giovedì 3 maggio 2012

Tre volte all’inferno

Quando ero piccolo immaginavo Bellano come Milano. Allora non viaggiavo molto, non uscivo dal paese e viaggiare in macchina mi faceva star male come un ubriaco vicino al coma etilico. Bellano era l’unica meta un pochino fuori dalla norma e farsi un’opinione sbagliata era facile.

Forse dipendeva dal fatto che aveva l’ospedale e che c’era la stazione ferroviaria con due binari. Aveva un semaforo e c’era la strada con la carreggiata con la riga bianca in mezzo. C’era il porto sul lago per il battello e un torrente che sembrava un fiume - insomma una metropoli per uno che quando vedeva un camion fare manovra nella piazzetta sotto casa dava in brodo di giuggiole.

Ora Bellano è anche un luogo dove si organizzano eventi letterari e dove vive uno scrittore considerato tra i top in Italia, uno scrittore che probabilmente incontrerò domenica pomeriggio, quando mi troverò nello stand di Perdisa Pop a presentare Tre volte all’inferno, il libro dello scrittore lecchese Christian Borghetti.

Un libro che ho letto e che mi ha piacevolmente impressionato, ma che - come ho già scritto in altre occasioni - non ho intenzione di recensire. Primo perché non sono capace di farlo e secondo perché non voglio scrivere in anticipo cosa dirò domenica pomeriggio dalle sei in avanti.

Quindi abbiate pazienza, se potete venite a fare un giro al Palasole per il Lettelariamente. Io per il momento mi limito a farvi leggere la quarta di copertina del libro:

Tre romanzi brevi che danno nuova forza alla narrativa gotica italiana, tornando alle origini della stessa letteratura dell’orrore: Cristian Borghetti mescola linguaggi antichi e atmosfere storiche per dare vita a un mondo onirico e surreale, denso di citazioni e suggestioni proprie di scrittori come Edgar A. Poe o H. P. Lovecraft. Un’eccezionale immaginazione visionaria al servizio di incubi e paure ancestrali catapulta il lettore nell’oscurità, tra sangue ed erotismo, orrori e follie, creature infernali e misteriosi labirinti della mente, nei quali il macabro si allea con il romantico, la scienza con le arti occulte, l’amore con la morte.

7 commenti:

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  2. Non conosco l'autore, non ho mai letto niente di suo né che lo riguardi, quindi non posso dare alcun giudizio. Ma, sinceramente, ho sempre paura quando nella quarta di copertina si dice per esempio che l'autore da "vita a un mondo onirico e surreale, denso di citazioni e suggestioni proprie di scrittori come Edgar A. Poe o H. P. Lovecraft" o cose simili. Ma questi autori (non parlo di Borghetti, che ripeto non conosco) quando cresceranno e riusciranno a scrivere con un loro stile? *se è troppo polemico, cancellalo pure.*

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  3. Sai che amo tanto la narrativa di Lovecraft e di Poe, però in questo caso sono con TIM, certamente Borghetti sarà bravo, anzi bravissimo però, ribadisco, in quello che scrive TIM ci sono delle cose molto condivisibili.
    Scusa Ferru. :(

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    1. Figurati, non è il caso di scusarsi, quando si esprime un'opinione:-)

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  4. Hai capito a Bellano! :D
    A me il libro incuriosirebbe, ma ho così tanto di arretrato...
    Condivido il giudizio sugli strilli troppo audaci, tutta colpa di King e del suo (o di chi per lui) "è il nuovo, bravo e promettente autore horror"! :D

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    1. Le campane - come ben sapete - il più delle volte suonano a festa ed è meglio così

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