giovedì 5 luglio 2012

Alcol e droga

Nei giorni scorsi mi è capitato sotto gli occhi la riflessione che riporto in corsivo: è di Stephen King. 

Il riconosciuto maestro del brivido ha confessato più volte di aver avuto a che fare nella sua vita sia con l'alcol e sia con le droghe. Droghe che vanno da quelle leggere, alla cocaina fino a comprendere i tranquillanti.

Il Valium, a quanto racconta King, era il suo preferito.

Lo scrittore ha più volte confessato che era a causa dei mix di alcol e droga di cui si ingozzava che scaturivano le sue storie allucinanti. Tuttavia leggendo ciò che segue mi vengono dei seri dubbi in proposito e su quanto spesso si è portati a dire.

L'idea che lo sforzo creativo e le sostanze che alterano la mente siano strettamente legati è una delle grandi mistificazioni pop-intellettuali del nostro tempo. I quattro scrittori del ventesimo secolo il cui lavoro è soprattutto responsabile di questa mitologia sono probabilmente Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson e il poeta Dylan Thomas. [...] Lo scrittore tossicodipendente è nient'altro che un tossicodipendente, sono tutti in altre parole comunissimi ubriaconi e drogati. La pretesa che droghe e alcol siano necessari per sopire una sensibilità più percettiva non è che la solita stronzata autogiustificativa. [...] Hemingway e Fitzgerald non bevevano perché erano creativi, diversi o moralmente deboli. Bevevano perché è quello che fanno gli alcolisti. Probabilmente è vero che le persone creative sono più vulnerabili di altri all'alcolismo e alla dipendenza dagli stupefacenti, e allora? Siamo tutti uguali quando vomitiamo ai bordi della strada.

Adesso non me la sento di dire che quando sono ubriaco scrivo meglio - faccio prima a dire che succede il contrario - inoltre è da troppo tempo che non fumo più per poter affermare che sotto qualche effetto allucinogeno la coscienza acquista facoltà particolari utili a livello artistico. 

Naturalmente è una considerazione personale, ma certo mi piacerebbe sentire la vostra. 
Vi ricordo intanto alcune tossicodipendenze celebri.


36 commenti:

  1. Anche a me resta difficile pensare che una mente sotto l'effetto di alcol, o peggio ancora di droghe, possa essere tanto cosciente da poter mettere assieme e collegare trame di romanzi a volte già complicati per uno sta in senno. Forse, ma è solo un mio parere, lo stato di ebbrezza può dare maggiore coraggio di scrivere "certe" cose che da savi non si penserebbero neppure...

    :-)

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  2. Boh io non saprei nemmeno articolare due parole, figurarsi scrivere xD Penso che la creatività o ce l'hai o non ce l'hai. E' una sorta di genialità, di predisposizione naturale che si ha da sempre. Poi c'è chi la sa trasmettere scrivendo nel modo giusto e chi non sapendo scrivere resta fregato, ma questi sono altri discorsi.

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  3. Nell'elenco delle tossicodipendenze celebri segnalerei anche il buon E. A. Poe: beveva assenzio e brandy mescolati prima di scrivere, Lol!

    Scrivo ogni tanto sotto effetto di mediocre ubriacatura, e i risultati... beh sono normali, forse con più errori di battitura al pc >.<

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    1. ahahha, mediocre ubriacatura mi piace:-)

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  4. Non è la regola, ma mi è capitato di scrivere bevendo. Si trattava di scene difficili, di estrema violenza psicologica o fisica, che hanno lasciato strascichi di malumore per giorni. E di mal di testa. :D

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    1. ops! firmato:
      mandarino. :D

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    2. A volte escono cose che da lucidi non è facile esternare:-)

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  5. Non mi è mai capitato di scrivere sotto l'effetto di alcol o qualsiasi altra sostanza che "alteri le percezione" (nonostante abbia spesso a che fare con personaggi nell'uno o nell'altro stato). Al massimo mi è capitato di scrivere in stato di euforia, gioia, oppure tristezza, disperazione, disagio ecc, ma sempre "naturali".
    Però per sdrammatizzare il tema... http://pinterest.com/pin/212021094927830437/

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    1. ahhah, visto la foto

      naturalmente l'umore condiziona - spunto per un prossimo post, grazie:-)

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  6. Sì, anche a me sembra una cretinata. Forse sotto l'influsso di droghe o alcol può nascere un'idea particolarmente bizzarra o visionaria, ma se bisogna ricorrere a certe sostanze viene un po' da dubitare sulla capacità di questa persona.
    Forse però il fenomeno è più marcato nella musica.

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    1. boh, sono scettico anche sul piano della musica:-)

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  7. Sono sostanzialmente d'accordo. Certe sostanze possono aiutare a sognare, per così dire, ma poi bisogna saperlo raccontare questo sogno. Non penso che favoriscano il talento, e inoltre possono anche avere effetti negativi (mal di testa, calo di concentrazione) quindi dubito della loro utilità ai fini di una scrittura più creativa rispetto a quella realizzata in stato di sobrietà.

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    1. La fantasia non ha costrizione e forse certi accorgimenti non servono:-)

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  8. E' solo una leggenda, una grande falsità. Per essere sinceri ho conosciuto artisti che facevano uso di droga e posso dire che gli unici risultati raggiunti sono statti la perdita di talento e la distruzione delle loro vite.
    Questo è quanto!

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  9. A rischio di risultare un po' bigotto devo ammettere di essere fortemente contrario alla droga e di non avere particolare simpatia per chi si ubriaca abitualmente (anche se mi piace bere).

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    1. sì, infatti noto che ti manca la creatività LOL

      Non sei per niente bigotto, anzi:-)

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  10. Forse alcune droghe permettono di vivere esperienze particolari e quindi vengono fuori storie assurde e uniche. Personalmente non ho bisogno di stupefacenti per inventare storie: mi dicono che ho una fantasia fin troppo sviluppata...e non ho neanche bisogno di allucinogeni, ho allucinazioni da sobria! :D

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    1. sì Melinda, meglio continuare a scrivere senza servirsi di stimolanti

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  11. Di artisti che si drogano ce ne stanno quanti ne vuoi. Forse è che un tipo di sensibilità è più portato agli eccessi, per cui le cose non sono interdipendenti ma solo due aspetti della stessa persona?

    Poi secondo me se ti prendi un acido e fai un "viaggio" magari qualche idea per un libro ti resta, ma non la vedo tanto la droga come un qualcosa che ti aiuta nella creatività. Io mi immagino l'artista introspettivo, magari depresso, ribelle o comunque anticonformista che fa tante cose tra cui ubriacarsi e drogarsi.

    Io personalmente da quando ho ridotto molto i miei vizi non scrivo più, per cui adesso che mi ci hai fatto pensare forse nel mio caso il meccanismo era proprio quello :)

    Simone

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    1. Buono a sapersi, Simone

      allora riprendi a viziarti e a scrivere

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    2. E se il vero vizio fosse la scrittura, e le droghe il mezzo per riuscire a tollerarlo? :)

      Simone

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    3. ehehe, bella domanda, non ti so rispondere:-)

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  12. La cocaina una bella "botta" al cervello la dà, in parecchi sensi.
    Ricordo, giusto ai tempi di Tommikcnockers, che King raccontava la sua esperienza con la polverina bianca: "hai l'impressione di avere sotto il pedale dell'acceleratore un propulsore da elicottero e dietro la schiena un gigantesco serbatoio pieno di carburante ad elevato numero di ottani".
    E, non a caso, in Tommikcnockers si racconta (anche) di esseri umani che, sotto l'influenza della nave aliena sepolta, vedono moltiplicarsi e potenziarsi i propri processi mentali, fino a fargli fare cose inimmaginabili.
    Personalmente, credo abbastanza alla storia che usiamo poche facoltà del nostro cervello.
    Magari non al 10% di cui si sente dire spesso, ma di certo abbiamo potenzialità che restano inespresse anche per tutta la vita.
    Tirarle fuori è un mio vecchio sogno.
    Solo che la cocaina, che mette un momentaneo "turbo boost" al cervello, finisce anche per spaccare tutto.
    Ci vorrebbe qualcos'altro... magari la pillolina di Limitless, dove il protagonista riusciva a concludere il suo libro che stagnava da mesi in poche ore. ;)

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  13. Bisognerebbe riuscire a fare tutto senza:-)

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  14. Tema che m'interessa molto, quello della dipendenza.
    e anche quello di "genio e sregolatezza".
    Quanti esempi nel campo dell'arte!
    Se ho capito bene la tesi di King sarebbe: ho assunto sostanze ma queste non hanno interferito nel mio processo creativo. E' così?

    Mah! Come può essere?

    Sono invece d'accordo con King quando dice che i cretivi sono più vulnerabili, più fragili, più esposti, perchè il normale li annoia, e cercando nuove strade corrono il rischio di deragliare.

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    1. Boh, credo che ancora non sia stato analizzato come si deve il problema:-)

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  15. Secondo me dipende dalla quantità.
    Se scrivo con una birra in mano è un conto, se bevo 7 bicchieri di vino non arrivo manco al bagno, figuriamoci tenere la penna in mano.
    ma mi è capitato di scrivere o ascoltare musica sotto effetto di "erbe aromatiche", ed in effetti le mie percezioni erano notevolmente amplificate.

    Ma non ero più creativa o geniale del solito. Solo più percettiva.
    E concordo con Cyberluke, quando parla di zone non ancora esplorate del cervello che agiscono differentemente da umano ad umano sotto sostanza di qualsiasi genere.

    Preferisco potenziare l'ipirazione creativa con la musica.

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  16. Mi pare che lui stesso (King) lo racconti in "On writing"... che di alcuni libri non ricorda nulla perché era sotto l'effetto di alcool e droga mentre li scriveva (mi pare che parli ad esempio di Cujo). Anche per me è difficile pensare che si possa scrivere (decentemente) sotto l'effetto di sostanze stupefacenti... e personalmente non ne ho affatto idea. :)

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    1. rispondo con la stessa risposta data agli altri: non lo so!

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  17. Perché non ho commentato su questo post? Rimedio. Ti dico la mia: dopo qualche bicchiere anche le chiacchiere diventano più interessanti e scorrevoli, e ci si sente più ispirati. Non intendo sbronzi, ma con la giusta ebrezza data dal bicchiere giusto. Le Nove Stelle e altre molte cose, le ideai con qualche birra. Ripeto, non parlo di sbronza.

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  18. Mi piace tantissimo leggere e scrivere, adoro soprattutto ciò che si discosta dalla realtà, ciò che riesce a far volare la mia mente ed a portarmi in spazi che la quotidianità non mi permette di visitare. Confesso che ho bevuto e anche provato a fumare, ma non ho mai ottenuto risultati creativi, anzi. Quando scrivo sono solamente condizionato dalle emozioni, da quello che mi circonda, da riflessioni su una particolare situazione personale o quotidiana. Quando qualcosa altera la mia mente, bè, la vena "creativa" si chiude e basta. Questa è la mia esperienza personale. La fantasia viene da dentro, magari da agenti esterni, di sicuro non da alcol e droghe ;)

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