venerdì 29 giugno 2012

Leggi e sarai libero

Una notizia che sarebbe ottima come spunto di un bel romanzo e che mi è stata segnalata da un amico blogger che bazzica su un aggregatore. Blogger che mi ha invitato a scriverci un articolo.

Naturalmente ho colto al balzo la sua proposta e sono andato a cercare sul web fonti che mi fornissero qualche informazione in più in merito.

Dunque la notizia a che fare con il Brasile. Con quattro carceri brasiliane per la precisione e l’aspetto romanzesco - dal mio punto di vista naturalmente - è che i responsabili delle carceri hanno offerto ai detenuti una riduzione delle pena aiutandosi con la lettura. 
In che modo?

Con un programma si chiama Expiação via leitura.

Il programma è molto semplice e sembrerebbe che a ogni libro letto da un detenuto corrisponderebbero quattro giorni di galera in meno. Saranno gli stessi detenuti a scegliere che libro leggere, tra opere di narrativa, filosofia e scientifiche disponibili nella biblioteca del carcere. Libri che però devono essere letti in un periodo che va da ventuno a trenta giorni di tempo.
Ma non è finita così.

Una volta terminato il libro il detenuto deve scrivere una relazione, senza errori o cancellature, con la grammatica e la sintassi corretta, dove dovrà esporre la propria opinione e firma.

Per ora il massimo dei libri leggibili in un anno è di dodici volumi, quindi quarantotto giorni in meno di carcere, ma i giuristi ripongono grandi speranze in questo innovativo e curioso metodo di correzione.

12 commenti:

  1. Avevo letto la notizia e mi ha lasciato perplesso. Non trovo bella l'idea che un omicida possa uscire prima solo perché si mette a leggere...

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    1. Be' non hai tutti i torti, ma si spera nel miracolo della lettura, magari:-)

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  2. Beh bella iniziativa si! Poi bisogna vedere se viene applicata a qualsiasi detenuto. Certe persone secondo me devono fare ben altro per guadagnarsi qualche sconto sulla pena (e altre nemmeno se lo meritano).

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  3. Bella iniziativa, va appoggiata, naturalmente vanno tenute presenti le differenze tra detenuti: un conto sarebbero gli assassini e i pedofili, altro sarebbero coloro che hanno rubato per fame.

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  4. Occhio se questi chiedono di leggere: Papillon, Fuga da Alcatraz, Il Miglio Verde, La Grande Fuga, ecc.

    :-)

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  5. L'idea su due piedi sembra corretta, ma parte dal presupposto che chi si trovi in galera sia di cultura medio-bassa, e che quindi in alcune categorie sociali come avvocati, medici, giornalisti, "politici" e banchieri ad esempio non possano esistere criminali...

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  6. Quindi uno che non sa leggere o scrivere bene non può beneficiare dello sconto di pena perché non riuscirà a scrivere una relazione con le caratteristiche che hai indicato? Non mi sembra molto giusto... più che un mezzo di aiuto, mi sembra un tentativo di incentivare delle differenze: chi è dotato avrà dei benefici, chi non è sufficientemente colto riceverà solo frustrazione e smetterà di leggere. La lettura può aiutare il mondo, ma non con un sistema a punti stile tessera del supermercato.

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