giovedì 3 maggio 2012

Consigli di scrittura di Michael Morpurgo

Sapete qual è la cosa triste e vergognosa di questo post? No, non mettete davanti a tutto la motivazione che non ho faticato a scriverlo perché sono andato a rifornirmi all’Archivio Caltari, come in altre situazioni. 

La cosa triste, ma veramente triste consiste nel fatto che io neppure ero al corrente dell’esistenza di questo scrittore. Lo giuro. 
Non sapevo esistesse un autore di nome Michael e di cognome Morpurgo e che sopratutto avesse scritto una caterva di libri.

Ho dovuto cercare informazioni in rete e mi spiace perché i suoi consigli non sono per niente male. 

***

Il prerequisito per me è mantenere pieno il pozzo delle mie idee. Ciò significa vivere una vita quanto più possibile piena e varia e tenere fuori le antenne tutto il tempo.

Ted Hughes mi diede questo consiglio che funziona meravigliosamente: registrare momenti, impressioni fugaci, dialoghi sentiti per caso, le mie tristezze, i miei stupori e le mie gioie.

L’idea per una storia è per me una confluenza di eventi reali, per esempio storici, o miei ricordi, per creare un’eccitante fusione.

Ciò che conta è il tempo di gestazione.

Una volta che lo scheletro della storia è pronto inizio a parlarne, soprattutto a Clare, mia moglie, per sentire il suo parere.

Quando mi siedo, di fronte alla pagina bianca, non vedo l’ora di iniziare. Racconto la storia come se stessi parlando al mio migliore amico o a uno dei miei nipoti.

Una volta che un capitolo è appuntato in brutta – scrivo molto piccolo così non devo girare la pagina e affrontarne una nuova e vuota – Claire lo riscrive al computer, lo stampa, a volte aggiungendo i suoi commenti.

Quando sono sprofondato in una storia, vivendola mentre la scrivo, non so sinceramente cosa accadrà. Cerco di non determinarla, di non fare Dio.

Quando il libro è finito nella sua prima stesura, lo leggo ad alta voce a me stesso. Il modo in cui suona è molto importante.

Anche con un editing sensibile – e sono stato molto fortunato in questo – all’inizio reagisco imbronciandomi, poi mi calmo, ci faccio pace, e un anno più tardi ho il libro tra le mie mani.

10 commenti:

  1. Nemmeno io ero al corrente di uno scrittore di nome Michael Morpurgo. Trovo carino il fatto di chiedere il parere alla moglie, lo faccio anch'io ed è per questo che sono rimasto uno scrittore mancato... :-)

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    1. ahahha, tua moglie deve essere una santa donna, portale i miei saluti

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  2. consigli preziosi, illuminanti nella loro semplicità! ;) grazie Ferrù!

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    1. Figurati Andrea, mica è merito mio
      Segnalo e basta:-)

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  3. Non lo conoscevo nemmeno io, mi sa peró che quella di chiedere consiglio alle mogli è una cosa diffusissima.

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    1. Io non ce l'ho la moglie e alla ragazze mica lo chiedo, farei il contrario :-)

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  4. Mai sentito fino ad ora, ma devo dire che ha detto cose davvero giuste.
    La seconda e l'ottava, leggendo, mi sono accordo di seguirle in automatico xD
    La prima credo vada bene per la vita in generale :D

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