre avere un pallone di cuoio, bianco e nero, ma di solito si andava su quelli di plastica, quelli leggerissimi che costavano 195 lire. Impossibile da usare, però se ho imparato a palleggiare e merito di questi palloni. 

Macchinine: una Chapparal bianca e una Ferrari testa rossa comprate alla fiera di San Matteo sono entrate di diritto anche nella stesura di un mio racconto. Ci aggiungo anche un pullman rosso con il tetto nero. 

Insomma un peccato diventare grandi ☺ 

P.S: nessuna intenzione di farlo

12 commenti:

  1. Eh, sono di tempi più recenti io, ma ricordo che comunque giocavo coi soldatini da piccolo. Impiegavamo un'ora e mezza, io ed un mio amico, a sistemare tutti i soldatini in giro per la casa e quando poi iniziavamo a far la guerra era sempre il momento in cui mia madre mi chiamava per rientrare a mangiare... Ne avessimo fatta una di partita! xD

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  2. Si vede che apparteniamo a un'altra generazione. Io pure potrei più o meno elencare gli stessi giocattoli, mentre i bimbi di oggi elencherebbero DS Nintendo, P2P e Wii...

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  3. Soldatini,pistole e biglie for ever ! :D

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  4. Mannaggia!! Quanti bei ricordi mi hai fatto venire in mente. Cose di "qualche annetto" fa, quand'ero ancora 'nu guagliunciello spensierato. Allora, la festa patronale, in onore di San Gennaro (guarda caso proprio in questi giorni), era molto più sentita di adesso. Arrivavano bancarelle da tutta la regione con le varie specialità in fatto di dolciumi (mica c'era la "Ferrero" allora) L'attesa più gradita, però, erano le giostre, tra cui le "Barche": una specie di grande altalena a forma di barca che noi stessi facevamo dondolare spingendola con la forza dei piedi. Io volevo sempre salirci con quelli più grandi di me, perché riuscivano a farla "volare fino in cielo" (e puntualmente "mi cagavo sotto" dalla paura). Quello era anche il periodo dei "giochi di società". Il più quotato era il salto: "Uno 'mponta 'a Luna", in cui a turno un compagno si metteva chino e gli altri dovevano saltare scavalcandolo, poggiando le mani sulla sua schiena. Poi c'era il gioco della "Campana", lo "schiaffetto" e tanti altri che a nominarli tutti qui diventa un "post" ... :)

    Ma sì ... ne voglio citare almeno un paio in cui ero un vero campioncino (modestamente). Si tratta di "fantasiosi" giochi il cui artefice era un semplice elastico. Lo intrecciavamo tra le dita dandogli una particolare forma. Poi, un altro partecipante, sempre con le dita, lo prendeva e cambiava forma, sempre più difficile, senza mai farsi "catturare" le dita dall'elastico. Un vero rompicapo... L'altro gioco: con l'indice sinistro teso, puntavamo l'elastico verso la parete mentre con l'altra mano lo tendevamo il più possibile per poi rilasciarlo e farlo sbattere contro il muro così che ricadeva a terra il più distante possibile dal muro stesso. Il gioco consisteva di riuscire a far "accavallare" il proprio elastico su un altro di quelli che precedentemente avevano "lanciato" i compagni. Chi riusciva a centrare l'elastico a terra se se ne impossessava, e così via ...

    :-)

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  5. Effettivamente è inquietante la fissazione per armi e soldatini che si nutre da bambini.. Poi alcuni come il sottoscritto la mantengono :D

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  6. Vedo che da ragazzini avevamo le stesse passioni :)
    I soldatini mi piacciono ancora, che credi? ahahah
    Gli Atlantic li ho ancora, 3 o 4. E ho alcuni Eroi in azione, te li ricordi?

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    1. No gli eroi in azione non li ricordo
      Ne avevo a migliaia di soldatini e guai a perderne uno:-)

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