venerdì 11 maggio 2012

Le regole narrative di Margaret Atwood

Un’altra terribile lacuna nella mia cultura. 

A farne le spese è Margaret Eleanor Atwood, poetessa e scrittrice canadese, vincitrice di un Premio Arthur Clarke e anche di un Premio Principe delle Asturie per la Letteratura, ma soprattutto del prestigioso Booker Prize

L’autrice è conosciuta particolarmente per i suoi romanzi di fantascienza e le sue poesie. 

È anche nota per la sua notevole attività a favore del femminismo e quindi i suoi racconti pubblicati per la rivista Playboy fanno un po’ ridere. 

Non fanno ridere però le sue dieci regole:

Porta una matita per scrivere in aereo. Le penne perdono inchiostro, ma se la matita si rompe, non puoi temperarla in volo perché non puoi portare coltelli. Quindi: porta due matite.

Se entrambe le matite si rompono, puoi dargli una sommaria temperata con una limetta per le unghie di metallo o di vetro.

Porta qualcosa su cui scrivere. La carta va bene. In situazioni di emergenza un pezzo di legno o il tuo braccio andranno bene lo stesso.

Se usi un computer, salva sempre per precauzione su una memoria esterna.

Fai esercizi per la schiena. Il dolore è fonte di distrazione.

Mantieni l’attenzione del lettore (è più probabile che funzioni se riesci a mantenere la tua). Non sapendo chi sia il lettore, sarà come colpire un pesce al buio con una fionda. Quello che affascina A annoierà a morte B.

Probabilmente avrai bisogno di un dizionario dei sinonimi, di una grammatica di base e di una dose di realtà. Quest’ultima cosa significa: non si mangia gratis. Scrivere è un lavoro. È anche una scommessa. Non avrai una pensione. Gli altri ti possono aiutare un po’, ma essenzialmente te la devi cavare da solo. Nessuno ti obbliga a farlo: tu l’hai scelto, quindi non lamentarti.

Non sarai mai in grado di leggere il tuo libro con l’innocente trepidazione che avresti leggendo la prima deliziosa pagina di un libro nuovo, perché l’hai scritto tu. Sei stato dietro le quinte. Hai visto come venivano infilati i conigli nel cappello. Quindi chiedi a un amico lettore o due di dargli un’occhiata prima di darlo a qualcuno dell’ambiente editoriale. Questo amico non dovrebbe essere qualcuno con cui hai una storia, a meno che tu non voglia troncarla.

Non sederti in mezzo ai boschi. Se ti sei perso nella trama o ti sei bloccato, torna sui tuoi passi finché non hai trovato l’errore. Poi prendi l’altra strada. E/o cambia voce narrante. Cambia i tempi verbali. Cambia la pagina iniziale.

La preghiera potrebbe funzionare. O la lettura di qualcos’altro. O una costante visualizzazione del Santo Graal che è la versione finita e pubblicata del tuo splendido libro.

14 commenti:

  1. Veramente una perla quest'articolo! Utilissimo u.u

    RispondiElimina
  2. Decisamente ha le idee chiarissime la Atwood, fossero tutti com elei. ;)

    RispondiElimina
  3. Che donna!!... realistica e sagace. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah le donne scrittrici, se non ci fossero... :-)

      Elimina
  4. Folgorante e straordinaria :)

    RispondiElimina
  5. La Atwood è anche autrice di "Negoziando con le ombre", che parla appunto di scrittura...
    Bellissimi i suoi consigli. Pratica e dritta al punto!

    RispondiElimina
  6. Ape...rò :)
    incisivi e acuti! Quello del mal di schiena è troppo vero, provato sulla mia pelle e la mia colonna vertebrale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :-( oh povera il mal di schiena, capisco per via del polpaccio che mi tormenta in queste ore

      Elimina
  7. Ma che sono barzellette! Pluripremiata... ma bisogna vedere da chi! Sicuramente dal suo stesso ambiente. Le sue dieci regole non si discostano poi tanto dai suoi racconti pubblicati su Playboy...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. http://ferrucciogianola.blogspot.it/2012/05/la-scrittrice-vivente-piu-premiata.html

      in questo post ci sono un po' di premi,
      firmate per favore:-)

      Elimina