martedì 22 maggio 2012

Le regole narrative di Roddy Doyle

Mi è bastato leggere la prima regola per capire che mi sarebbero piaciute. 

Come al solito l’autore, Roddy Doyle - tanto per rimarcare la mia ignoranza - non lo conosco: non avendo mai essermi cimentato nella lettura di qualche suo romanzo e neppure avendo mai visto un film tratto da qualche sua sceneggiatura. 

E ce ne sono di successo.

Ma trovo estremamente ironiche e divertenti e molto vere queste regole. 

Certo è soltanto il mio pensiero ma dategli una lettura e provate a dirmi il contrario se avete il coraggio. 
Come sempre, naturalmente ringrazio l'Archivio Caltari.

***

Non mettere sulla scrivania la fotografia del tuo autore preferito, soprattutto se è uno di quegli autori famosi che si sono suicidati.

Sii gentile con te stesso. Riempi le pagine il più velocemente possibile; spazi doppi, o scrivi sempre ogni due righe. Tratta ogni pagina come un piccolo trionfo.

Fino ad arrivare a Pagina 50. Dopodiché calmati, e comincia a preoccuparti della qualità. Percepisci l’ansia, fa parte del lavoro.

Dai un nome al tuo lavoro il prima possibile. Dickens sapeva che Casa Desolata (Bleak House) si sarebbe chiamato Casa Desolata prima di iniziare a scriverlo. Il resto deve essere stato facile.

Restringi le tue ricerche a pochi siti al giorno. Non avvicinarti alle scommesse online – a meno che non sia per ricerca.

Tieni un dizionario dei sinonimi, ma nel capanno in giardino o dietro al frigo, un posto difficile da raggiungere. È probabile che le parole che ti vengono in mente vadano bene, es. cavallo, corse, disse.

Ogni tanto arrenditi alla tentazione. Lava il pavimento della cucina, stendi il bucato. È per la ricerca.

Cambia idea. Le idee buone spesso vengono uccise da altre ancora migliori. Stavo lavorando a un romanzo su una band che si chiama the Partitions. Poi ho deciso di chiamarli the Commitments.

Non cercare su Amazon il libro che non hai ancora scritto.

Passa qualche minuto al giorno a scrivere la biografia per la copertina – Si divide tra Kabul e Tierra del Fuego. Ma poi torna al lavoro.

14 commenti:

  1. Ha delle idee precise in testa questo qui, alcune sembrano più di autoincoraggiamento, il ché non guasta...

    :-)

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  2. "Non cercare su Amazon il libro che non hai ancora scritto."
    Questa è fantastica! XD

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    1. Mi piacciono parecchio queste ditte, se così si possono chiamare:-)

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  3. Belle, ironiche e incoraggianti :D
    Il titolo è la cosa più difficile che ci sia, o è solo un mio pensiero? D:

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    1. Io ne cambio dieci ogni racconto che scrivo:-)

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  4. Grande autore, del resto basta leggere la prima regola e quella sui siti di scommesse.

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  5. Da imparare come un mantra

    Non mettere sulla scrivania la fotografia del tuo autore preferito, soprattutto se è uno di quegli autori famosi che si sono suicidati.

    Cambia idea. Le idee buone spesso vengono uccise da altre ancora migliori. Stavo lavorando a un romanzo su una band che si chiama the Partitions. Poi ho deciso di chiamarli the Commitments.

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  6. Mi piace molto la sua ironia. Simpatico assai soprattutto con la prima che ti ha colpito! :D
    Belle tutte, ma io con "Dai un nome al tuo lavoro il prima possibile" ho un po' di problemi: nonostante la mia estrema fantasia, con i titoli non sono brava, MAI!

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    1. Be' sono contento che siano piaciute. Ammetto che non sono per niente male

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  7. Molto interessanti, soprattutto ironiche che, a volte, e' meglio :-)

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    1. Sì, un po' di ironia ci vuole davvero, in tutti i campi:-)

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