martedì 12 giugno 2012

Ancora tu

Non dovevamo vederci più e invece eccolo. Come ogni anno alla fine di maggio o agli inizi di giugno riesco a rivederlo, poi per il resto della stagione calda sparisce chissà dove. 


Ne avevo parlato anche l’anno scorso, dedicandogli un post. Insomma qui Lucio Battisti non ha nulla a che vedere, però visto che il mio amico biacco non ha ancora un nome potrei anche chiamarlo così.

Purtroppo, suppongo ci sia un inghippo. Il serpentello in questione credo sia una femmina. Non sono ancora riuscito a catturarlo, ma dalle dimensioni e dalla calma che lo contraddistingue ritengo sia difficile considerarlo un maschio, anche se il mio occhio può sbagliare naturalmente.

Vedremo nei prossimi giorni, se il tempo meteorologico e pure quello temporale vero e prorpio me lo consentono proverò a ripassare e magari non è detto che cerchi di catturarlo per poterlo osservare meglio: insomma sono o non sono un erpetologo dilettante? A proposito questa è la seconda puntata di Avventure di un erpetologo dilettante.

Bah, intanto voci giunte all’orecchio mi hanno messo l’agitazione addosso perché in un areale non molto distante dalla zona di insolazione del biacco c’è chi sostiene di aver visto una vipera. Questa è una notiziona. Una vipera non è un biacco e io non resisto. È più forte di me accidenti e vedrete che nei prossimi giorni mi darò da fare per trovarla.

Le vipere, oltretutto, tanto per non uscire off topic dal blog, fanno parte del mio mondo letterario. 
Ecco un brano de Il male degli ontani:


«Una volta» confidai, «ho rischiato la pelle per l’intossicazione di un Aspide.»
«Dici sul serio?»
«Avevo dodici anni, ero un ragazzino e puoi farti un’idea di ciò che ho passato.»
«Dove?»
Arrotolai la manica della camicia sino al gomito del braccio destro e gli mostrai il punto esatto dove si erano conficcati i denti veleniferi. Non erano rimasti segni eppure ricordavo ancora bene il punto sulla pelle dove mi aveva azzannato la vipera.
«Sono stato piuttosto male» raccontai. «Mi aveva iniettato parecchio veleno e fui colto dal panico. Iniziai a correre e naturalmente peggiorai le cose. Mi trovarono due ore dopo, nel bosco, fuori di testa come un melone. Non potrò mai scordare il mal di stomaco e il dolore che ebbi agli occhi la notte successiva. Rimasi in ospedale più di una settimana. Da allora sono un po’ matto ma è nata pure la mia passione. Comunque, adesso, so che non bisogna mai perdere la calma.»

6 commenti:

  1. Dalle fattezze sembra anche una bella femmina... e secondo me "Nessy" si è innamorata di te...

    :-)

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  2. Ma che bellaaaaaaaaa (oramai è femmina). Ma la catturi per...? Spero solo per guardarla...
    Ma un'osservazione scientifica e basta no?
    Me l fai spaventare!

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