giovedì 13 settembre 2012

Ho letto Lollipop - Electric Moon di Germano Greco

Ci sono due premesse che devo fare subito per evitare qualche fraintendimento, dunque:

Uno: questo articolo non è una vera e propria recensione, non sono capace di farle e non mi interessa neppure imparare a farlo, quello che leggerete non è altro che il frutto delle impressioni che la lettura dell’eBook mi ha regalato.

Due: per una migliore resa della lettura, qualora doveste scaricare l’eBook e metterlo nel vostro eReader vi ricordo di procedere nella lettura dopo aver letto il primo volume di LollipopQuesto consiglio lo trovate anche nel post di Hell che trovate linkato alla fine dell’articolo.

E ora vediamo di mettere a fuoco le mie impressioni, non preoccupatevi non ci sono spoiler.

Germano Greco racconta le storie in maniera incisiva e graffiante, con un'immaginazione visionaria. D'altra parte il suo modo di scrivere è molto visivo, frutto probabilmente della sua passione cinematografica e la lettura dell’eBook - caratterizzato da paragrafi e frasi brevi, con pochissime parole fuori posto o inutili ( ma questo dettaglio è frutto di parametri puramente soggettivi e quindi del tutto ininfluenti) - vi porta alla fine senza affaticare. 

Poi se fate come il sottoscritto che, durante la lettura, si è anche ascoltato la colonna sonora che Hell ha inserito con piccoli suggerimenti quasi in ogni capitolo legandola perfettamente all’azione o alla situazione del momento, la sensazione visiva è ancora più lampante e questo particolare dà ulteriore forza e spinta alla globalità del lavoro - che sia questo il futuro della lettura?

Per quanto riguarda il linguaggio vi dico subito che l’ho trovato molto esplicito in relazione ai dialoghi, tra l’altro anche la narrazione stessa in alcuni casi è cruda e affilata ma è curata nei minimi particolari, estremamente lucida, non eccede mai in barocchismi inutili e possiede una tecnica dal mio punto di vista ineccepibile e non esagero nel dire che sotto certi aspetti mi ha ricordato i racconti di Philip K. Dick, soprattutto per la bravura nel ricreare atmosfere.

Tuttavia ciò che più mi ha sconvolto ( in positivo eh), almeno ciò che ho avvertito io, è il senso di angoscia che avvolge i personaggi dall’inizio alla fine. Si tratta sicuramente di un lavoro inconscio e di certo non voluto, ma non basta il cinismo che controlla le emozioni con cui sono delineati a cancellarne l’impronta.

Nel complesso dunque una lettura più che piacevole e consigliabile a chiunque desideri avventurarsi e calarsi in un mondo nutrito sì da un humus fantascientifico e supereroico (l'ambientazione di Due minuti a mezzanotte), ma sapientemente trasportato vicino  alla realtà.


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