lunedì 2 luglio 2012

Hemingway vive

Un appassionato fan come me, adoratore della sua narrativa e del suo personaggio non poteva fare finta di nulla. 

Oggi sono esattamente cinquantun anni che il grande scrittore e nobel della letteratura, Ernest Hemingway ci ha lasciato, uccidendosi la mattina della domenica del 2 luglio a Ketchum, nell’Idaho.

Papa si uccise sparandosi un colpo alla tempia. Disgraziatamente, la moglie Mary aveva dimenticato le chiavi dell'armadietto - dove aveva nascosto le cartucce - sul tavolo della cucina e Don Ernesto le aveva trovate.

Lo ricordo aggiungendo alcune delle sue citazioni, la prima delle quali sembra il suo epitaffio - se ne conoscete qualcuna di preziosa, segnalatela.

Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto... E come è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa, andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse.

Il dolore non deve avere importanza per un uomo.

Il coraggio percorre una distanza breve; dal cuore alla testa, ma quando se ne va non si può sapere dove si ferma; in un'emorragia, forse, o in una donna, ed è un guaio essere nella corrida quando se n'è andato, dovunque sia andato.


Uno scrittore dovrebbe sforzarsi di scrivere una cosa in modo tale da farla diventare parte dell'esperienza di coloro che la leggono.

L'esitazione di fronte al rischio aumenta in proporzione uguale all'età.

Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all'uomo: attraversare la vita senza fare rumore.

6 commenti:

  1. Belle citazioni... soprattutto l'ultima!

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    1. Ne avevo un mondo di citazioni, grazie:-)

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  2. Si vede proprio che Hemingway riesce a toccarti nell'anima.

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  3. Cinquanta anni fa, all'alba della prima Domenica di luglio del '61, Ernest Hemingway, lo scrittore più illustre d'America del XX secolo, si svegliò nella sua casa sulle cime delle Montagne Rocciose dell'Idaho. Si alzò dal letto premurandosi di non svegliare la moglie Mary, aprì la porta del ripostiglio dove deteneva le sue armi da fuoco, imbracciò un fucile a canna doppia con il quale era solito sparare ai piccioni e uscì fuori, sul portico della casa. Lì puntò le canne della doppietta calibro 12 contro le proprie tempie, si chinò, pose il suo pollice sul grilletto, lo premette e si fece saltare le cervella...

    Ernest Hemingway era appena stato dimesso da una clinica psichiatrica, la Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota, dopo due mesi di intense terapie contro la depressione e l'alcolismo che lo stava consumando. Forse voleva seguire le orme del padre, il dott. Clarence Edmonds Hemingway, che nell'autunno del 1928 si sparò un colpo alla testa con una vecchia pistola risalente alla guerra civile. Ernest aveva dato la colpa alla madre Grace Hall, cantante lirica, per la morte di suo padre. Nel 1949 scrisse: costrinse mio padre al suicidio. Odio le sue viscere e lei odia me.

    Ero molto curioso su questo "strano" personaggio, così ho fatto una piccola ricerca...

    :-)

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    1. Il giorno prima cantava "Tutti mi chiamano bionda"
      grazie:-)

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