sabato 2 giugno 2012

Le regole narrative di Will Self

Un altro scrittore e giornalista del tutto estraneo alla mia cultura, Will Self. Wikipedia lo presenta come un personaggio mica male. 

Personaggio televisivo, Will è sposato con la giornalista del The Guardian Deborah Orr

La sua narrativa spazia da J.G. Ballard, William Burroughs e Hunter S. Thompson per ragione non soltanto letterarie a scrittori come Jonathan Swift, Alasdair Gray, Franz Kafka, Lewis Carroll, Joseph Heller e Louis-Ferdinand Céline per quanto riguarda lo stile. 

Tra i suoi romanzi spicca lo scandaloso Dorian. Ecco le sue dritte:

***

Non fermarti finché non hai scritto tutta la prima bozza, comincia ogni giorno dall’ultima frase che hai scritto il giorno precedente. Questo tiene lontana la frustrazione e fa sì che tu abbia una mole di lavoro sostanziosa prima di lanciarti nel lavoro vero che è…

L’editing.

Porta sempre con te un taccuino. E intendo sempre. La memoria a breve termine trattiene un’informazione per tre minuti soltanto. Se non la metti su carta, puoi perdere per sempre un’idea.

Smetti di leggere narrativa – sono soltanto bugie, e non ha nulla da dirti che tu già non sappia (posto però che, in passato, tu ne abbia letta in gran quantità; in caso contrario, non hai nessuna possibilità di diventare uno scrittore di narrativa).

Hai presente quella nauseante sensazione di inadeguatezza ed esagerazione che senti dinanzi alla tua prosa pomposa? Rilassati nella consapevolezza che quella orribile sensazione non ti lascerà mai e poi mai, non importa quanto diventi famoso e lodato pubblicamente. Fa parte del vero lavoro di scrittura e dovrebbe essere apprezzato.

Vivi la vita e scrivi della vita. Non c’è davvero fine al bisogno di fare molti libri, ma ne abbiamo abbastanza di libri sui libri.

Per lo stesso motivo tieni a mente quanto tempo la gente passa a guardare la tv. Se stai scrivendo un romanzo con un’ambientazione contemporanea servono lunghi passaggi dove non succede nulla se non guardare la tv: “Più tardi, George guardò Grand Designs mangiando HobNobs [biscotti integrali]. Più tardi ancora guardò per un po’ una televendita…”.

La vita di chi scrive è essenzialmente una vita di reclusione solitaria – se non sei pronto per questo, lascia perdere.

Oh, e non dimenticare gli occasionali pestaggi somministrati dalle sadiche guardie dell’immaginazione.

Considerati una piccola corporazione di una persona. Fai esercizi di team-building (lunghe passeggiate). Organizza ogni anno una festa di Natale in cui rimani nell’angolo del tuo studio, gridando molto forte verso te stesso mentre bevi una bottiglia di vino bianco. Poi masturbati sotto la scrivania. Il giorno dopo sentirai una profonda e coerente sensazione di imbarazzo.

12 commenti:

  1. Di solito ho sempre un taccuino xD e quella sulla prosa pomposa è vera O.o

    Le ultime due mi hanno fatto morire xD

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  2. "Hai presente quella nauseante sensazione di inadeguatezza ed esagerazione che senti dinanzi alla tua prosa pomposa? Rilassati nella consapevolezza che quella orribile sensazione non ti lascerà mai e poi mai, non importa quanto diventi famoso e lodato pubblicamente. Fa parte del vero lavoro di scrittura e dovrebbe essere apprezzato."

    Non so se essere contento o meno di questa...ma QUANTO mi succede XD

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  3. Chissà se per ultima dritta Will intendesse quella mentale...

    :-)

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  4. Il taccuino è fondamentale.
    E devo imparare a finire la prima stesura prima di rileggere, probabilmente aiuterebbe! :D

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    1. Scrivi, prima, poi correggi... un problema che mi contraddistingue :-)

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  5. Ma che soggettone che è questo Will :D
    Quella che mi trova d'accordo al 100% è questa:
    Vivi la vita e scrivi della vita. Non c’è davvero fine al bisogno di fare molti libri, ma ne abbiamo abbastanza di libri sui libri.

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